Dal 17 al 25 luglio Giffoni Valle Piana torna a essere il cuore pulsante del cinema per ragazzi, tra anteprime attesissime, ospiti internazionali e un programma che intreccia grande schermo, musica dal vivo e sport
Ogni estate, per una settimana, un piccolo comune dell’entroterra salernitano si trasforma nel punto di riferimento mondiale per il cinema pensato dai giovani e per i giovani. Il Giffoni Film Festival torna dal 17 al 25 luglio con un’edizione che promette di essere tra le più dense degli ultimi anni, fatta di numeri importanti e, soprattutto, di storie capaci di parlare a chi il futuro lo sta ancora costruendo. Quest’anno racconterà dubbi adolescenziali, rapporti tra genitori e figli, e sarà guidato dal tema “Le cose impossibili”.
Un programma variegato e articolato
Centoquattro film in concorso, provenienti da ogni angolo del mondo, settantacinque registi internazionali pronti a incontrare il pubblico, sette anteprime e diciassette eventi speciali. A questi si aggiungono oltre cento ospiti, workshop dedicati a duecento aspiranti attori e attrici guidati da professionisti del settore, concerti, laboratori e fiabe per i più piccoli. Numeri che raccontano da soli la vocazione del festival, quella di essere non soltanto una rassegna cinematografica, ma un vero e proprio laboratorio di idee.
Le anteprime più attese
Ad aprire le danze, il 17 luglio, sarà “Sunny Dancer”, con il regista George Jaques e la protagonista Bella Ramsey. Il giorno dopo tocca a “L’Isola dei Ricordi”, il nuovo film d’animazione firmato DreamWorks, diretto da Joel Crawford e Januel Mercado e prodotto da Mark Swift, tutti candidati rispettivamente all’Academy Award e ai Bafta. Per l’occasione Giffoni accoglierà anche Sean Sexton. Il 19 luglio è la volta di “Greta e le favole vere”, diretto da Berardo Carboni.
Non manca il grande cinema per famiglie targato Disney, che quest’anno porta a Giffoni due titoli inediti: “Oceania”, versione live action del classico animato e vero evento dell’estate, insieme a “Becoming Her, Prima di diventare grandi”. Il 20 luglio sarà protagonista “Minerva, La Scuola”, mentre il 22 luglio arriva “Paw Patrol, Missione dinosauri”. Il 23 luglio spazio al fenomeno globale targato Netflix, “Kpop Demon Hunters”, presentato per la prima volta con tutte le canzoni doppiate in italiano.
Volti noti e nuove voci
Tra gli ospiti attesi ci sono Bella Ramsey, Sean Sexton, Matilda De Angelis, Fabrizio Gifuni, Massimiliano Caiazzo, Benedetta Porcaroli, Massimiliano Gallo, Lino Musella, Samuele Carrino, Enzo D’Alò, Carolina Crescentini, Sydney Sibilia e Michele Riondino.
Il festival dedica inoltre uno spazio a chi il cinema lo sogna da dietro le quinte, con incontri pensati per chi si affaccia alla recitazione, tra riflessioni su come si costruisce un personaggio partendo dal proprio vissuto e su come si imparano a gestire le emozioni, dentro e fuori dal set.
Il film d’apertura: “Sunny Dancer”, la vita che riprende colore dopo la malattia
Ad aprire ufficialmente questa edizione del festival c’è “Sunny Dancer”, il nuovo lavoro di George Jaques, regista che a soli venticinque anni si conferma una delle voci più sensibili del cinema indipendente britannico. Dopo “Black Dog” del 2023, dedicato alla depressione, Jaques torna a misurarsi con un tema delicato, quello del cancro vissuto in adolescenza, ma lo fa scegliendo una strada tutt’altro che scontata.
Al centro della storia c’è Ivy, diciassettenne interpretata da Bella Ramsey, che dopo essersi fatta conoscere in “Game of Thrones” è esplosa definitivamente in “The Last of Us”. Il suo personaggio, dieci mesi dopo la fine delle cure contro la leucemia, si ritrova sospesa in un tempo incerto. Guarita nel corpo, ma non ancora pronta a riconoscersi nella vita di prima, Ivy vive quella condizione sottile e poco raccontata che è la ripartenza dopo la malattia. Sono i genitori, interpretati da Jessica Gunning e James Norton, a spingerla verso un campo estivo pensato per ragazzi che hanno attraversato esperienze simili alla sua. Un luogo che promette normalità ma che Ivy accoglie con diffidenza, quasi con fastidio.
È lì, tra le colline scozzesi che fanno da sfondo al film, girato nei paesaggi dell’Auchengillan Outdoor Centre vicino al Loch Lomond, che la ragazza incontra un gruppo di coetanei capaci di restituirle, poco alla volta, la voglia di appartenere al mondo. Tra questi Ella, la compagna di stanza interpretata da Ruby Stokes, e Jake, con cui nasce un legame che va oltre l’amicizia. Attorno a loro si muove una piccola comunità di personaggi segnati dalla stessa esperienza, ognuno con un proprio modo di resistere, tra ironia tagliente e momenti di fragilità che affiorano quando meno ce lo si aspetta.
Jaques conosce da vicino il peso di questi temi, sua madre ha affrontato un tumore al seno quando lui era adolescente, ed è oggi ambasciatore della Teenage Cancer Trust. Questo coinvolgimento personale si sente nella scrittura del film, che rifiuta consapevolmente l’immaginario clinico più consueto: niente corsie d’ospedale, niente camici bianchi, le notizie più dolorose restano sempre fuori campo. Eppure la malattia non abbandona mai la scena, resta un’ombra che accompagna ogni scelta e ogni sguardo dei protagonisti.
Presentato in apertura della sezione Generation 14plus della Berlinale, “Sunny Dancer” si muove con naturalezza tra i codici del teen movie americano, complice anche una colonna sonora curata da Este Haim e Zachary Dawes, impreziosita da brani di Scissor Sisters e Goldfrapp, e una fotografia luminosa che sembra voler contrastare il tema di fondo. Ma sotto la superficie solare, il film lascia emergere una vena più cupa, fatta di ansie improvvise e umorismo come forma di difesa, che restituisce dignità e complessità a un’esperienza raramente raccontata al cinema con questa vitalità. Il risultato è un racconto di formazione che sceglie la leggerezza senza mai negare la paura, e che proprio in questo equilibrio trova la sua forza più autentica.
Il film della Leone Film Group uscirà poi nelle sale il 2 settembre con 01 Distribution.
