Arte, teatro e musica si incontrano “Oltre le nuvole”

Gabriele Picco_1 untitled, 2005 Gabriele Picco/Ufficio Stampa

A Piacenza una mostra d’arte, un trittico teatrale e un percorso sonoro dedicati all’immaginario contemporaneo del cielo e delle sue metamorfosi, con appuntamenti il 21 marzo al 5 luglio

Lontane, impalpabili, indefinibili: eppure, o forse proprio per questo, le nuvole hanno sempre ispirato artisti, scrittori e musicisti da Aristofane in poi. Giotto, Debussy, Magritte, Wordsworth, e poi Turner, Friedrich, Baudelaire e Joni Mitchell: con loro le nuvole hanno attraversato i secoli e le esperienze simboleggiando la tensione verso l’altrove, stimolando sperimentazioni e linguaggi.

Il tema del cielo e delle sue trasformazioni ha affascinato anche XNL Piacenza che lo ha messo in relazione con linguaggi diversi della contemporaneità. Nasce così il progetto “Oltre le nuvole. Beyond the Clouds”: una mostra d’arte, una rassegna teatrale e un percorso sonoro che si intrecciano per restituire al visitatore un immaginario comune declinato da prospettive differenti. Quello che va in scena fino al 5 luglio 2026 è un viaggio tra arte contemporanea, narrazioni filmiche, ambienti sonori e voci poetiche, capace di far volare la mente oltre le nuvole.

La rassegna teatrale

“Oltre le nuvole. Beyond the Clouds” presenta tre spettacoli teatrali che segnano percorsi differenti (uno intimo, l’altro collettivo, l’ultimo artistico) che si intrecciano con il progetto espositivo, ampliandone le prospettive.

“Autoritratto” di e con Davide Enia

Proprio ad uno di questi, “Autoritratto” di e con Davide Enia, è affidato il complito di aprire il 21 marzo il ciclo di eventi. Enia parte dalla Palermo degli anni Ottanta e dalle stragi del 1992 per creare un’opera che fonde “cunto”, parola, corpo e dialetto. Ne emerge un autoritratto insieme personale e collettivo: una tragedia civile che mette a nudo il rapporto tra individuo e comunità, tra memoria privata e storia condivisa. L’identità si mostra come un percorso doloroso ma necessario, specchio delle tensioni familiari e sociali che segnano la città intera.

“Nel blu. Avere tra le braccia tanta felicità”, di e con Mario Perrotta

Il secondo appuntamento con il teatro è il16 aprile. “Nel blu. Avere tra le braccia tanta felicità”, è lo spettacolo di e con Mario Perrotta dedicato alla figura e alle musiche di Domenico Modugno. Il ritratto del cantante viene delineato attraverso le sue canzoni che hanno segnato l’immaginario collettivo di un’Italia sospesa tra ricostruzione e desiderio di felicità. L’identità diventa slancio vitale e costruzione culturale condivisa, e il sogno di “volare” si fa gesto simbolico di emancipazione individuale e collettiva.

“Re Lear è morto a Mosca” di César Brie

In chiusura, il 6 maggio tocca a “Re Lear è morto a Mosca”, uno spettacolo collettivo con la regia dell’artista argentino César Brie. Attraverso le figure di Michoels e Zuskin, perseguitati dal regime staliniano, la performance rievoca la storia del Goset, il teatro ebraico di Mosca, tra i più importanti del Novecento. Un’occasione riflette sull’identità dell’artista e sul rapporto tra arte e potere, libertà creativa e repressione, nel quale il Re Lear shakespeariano diventa metafora della fragilità e della resistenza dell’atto teatrale.

La mostra

Parallelamente agli spettacoli teatrali, il tema delle nuvole è esplorato fino al 5 luglio da una mostra, curata da Chiara Gatti, Paola Pedrazzini, Gianmarco Romiti con la partecipazione del collettivo Storyville, che ne indaga la dimensione visiva e simbolica.

Il percorso espositivo si articola su due livelli e attraversa arte, letteratura, cinema e poesia. Lo sguardo è quello di diciotto artisti contemporanei come Olivo Barbieri, Leandro Erlich, Laura Grisi, Jeppe Hein, Dominic Kiessling, Laetitia Ky, Piero Manzoni, David Medalla, Filippo Minelli, Marie-Luce Nadal, Mauro Pace, Gabriele Picco, Marco Ricci, Martin Romeo, Denis Santachiara, Mario Schifano, Fausta Squatriti, Alfred Stieglitz, Storyville. Questi dialogano idealmente con figure chiave dell’antico e del moderno, assunte come riferimenti iconografici di una tradizione visiva senza tempo.

Tra le ampie sale e gli scaloni liberty di XNL si intrecciano idealmente i dipinti, le sculture, le installazioni site-specific e le sequenze di film entrate nell’immaginario collettivo, tratte da capolavori di Federico Fellini, Ermanno Olmi, Akira Kurosawa, Pier Paolo Pasolini e Theo Angelopoulos.

L’esperienza sonora

L’esperienza della mostra è completata da un allestimento sonoro che invita il pubblico a superare i confini fisici dello spazio espositivo, costruendo un ponte esperienziale verso ciò che si estende oltre il pensiero, oltre le nuvole.

Curato da Gianmarco Romiti, il percorso sonoro presenta un’installazione audio sperimentale del compositore S. Ali Hosseini, concepita per trasformare lo spazio espositivo in un ambiente sonoro immersivo e tridimensionale.

“Un viaggio tra luce, ombra, immagini, parole e suoni, dove l’elemento sonoro non si limita a accompagnare la visione, ma diventa esso stesso materiale narrativo, evocando la leggerezza, la potenza e la mutevolezza delle nuvole e del cielo”, lo descrive Romiti.

Grazie a tecnologie acustiche spaziali e dispositivi interattivi, le composizioni si sviluppano nello spazio e permettono di percepire il suono come una presenza quasi fisica. L’opera diventa così un organismo sonoro in movimento, in cui l’ascoltatore entra a far parte di un paesaggio acustico in continua trasformazione. Il risultato richiama la leggerezza e la mutevolezza delle nuvole, sospese tra ciò che si vede e ciò che sfugge allo sguardo.