Al Bergamo Film Meeting 2026 focus sul cinema europeo e omaggi a Holland, Kiarostami e De Funès

locandina Bergamo Film Meeting 2026 Ufficio stampa

Oltre 170 titoli, per la 44esima edizione dal 7 al 15 marzo tra ospiti d’eccezione e un programma ricchissimo e variegato che spazia dall’animazione al documentario

“La bellezza di un festival come Bergamo Film Meeting non sta solo nelle scelte artistiche, nei film selezionati, nelle retrospettive curate, ma anche nella possibilità di vedere film di ogni epoca sul loro supporto originale o nella miglior versione in 4K”, spiegano le direttrici Fiammetta Girola e Annamaria Materazzini.

La 44esima edizione del Bergamo Film Meeting (7-15 marzo) si preannuncia come una delle più ricche di sempre. Oltre 170 titoli tra corti e lungometraggi, documentari e animazione, retrospettive e anteprime nazionali: nove giorni intensi, appassionanti, capaci di soddisfare i palati più esigenti come di conquistare gli spettatori più curiosi.

Il cuore pulsante del festival sono le due sezioni competitive. Nella Mostra Concorso si sfideranno 7 film di fiction in anteprima nazionale, mentre Visti da Vicino ospiterà 14 documentari pronti a raccontare il mondo con sguardi freschi e originali. Ma il programma non si esaurisce certo qui.

Omaggi da applausi: Holland, De Funès e Kiarostami

Quest’anno il festival alza l’asticella con una tripletta di omaggi d’eccezione. La regista polacca Agnieszka Holland, autrice del potente e discusso “Green Border”, sarà protagonista di una retrospettiva dedicata, un riconoscimento più che meritato per una delle voci del cinema europeo contemporaneo.


A fare da contraltare, con leggerezza e irresistibile comicità, ci pensa il grande Louis de Funès, che campeggia sulla locandina del festival e torna sul grande schermo con alcuni dei suoi film più iconici. Su tutti, “Fantômas” minaccia il mondo, capitolo della celebre trilogia di André Hunebelle in cui l’attore francese veste i panni dell’indimenticabile ispettore Juve.


Spazio poi a un tributo toccante al maestro iraniano Abbas Kiarostami, con la proiezione de “Il sapore della ciliegia”, Palma d’oro a Cannes nel 1997, capolavoro senza tempo. E a rendere l’omaggio ancora più speciale sarà la presenza in sala di suo figlio, il produttore Ahmad Kiarostami, ospite del festival insieme ad altri nomi di spicco: la regista ungherese Ildikó Enyedi, il produttore olandese Marc van Warmerdam e l’animatore francese Pierre-Luc Granjon.

Europe, Now! e il cinema d’animazione: due sezioni da non perdere

La sezione Europe, Now!, vetrina del cinema europeo contemporaneo, dedica quest’anno due personali complete, in anteprima nazionale, a ldikó Enyedi e al regista Alex van Warmerdam, con uno sguardo attento anche al futuro del cinema grazie ai film di diploma delle scuole europee più promettenti.

Capitolo a parte merita la sezione Cinema d’Animazione, che quest’anno si immerge nella storia e nella complessità tecnica del pinscreen: dalle straordinarie sperimentazioni di Alexander Alexeïeff e Claire Parker degli anni Trenta fino al recentissimo “Les Bottes de la nuit di Granjon” (2025). Ad arricchire il tutto, un laboratorio pratico dal titolo evocativo: Plasmare forme di luce.

BFM+, Kino Club e il jazz che chiude in bellezza

La vivace sezione BFM+ non delude le aspettative: si va dall’omaggio al fascinoso Tony Curtis alla mitica Fantamaratona notturna con i cult dell’horror e della fantascienza “Il lago dei morti” e “Venerdì 13”, per i nottambuli doc. In programma anche un tributo al regista polacco Andrzej Wajda e un incontro con la filmmaker Elena Duque nell’ambito di Incontri: Cinema e Arte Contemporanea.

Per i più giovani, il Kino Club propone un’esperienza sensoriale unica: dieci cortometraggi del maestro dell’animazione slovacca Viktor Kubal, sonorizzati dal vivo dal musicista Elio Biffi.

E a chiudere il cerchio, il consueto passaggio di testimone tra il Bergamo Film Meeting e il Bergamo Jazz Festival: quest’anno tocca alla musicista Virginia Sutera accompagnare dal vivo le immagini del film muto tedesco “Gräfin Küchenfee” di Rudolf Biebrach (Germania, 1918). Cinema e jazz, passato e presente: l’anima di Bergamo, tutta in una sera.