Alcova al Fuorisalone 2026 con paesaggi urbani dimenticati da riscoprire

Alcova Fuorisalone 2026 Mattia Parodi

Dal 20 al 26 aprile per la sua undicesima edizione alla Design Week di Milano. Oltre 130 espositori distribuiti nelle due location: il Complesso dell’Ospedale Militare di Baggio e Villa Pestarini

Alcova torna al Fuorisalone con la sua edizione più ambiziosa: 131 espositori, due sedi radicalmente diverse tra loro, e la consueta capacità di trasformare spazi dimenticati in scenari di scoperta. Dal 20 al 26 aprile, Villa Pestarini, aperta al pubblico per la prima volta, e l’Ospedale Militare di Baggio accolgono designer indipendenti, aziende affermate e scuole di design provenienti da tutto il mondo.

Il contrasto tra i due luoghi non è casuale: da un lato il rigore domestico del Razionalismo italiano, dall’altro un complesso istituzionale stratificato. Insieme, disegnano un percorso che si muove tra riscoperta e sperimentazione, tra eredità storica e cultura materiale contemporanea.

Villa Pestarini, il lascito di Albini, riletto oggi

È l’unica residenza privata che Franco Albini abbia mai progettato a Milano: una casa che porta dentro di sé l’essenza del Razionalismo italiano, e che per questa edizione apre i battenti per la prima volta. Villa Pestarini non è solo una cornice: è un interlocutore. I designer che vi espongono sono invitati a misurarsi direttamente con quell’eredità, a dialogarci, a contaminarla.

Due interventi portano questo dialogo al centro. Haworth e Cassina presentano un’installazione firmata Patricia Urquiola che riunisce pezzi iconici di Albini con lavori contemporanei di Alcova Shop e Atelier dell’Errore. Un confronto generazionale tra oggetti che si guardano attraverso il tempo. Boccamonte porta invece la sua prima collezione di arredi, dedicata a Luisa Castiglioni, architetta e allieva di Albini: un omaggio che è anche un filo diretto tra maestra e tradizione.

Ai piani, nel basement e negli spazi esterni, la villa si anima di una costellazione di studi internazionali che la interpretano con sguardi sempre diversi.

L’Ospedale Militare di Baggio, una città dentro la città

Se Villa Pestarini è un interno da abitare con cura, l’Ospedale Militare di Baggio è qualcosa di più simile a un territorio da esplorare. Strade, cortili, edifici di servizio, hangar industriali: ogni angolo del complesso viene riconfigurato da installazioni site-specific che ne reinventano la funzione e il senso. Un percorso che non si guarda, si attraversa. Una città temporanea in cui perdersi è parte dell’esperienza.

La Chiesa, spiritualità e tecnologia si incontrano

Per la prima volta quest’anno, la Chiesa dell’Ospedale entra a far parte del percorso. Ad abitarla è Devices for Connection, un’installazione immersiva ideata da Leo Lague e Versa, piattaforma ibrida composta da architetti, curatori e designer.

Partendo dalla funzione originaria dello spazio sacro, il progetto interroga il bisogno profondo di spiritualità che attraversa la società contemporanea, costruendo un ambiente stratificato dove tecnologia, suono, luce e materia si intrecciano in un unico sistema esperienziale.

Il primo Hangar, soglie, sedute e conversazioni

Nel primo dei due grandi hangar che debuttano in questa edizione, Objects of Common Interest porta THRESHOLD per Dooor: un’installazione che trasforma le pareti mobili del brand in sottili soglie architettoniche. Il duo Eleni Petaloti e Léonidas Trampoukis costruisce uno spazio interamente bianco, sospeso, in cui i confini non separano mai del tutto, suggeriscono, riorganizzano la percezione, lasciano passare tanto quanto trattengono.

Condivide lo stesso spazio Seat in touch di Supaform, studio fondato da Maxim Shcherbakov in collaborazione con Esthetic Joys Embassy. Il progetto parte da un’osservazione semplice: i luoghi di passaggio delle nostre città, stazioni, fermate, infrastrutture, generano forme inaspettate di convivenza. Supaform trasporta quel senso di familiarità in un sistema di sedute che invita le persone a raccogliersi per ragioni diverse. A completare l’installazione, i mattoni Bloc di Mutina, elementi tridimensionali in terracotta firmati Ronan & Erwan Bouroullec, portano texture e profondità nello spazio.

Qui si svolgeranno anche le Alcova Talks curate da Design Hotels: una settimana di conversazioni con designer, architetti e professionisti dell’ospitalità per esplorare come i luoghi possano farsi portatori di significati culturali ed emotivi profondi.

Il secondo Hangar, quando il design fa notte

Il secondo hangar torna a ospitare VOCLA / Design by night, il club dedicato al design creato in collaborazione con HENGE. Per il secondo anno consecutivo, Ugo Cacciatori trasforma uno spazio industriale grezzo in un progetto site-specific dove architettura, oggetti e socialità convivono con naturalezza. Di sera, l’accesso è solo su invito. Di giorno, lo spazio apre al pubblico e si fa piattaforma culturale.

Il cocktail bar è curato da Yapa, con drink signature e una selezione di piatti firmata dallo chef Matteo Pancetti. La colonna sonora porta le firme di Stra, Alex Neri, Yas Reven, DJ Tree e altri. Le VOCLA Talks includono quest’anno l’architetto Bjarke Ingels, oltre a un workshop sull’uso dell’intelligenza artificiale in ambito creativo, in collaborazione con Claude.