I mondi di Julian Schnabel e Pietro Moretti si incontrano in mostra a Sassuolo

A Paggeria Arte una mostra curata da Nicolas Ballario mette in relazione la pittura materica del maestro americano con l’universo figurativo e visionario dell’artista romano

Piatti rotti trasformati in superficie pittorica da una parte, grandi tele popolate da figure e paesaggi dall’altra. Julian Schnabel e Pietro Moretti utilizzano strumenti molto diversi, ma entrambi trasformano nella pittura ciò che appartiene alla loro esperienza, ai ricordi e all’immaginazione. È da questo confronto tra linguaggi e generazioni che nasce la mostra Julian Schnabel e Pietro Moretti, curata da Nicolas Ballario e ospitata a Paggeria Arte di Sassuolo dal 18 settembre al 31 ottobre 2026.

Julian Schnabel e Pietro Moretti, la mostra a Sassuolo

L’esposizione mette in relazione un’opera monumentale di Julian Schnabel con i lavori più intimi e visionari di Pietro Moretti. Il confronto nasce dalla distanza tra i due artisti, ma anche da un elemento comune: entrambi partono da persone, incontri, luoghi e memorie per trasformarli attraverso la pittura e costruire una sorta di mitologia personale.

La mostra fa parte del programma del festivalfilosofia di Modena, Carpi e Sassuolo e nasce con la collaborazione della Galleria Mazzoli di Modena. Durante il percorso saranno inoltre consultabili volumi dedicati all’approccio di Schnabel alla ceramica, materiale particolarmente significativo per Sassuolo per il suo legame con la storia culturale e industriale della città.

La pittura materica di Julian Schnabel

Per capire la mostra bisogna partire dai suoi protagonisti. Julian Schnabel, nato a Brooklyn nel 1951, è tra i protagonisti del neo espressionismo americano. La sua ricerca si afferma negli anni Ottanta attraverso una pittura monumentale e materica, realizzata anche su supporti non convenzionali. Nelle celebri Plate Paintings utilizza frammenti di piatti rotti, mentre in altre opere interviene su velluto, fotografie e cera, facendo della materia una componente essenziale dell’immagine.

Nel corso della sua carriera Schnabel ha lavorato anche nel cinema. Nel 2000 ha vinto il Gran Premio della Giuria al Festival del Cinema di Venezia con Before Night Falls. In Italia gli sono state dedicate retrospettive a Palazzo Venezia a Roma e al Museo Correr di Venezia, mentre Milano ha ospitato la mostra Polaroids.

Pietro Moretti e la pittura della nuova generazione

Pietro Moretti, nato a Roma nel 1996, sviluppa una pittura figurativa di matrice espressionista, intensa e stratificata. Nelle sue grandi tele persone e luoghi diventano immagini sospese tra realtà, fiaba e teatro. Boschi, raduni e fiabe dark compongono un immaginario nel quale trovano spazio libertà, fragilità e resistenza all’autorità.

Moretti ha realizzato mostre personali in Italia e all’estero e le sue opere sono entrate in importanti collezioni pubbliche. Il suo lavoro introduce nel confronto con Schnabel una figurazione nella quale l’esperienza e l’immaginazione si intrecciano fino a costruire luoghi e situazioni lontani dalla dimensione quotidiana.

Due modi diversi di trasformare la realtà

Gli strumenti con cui Schnabel e Moretti affrontano la pittura sono profondamente diversi. Nel lavoro di Schnabel la trasformazione passa dalla materia e dall’uso di superfici e materiali che modificano fisicamente il quadro. Moretti costruisce invece scene e figure attraverso una pittura figurativa che porta la realtà verso un territorio sospeso tra esperienza, fiaba e invenzione.

È proprio nella trasformazione che la mostra individua il punto di contatto tra i due artisti. Ciò che viene vissuto, osservato e ricordato non viene semplicemente riprodotto, ma diventa il punto di partenza per un’immagine nuova. La distanza tra le loro ricerche permette così di mettere a confronto due modi differenti di portare l’esperienza personale dentro la pittura, fino a renderla qualcosa che supera il dato individuale.