“Fidel. Storia di un leader”: attraverso il Novecento con una mostra tra rivoluzione e memoria

Fidel Castro Ufficio Stampa

Ospitata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi fino al 22 novembre, la mostra ripercorre la vita di Fidel Castro attraverso fotografie, documenti, oggetti personali e testimonianze audiovisive provenienti dal Centro Fidel Castro Ruz dell’Avana

Raccontare Fidel Castro senza scivolare nella propaganda o nella demonizzazione è un’impresa tutt’altro che scontata. La sua storia è anche quella del Novecento: grandi ideali ed enormi contraddizioni. La rivoluzione cubana, la Guerra Fredda, il confronto tra modelli politici opposti e le profonde trasformazioni sociali che hanno attraversato il secolo scorso si intrecciano con la vicenda di un uomo che per decenni ha occupato il centro della scena internazionale.

La mostra “Fidel. Storia di un leader – L’uomo che sfidò il secolo“, ospitata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi fino al 22 novembre, ripercorre la storia umana e politica con un approccio che privilegia la documentazione storica rispetto al giudizio: fotografie, carte, oggetti personali e materiali audiovisivi provenienti dal Centro Fidel Castro Ruz dell’Avana compongono un percorso che lascia al visitatore lo spazio per farsi un’opinione.

Una mostra per rileggere la figura di Fidel Castro

La mostra è stata organizzata in occasione del centenario della nascita di Fidel Castro e del decimo anniversario della sua scomparsa. Promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi in collaborazione con il Centro Fidel Castro Ruz, con il patrocinio dell’Ambasciata di Cuba in Italia e della Regione Marche, e curata da Mauro Tarantino e René González Barrios, direttore del Centro Fidel Castro Ruz e amico personale del leader cubano, il percorso espositivo non cerca di costruire un monumento né di alimentare contrapposizioni ideologiche. Lontana dall’agiografia, l’esposizione vuole offrire strumenti di conoscenza e approfondimento.

Fidel Castro in breve: una vita dentro la storia del Novecento

Fidel Castro nasce nel 1926 a Birán, a Cuba, in un contesto segnato da forti disuguaglianze sociali che influenzano la sua formazione. Studia tra Santiago e L’Avana e dopo la laurea in giurisprudenza si avvicina ai movimenti di opposizione al regime di Fulgencio Batista.

Il 1953 segna il primo passaggio della sua esperienza rivoluzionaria con l’assalto alla Caserma Moncada. A questo episodio seguono l’esilio in Messico e l’organizzazione del Movimento 26 de Julio insieme a Ernesto Che Guevara. Con lo sbarco del Granma e la guerriglia nella Sierra Maestra, la rivoluzione culmina nel 1959 con la caduta di Batista e l’avvio di una nuova fase politica a Cuba.

Nei decenni successivi è alla guida del Paese, il Lìder Màximo che riforma profondamente l’economia e la società cubana. Attraversa le tensioni della Guerra Fredda, gli anni del Periodo Especial, la fine del blocco sovietico, mantenendo un ruolo centrale nello scenario internazionale fino alla sua morte nel 2016.

Il percorso della mostra tra storia e memoria

Le tappe su cui si articola il percorso di vita di Fidel Castro sono le stesse in cui si articola la mostra “Fidel. Storia di un leader – L’uomo che sfidò il secolo”, in modo da mettere in relazione la sua esperienza personale con le grandi vicende storiche che hanno segnato Cuba e il mondo nel corso del XX secolo.

Si parte dagli anni della formazione e dal contesto sociale della Cuba degli anni Quaranta, con materiali legati agli studi e all’avvicinamento alla politica. La fase successiva è dedicata alla nascita dell’impegno rivoluzionario, con l’assalto alla Caserma Moncada e la formazione del Movimiento 26 de Julio, fino alla riorganizzazione dell’opposizione in esilio.

La sezione centrale è dedicata alla guerriglia nella Sierra Maestra, alla spedizione del Granma e agli eventi che conducono alla vittoria del 1959. Qui il focus è sulla dimensione operativa e politica della rivoluzione, attraverso fonti che ne restituiscono il contesto e le dinamiche.

Si passa dunque alle trasformazioni successive alla presa del potere, con le riforme economiche e sociali, la riorganizzazione dello Stato e le politiche di alfabetizzazione e redistribuzione delle terre. A questo si affianca la dimensione internazionale, con i materiali dedicati alla Guerra Fredda e ai rapporti con Stati Uniti e Unione Sovietica, fino alla crisi dei missili del 1962.

Il percorso si chiude con le sezioni dedicate agli anni più recenti, segnati dalle difficoltà del Periodo Especial e dal mutamento degli equilibri globali dopo la fine del blocco sovietico. Senza proporre giudizi definitivi, l’esposizione invita il pubblico a confrontarsi con il lascito di una figura che continua a occupare un posto centrale nel dibattito storico contemporaneo.