Luce e sensualità del corpo in tre grandi mostre: Mapplethorpe, Horst e Weston

Thomas di Robert Mapplethorpe tra le mostre fotografia ©Robert Mapplethorpe/ Ufficio Stampa

A Milano, Venezia e Torino tre mostre imperdibili che invitano a riscoprire la fotografia come arte della forma e della luce, dove ogni corpo, ogni oggetto e ogni composizione diventa un universo visivo da contemplare

Tre grandi artisti che hanno influenzano la fotografia contemporanea e l’uso della forma e della luce come linguaggio universale. Tre grandi città che hanno la cultura e l’arte nel loro DNA.

Robert Mapplethorpe, Horst P. Horst ed Edward Weston sono protagonisti di tre grandi mostre di fotografia rispettivamente a Milano, Venezia e Torino: esposizioni che mettono in risalto il loro lavoro sulla figura e sulla forma attraverso l’utilizzo della luce come elemento strutturale.

I corpi modellati dalla luce nelle fotografie di Mapplethorpe, Horst e Weston

Provengono da epoche e contesti diversi, eppure l’approccio di Robert Mapplethorpe, Horst P. Horst ed Edward Weston è legato da un tratto comune. In dialogo con la scultura e la tradizione classica, tutti e tre i fotografi utilizzano la luce per definire e disegnare i corpi, che risultano quasi scultorei. Attraverso luci e ombre definiscono e disegnano i soggetti, dando loro forma, profondità e texture.

Il punto di partenza è comune, ma l’approdo è totalmente differente perché ognuno di loro spinge la propria ricerca in una direzione totalmente personale.

Mapplethorpe trasforma il nudo in una scultura visiva carica di drammaticità e sensualità; Horst costruisce immagini glamour e rigorosamente equilibrate, in cui luce, corpo e architettura si fondono in armonia; Weston, infine, trova nella naturalità e nell’essenzialità la sua poesia visiva, creando composizioni minimaliste in cui ogni dettaglio ha peso e senso.

Osservandoli insieme però si percepisce quel filo invisibile che nella storia della fotografia attraversa decenni e stili diversi, ma sempre con lo stesso obiettivo: rendere la luce e la forma protagoniste indiscusse di ogni immagine, capaci di catturare lo spettatore e trasformare l’osservazione in esperienza sensoriale.

Robert Mapplethorpe: “Le forme del desiderio” a Milano

Un’ampia selezione delle opere più iconiche, potenti, anticonformiste di Robert Mapplethorpe, insieme a una raccolta di scatti inediti, sono il corpus della mostra a Palazzo Reale a Milano fino al 17 maggio.

Dai primi collage, sempre poco esposti, ai ritratti delle sue muse; dagli autoritratti alle iconiche foto di fiori fino agli scatti delle sculture antiche che celebrano l’impatto che su di lui ha avuto la statuaria classica, l’esposizione offre l’occasione per (ri)scoprire uno tra i più raffinati e controversi artisti del XX secolo.

Protagonista dell’esposizione è la perfezione formale dei nudi che ritrae e la ricerca estetica del fotografo, con la luce che mette in risalto la muscolatura dei soggetti sottolineandone la potenza e la sensualità. I nudi maschili e femminili sfidano gli schemi sociali e tradizionali, ma allo stesso tempo celebrano la perfezione classica. Una mostra che restituisce tutta la forza visionaria di Mapplethorpe, dove provocazione ed eleganza convivono in un equilibrio rigoroso, capace di trasformare ogni corpo in icona senza tempo.

Horst P. Horst: “La Geometria della Grazia” a Venezia

Le stanze della Fotografia sull’Isola di San Giorgio a Venezia portano in scena fino al 5 luglio “Horst P. Horst. La Geometria della Grazia”: oltre 400 opere, di cui la metà esposte per la prima volta, del grande fotografo.

Sono stampe vintage, schizzi preparatori, lettere di Coco Chanel e Salvador Dalí, riviste d’epoca, sketchbook e proiezioni digitali che restituiscono un’immagine di Horst che va oltre quella di maestro della fotografia di moda.

Horst P. Horst ha trasformato la fotografia in un’architettura di luce, inserendo ogni immagine in un’equazione perfetta tra linea, volume e spazio e creando un linguaggio rigoroso e sensuale insieme. L’esposizione riassume tutta la complessità di Horst, in cui glamour e disciplina formale si fondono in un’estetica che eleva la moda a costruzione luminosa e armonia assoluta.

Edward Weston: “La materia delle forme” a Torino

Quella che Torino dedica a Edward Weston fino al 2 giugno è un’ampia antologia che ripercorre tutte le fasi della sua produzione. Gli spazi di CAMERA accolgono “Edward Weston. La materia delle forme”, una selezione di 171 immagini ripercorre oltre 40 anni di attività del fotografo: immagini in bianco e nero di straordinaria bellezza e ricchezza dei dettagli.

Il corpus di opere esposte racchiude nature morte, nudi, paesaggi e ritratti oggi considerati iconici, dando una panoramica di tutta la sua ricerca fotografica. Per Weston la fotografia è stata un linguaggio poetico e intellettuale, uno strumento per indagare la realtà nella sua essenza più pura, attraverso una luce naturale e avvolgente che modella le forme con precisione quasi tattile.

L’esposizione evidenzia la profondità del suo sguardo, dove rigore compositivo ed essenzialità si traducono in immagini di intensa forza contemplativa, capaci di trasformare il quotidiano in forma assoluta.