“The Gentlemen 2”: dalla campagna inglese al Lago Maggiore, il ritorno dell’universo criminale di Guy Ritchie

Theo James protagonista anche della seconda stagione di "The Gentlemen" di Guy Ritchie Netflix

Dal 3 settembre su Netflix, otto nuovi episodi portano Eddie e Susie a fare i conti con l’ambizione di Bobby Glass, mentre la serie si allarga fino all’Italia. E la terza stagione è già cosa fatta

Dal 3 settembre, in esclusiva su Netflix, torna “The Gentlemen”, la serie con cui Guy Ritchie ha trasportato sul piccolo schermo l’universo del suo film del 2019. quello con Matthew McConaughey, Hugh Grant e Charlie Hunnam. Un’operazione che poteva facilmente scivolare nell’ennesimo spin-off di comodo, e che invece si è rivelata qualcosa di più solido, capace di conquistare pubblico e critica con la stessa disinvoltura con cui il regista britannico maneggia dialoghi taglienti e gangster in giacca su misura.

Perché se c’è un autore che sa come vestire il crimine di eleganza british, quello è proprio Ritchie, e la prima stagione lo aveva dimostrato episodio dopo episodio. Il debutto del marzo 2024 non era stato un successo qualunque, ma un vero e proprio fenomeno globale. Ora, a distanza di più di un anno, otto nuovi episodi raccolgono quell’eredità e la spingono verso territori nuovi, non solo dal punto di vista narrativo ma anche geografico, con un occhio di riguardo tutto italiano.

Del resto la cifra stilistica del regista di “Snatch” e “Lock & Stock” è rimasta intatta nel passaggio dal grande al piccolo schermo. Montaggio serrato, timeline che si spezza e si ricompone tra flashback e colpi di scena, dialoghi rapidi e pieni di sottotesto, personaggi al limite della macchietta ma sempre credibili: tutti ingredienti che avevano reso memorabile il film del 2019 e che la serie ha saputo dosare con la stessa cura, trovando un equilibrio non scontato tra ironia british, violenza asciutta e un gusto quasi teatrale per la messa in scena dell’alta società.

Dove eravamo rimasti: il finale della prima stagione

Riavvolgere il nastro fino al finale della prima stagione di “The Gentlemen” aiuta a capire perché questo ritorno sia atteso con una certa impazienza. Al centro della storia c’è Eddie Horniman (Theo James), aristocratico britannico che eredita la tenuta di famiglia dopo la morte del padre, scoprendo troppo tardi che i suoi terreni ospitano un fiorente traffico di cannabis gestito dalla famiglia Glass. Un’eredità avvelenata che lo costringe a scendere a patti con un mondo che non gli apparteneva, imparando le regole del gioco criminale un passo alla volta.

Nel gran finale, Bobby Glass, interpretato da un Ray Winstone in stato di grazia, rivela di non aver mai avuto realmente intenzione di vendere il proprio impero. L’intera trattativa era stata soltanto una prova, orchestrata fin dall’inizio per capire se Eddie e Susie Glass (Kaya Scodelario), la figlia di Bobby, fossero davvero in grado di gestire insieme gli affari di famiglia. La risposta arriva netta ed è affermativa, con Eddie che sceglie definitivamente di oltrepassare il confine morale, arrivando persino a eliminare un rivale pur di consolidare il potere appena conquistato. Lui e Susie, ormai una sorta di alleati rivali con una tensione romantica sempre più difficile da ignorare, diventano così i nuovi vertici dell’organizzazione, mentre Bobby e il suo braccio destro Stanley Johnston, interpretato da Giancarlo Esposito, finiscono dietro le sbarre.

Un anno dopo, gli stessi dubbi

Da lì riparte la seconda stagione, ambientata esattamente dodici mesi dopo quegli eventi. Eddie e Susie hanno unito le forze per gestire insieme l’impero criminale internazionale di Bobby, e mentre cercano di espandere il business, le decisioni prese dal vecchio boss, ancora capace di far sentire il proprio peso nonostante la detenzione, appaiono sempre più discutibili e azzardate. La sinossi ufficiale lo mette nero su bianco, con una frase che suona quasi come un monito: un’ambizione senza freni non porta mai a nulla di buono.

I due protagonisti si troveranno dunque davanti a un bivio scomodo, se intervenire per correggere la rotta oppure rischiare di veder crollare tutto ciò che hanno costruito con tanta fatica. A complicare ulteriormente il quadro arriva l’ingresso di nuovi e misteriosi protagonisti, pronti ad assediare un impero già di per sé instabile su più fronti. Non a caso Guy Ritchie, presentando questo nuovo capitolo, ha parlato di una posta in gioco ancora più alta e di equilibri di potere sempre più precari, aggiungendo tutto il proprio entusiasmo nel poter lavorare ancora una volta con un cast straordinario e una troupe all’altezza delle ambizioni del progetto.

Il cast che torna, e chi si aggiunge

Theo James (“The Monkey”, “The White Lotus”) e Kaya Scodelario (“Senna”, “Crawl – Intrappolati”) restano il cuore pulsante della storia di “The Gentlemen 2”, affiancati di nuovo da Ray Winstone (“Sexy Beast”), Joely Richardson, Vinnie Jones (“Lock & Stock – Pazzi scatenati”, “Snatch – Lo Strappo”), Daniel Ings, Giancarlo Esposito (“Breaking Bad”, “The Mandalorian”, “Fa’ la cosa giusta”), Michael Vu e Pearce Quigley. Un gruppo consolidato, che nella prima stagione aveva trovato una chimica capace di reggere il passo tra ironia british e violenza secca tipica della scrittura di Guy Ritchie.

Le novità, però, non mancano e portano con sé un peso specifico non da poco. Hugh Bonneville, Benjamin Clementine, il pugile Chris Eubank Jr e la conduttrice Maya Jama allargano il cast anglosassone, ma è sul fronte italiano che si gioca la partita più interessante. Sergio Castellitto vestirà i panni di Marco Moretti, boss mafioso spietato quanto potente, mentre Michele Morrone sarà Cico Maldini, faccendiere instabile a cui i protagonisti dovranno affidarsi per orientarsi nel mercato criminale italiano. Completa il quadro Benedetta Porcaroli, nel ruolo di una misteriosa Bella.

Il Lago Maggiore entra in scena

La notizia più curiosa per il pubblico italiano riguarda però l’ambientazione di “The Gentlemen 2”. Otto nuovi episodi condurranno i protagonisti dalle eleganti tenute di campagna inglesi fino alle sponde del Lago Maggiore, in uno spostamento geografico che Guy Ritchie aveva anticipato già nel maggio 2025, poco prima dell’inizio delle riprese.

Il regista aveva descritto questo salto come un allargamento deliberato degli orizzonti della serie, tanto sul piano narrativo quanto su quello visivo. Un impero sempre più instabile, assediato su ogni fronte dall’arrivo di nuovi e ingombranti protagonisti, in un gioco di equilibri di potere sempre più precari.

Numeri da record e un futuro già scritto

Dietro l’entusiasmo per questo ritorno c’è un dato di fatto difficile da ignorare. Dopo il debutto nel marzo 2024, la prima stagione era entrata nella top 10 di Netflix in oltre novanta Paesi, conquistando il primo posto in settantacinque di questi e sfiorando i cento milioni di visualizzazioni complessive tra il 2024 e il 2025.

Con questi numeri alle spalle, la piattaforma non ha voluto rischiare di far attendere troppo il proprio pubblico. Insieme al teaser trailer della seconda stagione, Netflix ha infatti confermato anche l’arrivo di una terza, anch’essa da otto episodi e ancora con Guy Ritchie alla regia e Matthew Read in sceneggiatura. Un dettaglio che trasforma quello che era nato come uno spin-off televisivo del film del 2019 in uno dei progetti seriali più longevi della carriera del regista britannico.