La quarantaquattresima edizione della kermesse romagnola dal 6 al 10 maggio con oltre 60 film in programma, tanti ospiti e anteprime
Cinque giorni, oltre sessanta film, ospiti internazionali d’eccezione e la riapertura di un cinema chiuso da vent’anni. La quarantaquattresima edizione del Bellaria Film Festival si presenta con un programma ambizioso e una domanda che risuona come un manifesto: “Senti questo battito?”
Un festival che sceglie di riempire i luoghi
Il BFF44 torna a Bellaria Igea Marina dal 6 al 10 maggio con la direzione artistica di Daniela Persico e quella organizzativa di Sergio Canneto. Il festival, patrocinato dal Ministero della Cultura, sostenuto da Regione Emilia-Romagna e organizzato dalla start-up Approdi con Cinecittà come main partner, non vuole essere un semplice evento.
Vuole essere, nelle parole di Canneto, “un’infrastruttura culturale attiva”: un luogo che genera comunità, relazioni, presenza. In un momento in cui l’Europa sembra ripiegarsi su se stessa, Bellaria risponde con arte, coraggio e pellicole che non cercano risposte facili.
Si (ri)apre il Cinema Apollo
La serata inaugurale riserva una sorpresa tutta locale ma di grande valore simbolico: la riapertura ufficiale del Cinema Apollo, storica sala sul lungomare rimasta chiusa al pubblico per oltre vent’anni. Restaurata grazie a un intervento di Approdi con il supporto della Regione Emilia-Romagna, ospiterà per l’occasione l’installazione “Ciao Musica” dell’artista e cineasta ravennate Yuri Ancarani, una rilettura al femminile della tradizione romagnola degli sciucarèn, i maestri dello schiocco di frusta. In sala andrà in proiezione “Whipping Zombie”, in un cortocircuito poetico tra riti, corpi e geografie lontane.
Il film di apertura: Al Cook e la libertà che non si vende
Ad aprire il festival sarà “The Loneliest Man in Town” di Tizza Covi e Rainer Frimmel, ritratto del musicista Al Cook, uomo che non ha mai barattato la propria libertà creativa con il successo commerciale. Presentato alla Berlinale e prossimamente in sala con Wanted Cinema, il film diventa il pretesto perfetto per ragionare sulle trasformazioni dello spazio urbano e delle relazioni umane. I due registi, attualmente sul set a Roma, saranno a Bellaria per una masterclass. A loro va anche il Premio Speciale BFF44, assegnato a “i film che liberano la testa”.
Gli ospiti internazionali: da Berlino con furore
Tra le anteprime italiane più attese c’è “Rose” di Markus Schleinzer, con una Sandra Hüller premiata alla Berlinale per la migliore interpretazione: un film potente sull’identità femminile che si scontra con la durezza del patriarcato, distribuito in Italia da MUBI. Dalla stessa Berlinale arriva anche “My Wife Cries” di Angela Schanelec, dramma intimo sull’insondabile mistero dei sentimenti, con Agathe Bonitzer e Vladimir Vulevic sullo sfondo di una Germania in rapida trasformazione. La regista sarà presente al festival.
E poi c’è lui, Gaspar Noé. Il cineasta argentino-francese che ha fatto tremare le platee di mezzo mondo porterà a Bellaria “Climax” e “Vortex”, ma soprattutto una conversazione con Romeo Castellucci, incontro che si preannuncia come uno dei momenti più elettrici del festival.
Romeo Castellucci: il veleno necessario dell’arte
Visiting Director di questa edizione, il regista teatrale Romeo Castellucci porta con sé una visione radicale: “Il cinema che rispetto è quello che non si lascia comprendere fino in fondo, che incendia la domanda invece di offrire risposte”. Oltre alla conversazione con Noé, curerà una selezione di cortometraggi sperimentali e animerà il panel “Il cinema è vedere sé stessi”.
Il cinema italiano giovane: vivo, vitale, in concorso
Il Concorso Casa Rossa nazionale porta a Bellaria cinque opere prime e seconde che raccontano un cinema italiano tutt’altro che in crisi. Si va dal documentario intimo “White Lies” di Alba Zari (storia di una ricerca paterna che diventa costruzione di identità) al road movie di provincia “Le città di pianura” di Francesco Sossai, già in corsa per sedici David di Donatello. E poi “Waking Hours” di Federico Cammarata e Filippo Foscarini, viaggio ai confini d’Europa tra foreste e migranti; “Un anno di scuola” di Laura Samani; e l’onirico “Orfeo” di Virgilio Villoresi, ispirato a Buzzati.
Come evento speciale, torna Valentina Bertani, vincitrice del Casa Rossa 2023, con “Le bambine“, storia di formazione nella Ferrara del ’97 realizzata insieme alla sorella Nicole. Il film riceverà il Premio Giometti, che garantirà una distribuzione nelle 14 sale della catena tra Emilia-Romagna, Marche e Toscana.
Il lato internazionale: cinque film, cinque mondi
Sul fronte del Concorso Casa Rossa internazionale, cinque film accompagnati dai rispettivi autori aprono lo sguardo verso estetiche lontane: dal portoghese João Nicolau con “Providence and the Guitar” (apertura di Rotterdam) al poetico “Forest High” di Manon Coubia, ambientato in un rifugio alpino tra tre donne in cerca di spazio.
E ancora, il tenero “On Our Own” di Tudor Cristian Jurgiu su adolescenti che diventano famiglia, il visionario “Krakatoa” di Carlos Casas sull’apocalisse vulcanica, e il premio di Locarno “Hair, Paper, Water” di Nicolas Graux e Trương Minh Quý, viaggio con l’ultima custode di una lingua in via di estinzione.
Gabbiano: dove finzione e realtà si confondono
Otto film in anteprima assoluta per il Concorso Gabbiano, presieduto dalla regista Adele Tulli. Un panorama eterogeneo e coraggioso: dalla satira digitale di “Totò Cannibale” di Demetrio Giacomelli al documentario familiare “Torneranno i lupi” di Bianca Vallino, dalla rarefatta finzione di “L’operaio” di Tommaso Donati all’indagine sulle coste sarde di “Cosa rimane quando il mare si muove” di Gaetano Crivaro. E ancora Trump visto dalla gente comune, Sri Lanka che cambia, e una provincia veneta raccontata da un avatar.
La serata finale: Russo Alesi, Giorgio Canali e i premi
La giornata di chiusura sarà una festa doppia. Nel pomeriggio, Fausto Russo Alesi porterà “La bolla delle acque matte” di Anna Di Francisca, commedia surreale su un sindaco che sogna di salvare il suo paese colpito dal terremoto aprendo un ristorante.
In serata, il cantautore Giorgio Canali presenterà il documentario sulla sua carriera, “Con la pioggia dentro”, diretto dal giovane Matteo Berruto. Romana Maggiora Vergano, l’attrice che ha conquistato tutti da “C’è ancora domani” a “Portobello”, riceverà il Premio Casa Rossa per la miglior attrice e sarà protagonista di un incontro sul suo lavoro con Irene Dionisio.
Anni Zero, prima volta e industria: il festival che studia se stesso
La retrospettiva Anni Zero riporta in sala i primi film di Saverio Costanzo (“Private”, ultimo Pardo d’Oro vinto dall’Italia a Locarno), Emanuele Crialese (“Respiro”) e Francesco Munzi (“Saimir”), in una tavola rotonda condotta da Dario Zonta. Nasce anche la nuova sezione La prima volta, che quest’anno omaggia Giada Colagrande con la sua opera prima del 2000.
Sul fronte formativo, BFF Industry, con il supporto di Cinecittà, ospiterà cento giovani tra percorsi di studio, masterclass e hub professionali, con focus sulle coproduzioni internazionali. Torna il programma (In)emergenza per sostenere la post-produzione di opere prime indipendenti, insieme alla nuova iniziativa Docs4Real per under 35 del cinema del reale in Emilia-Romagna.
