Da Allevi e Arisa all’omaggio a Pino Daniele e David Bowie: i grandi nomi del Festival di Villa Arconati

Giovanni Allevi Ufficio Stampa

Torna per la 38esima edizione la rassegna a Castellazzo di Bollate, con un cartellone che unisce pop, jazz, piano, ritmi gitani e brasiliani

Da 38 estati il Festival di Villa Arconati è un appuntamento fisso e anche quest’anno non fa eccezione. Un viaggio attraverso la musica che dal 2 al 15 luglio segue numerosi sentieri che portano attraverso la contaminazione gitana, la musica per pianoforte, il jazz, il canto ed esplora anche cinema e teatro. Tanti appuntamenti diversi racchiusi nello scrigno della villa di Castellazzo di Bollate (Milano): non un semplice fondale, ma una presenza viva che arricchisce il live musicali con un’immersione nella cultura e nella storia.

L’identità del festival

Villa Arconati è conosciuta anche come “Villa di delizia”, o il Castellazzo. Uno degli esempi più belli di barocchetto lombardo, nella cornice del parco delle Groane, è un luogo che merita di essere visitato per la sua collezione di opere d’arte e sculture. Dal 1989 il suo parco monumentale di 12 ettari ospita il festival. Un momento sospeso tra storia e musica, in cui le esibizioni di artisti italiani e internazionali e il patrimonio architettonico entrano in relazione valorizzandosi a vicenda.

Le vecchie conoscenze del festival di Villa Arconati

Per quest’anno al festival di Villa Arconati sono attesi grandi ritorni. Prima di tutto quello di Giovanni Allevi con il live del 3 luglio. Il pianista, reduce da problemi di salute, torna sul palco di Villa Arconati a 20 anni di distanza dalla sua prima partecipazione. Lo fa con una performance intima in cui dialoga con il piano in uno spazio sospeso tra emozione e riflessione.

Un altro grande amico del festival è Paolo Fresu, che torna a esibirsi a Castellazzo di Bollate l’8 luglio dopo il passaggio a Umbria Jazz. Lo fa insieme a Jhon De Leo, Filippo Vignato, Francesco Diodati, Francesco Ponticelli e Christian Meyer con “Heroes. Omaggio a David Bowie”: un live dedicato alle meraviglie musicali del Duca Bianco ripensate in chiave jazz e non solo.

Ritmi travolgenti e voci pop

L’itinerario attraverso sonorità e stili diversi proposto dal festival di villa Arconati passa anche dai ritmi gitani dei Gipsy Kings by Diego Baliardo. Un’avventura iniziata nel 1978 e che ha fatto ballare generazioni intere al ritmo di “Bamboleo”, “Djobi Djoba” e “Baila Me”. Brani che hanno contribuito a promuovere la cultura gitana in tutto il mondo e che aprono le danze del festival di Villa Arconati il 2 luglio.

Ma c’è spazio anche per il pop e per una delle voci italiane più belle: quella di Arisa, che il 7 luglio porta al festival i suoi successi più grandi di questi 18 anni di carriera.

Le tradizioni si riconfermano

In festival così longevo come quello di Villa Arconati è inevitabile che nel corso del tempo si consolidino delle tradizioni: appuntamenti tanto amati dal pubblico da diventare fissi. Uno di questi è quello del concerto all’alba, quest’anno in scena il 12 luglio alle 6 del mattino, con Pacifico ad accompagnare il sorgere del sole. I più mattinieri potranno raggiungere la location attraverso i sentieri che si dipanano nel parco delle Groane con la “Passeggiata in compagnia”, con partenza alle 5:00. Poi, colazione per tutti.

Altro evento ricorrente e attesissimo è quello con la serata dedicata al teatro. In scena il 10 luglio, quest’anno è affidata a Stefano Massini ne “La forza del simbolo”. Una performance che riflette su come i simboli possano influire msulla nostra visione del mondo e della storia.

Il festival conferma anche in questa edizione il profondo legame con la cultura brasiliana e il 15 luglio, per il gran finale, ha in serbo il doppio appuntamento con i Gilsons e i Selton. I primi sono un trio formato da José, Francisco e João Gil incorpora elementi di pop, rock, samba, reggae e ritmi bahiani, che rende omaggio omaggio anche alla classica Musica Popolare Brasiliana del padre e nonno Gilberto Gil. I secondi invece sono il ponte ideale fra Brasile e Milano, tutto in chiave gioiosamente Indie. Un set travolgente, una vera festa in cui però non manca un tocco di poesia.

Le novità dell’edizione: il docufilm su Pino Daniele

Ma la novità di quest’anno è l’appuntamento con il cinema. Lunedì 13 luglio verrà proiettato “Pino Daniele. Nero a metà”, docufilm di Stefano Senardi e Marco Spagnoli, dedicato ai primi anni di carriera di Pino Daniele. La stessa sera debutta la collaborazione con il Club Tenco, con Senardi e Spagnoli intervistati da Eddi Berni. E sempre in occasione del docufilm, è previsto il minilive di Chiarè, contrabbassista capace di scrivere brani jazz d’autore che ha partecipato alla colonna sonora della pellicola e che si esibirà in duo con Myriam Spagnoli al pianoforte.