Si intitola “Waiting For Music To Surprise Me Again” il nuovo disco del pianista milanese con la produzione di Amedeo Pace dei Blonde Redhead e la voce di Any Other

La sorpresa come dichiarazione d’intenti. Il titolo del secondo album del pianista Thomas Umbaca, “Waiting For Music To Surprise Me Again”, è un manifesto: un invito a lasciarsi cogliere impreparati, a resistere alla rassicurante tirannia delle aspettative.
Il disco disponibile in digitale e dal 18 aprile in formato fisico, ha un nome di peso alla produzione: Amedeo Pace, chitarrista e voce della band di culto Blonde Redhead. Un incontro che ha dato una spinta a Umbaca a trovare un’altra via e anche abbandonare un suono più formalmente accademico conducendolo verso qualcosa di organico.
“Essere presi alla sprovvista da qualcosa”
“In un’epoca storica in cui si cerca di vendere pacchetti di certezze che mai avremo”, racconta Thomas Umbaca, “ho cercato di fare qualcosa che mettesse al centro l’opposto: l’idea che non c’è niente di più bello e reale che essere presi alla sprovvista da qualcosa”.
È questa la bussola che orienta le dieci composizioni del disco: non la rassicurazione, ma lo stupore. Non l’arrivo, ma il viaggio verso qualcosa. “Fare musica equivale a cercare quello che non c’è, ma che intravedi o che vorresti ci fosse, che è poi la facoltà più assurda che ci caratterizza: immaginare ciò che non esiste”.
Il pianoforte come punto di partenza, non di arrivo
Il pianoforte è il suo simulacro, l’altare da cui guardare la musica. Ma il disco cerca di non percorrere le vie consuete del pianismo pop contemporaneo. Thomas Umbaca fa dialogare il suo strumento con l’inatteso: sfumature e suggestioni elettroniche, rimandi acustici e vocali. A volte diventa più umbratile, a volte si fa lynchiano, a volte colonna sonora, e comunque più selvatico del primo lavoro.
Fondamentale, in questo senso, il contributo di Amedeo Pace. “Ha messo la sua esperienza al servizio dei brani”, dice il pianista con gratitudine, “arricchendoli con chitarre western e suoni che sento come germogli. La musica ha trovato da sola la sua direzione, senza troppe regole: è nato così un trip cinematografico, uno spazio ondoso in cui perdersi”. E tra le voci che abitano il disco c’è anche quella di Adele Altro, cantautrice nota come Any Other.
Un disco a più colori
“Waiting For Music To Surprise Me Again” non ha un colore solo. “Racchiude in sé le sfumature e le complessità dell’essere umano”, spiega Thomas Umbaca, “trasformando la varietà emotiva della vita reale in una narrazione sonora”. Ogni traccia è un microcosmo autonomo: dal rumore urbano all’introspezione, dal reale all’onirico, in un percorso dove luce e buio non si escludono ma si cercano.
Il disco sarà presentato dal vivo il 9 aprile al Biko di Milano e il 16 aprile alla Casa del Jazz di Roma.
