La rassegna di elettronica sperimentale torna in autunno a Milano tra l’Auditorium San Fedele e la Chiesa di San Fedele con una line up spaziale con Ben Frost, Loscil, Pole, Robert Lippok
Torna in autunno a Milano uno degli appuntamenti più attesi per chi segue le frontiere della musica elettronica e della ricerca sonora contemporanea, Inner Spaces. Dal 14 settembre al 20 dicembre la rassegna conferma la propria vocazione a esplorare i linguaggi più interessanti dell’elettronica e delle arti audiovisive, ritagliandosi un posto di rilievo tra le rassegne non solo italiane che più hanno saputo intrecciare sperimentazione, interdisciplinarità e qualità dell’ascolto.
La stagione autunnale 2026 porta una line up notevole, costituita tra artisti di diverse generazioni che offrirà al pubblico una nuova esplorazione, un nuovo viaggio tra costellazioni sonore e approcci eterogenei.
Un percorso chiamato “Ritratti trasversali”
Il filo conduttore della nuova edizione porta un titolo evocativo, “Ritratti trasversali”, e affonda le radici in un genere antico quanto l’arte stessa: quello del ritratto, capace da sempre di condensare in pochi tratti l’essenza irripetibile di una persona. Applicato alla musica, questo esercizio diventa una sfida sottile, quella di restituire in un’unica serata la cifra stilistica di un artista, il suo modo peculiare di intendere il suono e l’ascolto.
I nove appuntamenti in programma tra l’Auditorium e la Chiesa di San Fedele non si limitano a mettere in fila nomi di rilievo. Costruiscono piuttosto un mosaico che attraversa generazioni, tradizioni e geografie sonore diverse, dove convivono artisti che lavorano sulla memoria e sulla durata, altri sulla tensione fisica del suono, altri ancora sulla trasmissione orale di pratiche antiche o sulla manipolazione in tempo reale della materia elettronica.
Arvo Pärt e le grandi figure del pensiero sonoro
Al centro della rassegna spicca il nome di Arvo Pärt, a cui è dedicato l’appuntamento del 30 novembre. Il concerto ripercorre l’intero arco della sua ricerca, dalla svolta tintinnabuli del 1976 fino ai lavori più recenti, restituendo un ritratto che è tanto musicale quanto spirituale, specchio di un percorso segnato da un rapporto costante con la fede cristiana.
Accanto a lui, la stagione allinea figure che hanno riscritto, ciascuna a proprio modo, la grammatica del suono contemporaneo. Steve Reich, con la sua lezione sui processi graduali e sulla pulsazione ritmica, dialoga idealmente con Ivan Fedele, che coniuga rigore costruttivo e immaginazione timbrica.
Se questi compositori cercano la concentrazione attraverso mezzi essenziali, Ben Frost sposta l’ascolto verso l’estremo opposto, trasformando rumore e intensità elettronica in un’esperienza fisica e immersiva. Sulla stessa linea di tensione si muovono Aho Ssan, tra elettroacustica e culture digitali, e Tim Exile, che fa della trasformazione dal vivo il cuore della propria performance, cancellando i confini tra composizione e improvvisazione.
Le geografie sottili del suono
Un’altra costellazione di artisti abita invece il territorio delle sfumature più impalpabili. Il programma rende omaggio a Eliane Radigue, scomparsa quest’anno, figura fondamentale della musica elettronica capace di costruire paesaggi sonori fatti di variazioni minime, dove il tempo sembra dilatarsi all’infinito. Una sensibilità affine attraversa il lavoro di Stefan Betke, in arte Pole, che usa linee di basso ipnotiche e dub manipolando suoni e rumori con i suoi filtri elettronici. E anche quello di Loscil, il cui sound design crea un ambient dub ad alto tasso emozionale. A questa attenzione per la forma e per lo spazio si aggiunge Robert Lippok, il cui approccio compositivo indaga costantemente le qualità fisiche del suono.
Tra le voci più originali della scena attuale trovano spazio Beatrice Dillon, la cui musica è una costante ricerca senza compromessi, muovendosi tra astrazioni mentali, strutture ritmiche bassi profondi, e deviazioni. E anche Mor Elian, che muovendosi dalla club culture approda a un linguaggio fatto di ricerca materica piena di dettagli. Carmen Villain intreccia ambient e field recording in paesaggi sonori dal respiro intimo, mentre Hélène Vogelsinger, attraverso il synth modulare, dà forma a tessiture in lenta espansione, quasi artigianali nel loro farsi.
Tradizioni che attraversano i secoli
Non manca uno sguardo rivolto alla trasmissione delle pratiche musicali più antiche. Wasifuddin Dagar porta a Milano una delle voci più autorevoli della tradizione dhrupad, custode di un rapporto tra disciplina e oralità che attraversa i secoli. Un dialogo con la memoria che si ritrova, in forma diversa, anche nell‘incontro tra Colapesce, Alfio Antico e Mario Conte, che il 9 novembre, in coproduzione con il festival Linecheck, rileggono materiali popolari e repertori antichi in chiave elettronica e percussiva.
A chiudere il cerchio, una serie di artisti che hanno costruito universi sonori immediatamente riconoscibili: Andy Stott, tra ritmi rallentati e stratificazioni dense; il Collectif G, che rilegge il Novecento storico nella sua carica visionaria; Luigi Tozzi, che porta dal vivo il progetto ambient Deep Blue esplorando lo spazio acustico come vera materia compositiva.
Il calendario
LUN 14/09
h 20.30 Auditorium San Fedele
BEATRICE DILLON
Nuova opera in residenza – premiere
LOSCIL
Lake Fire (audiovisivo)
LUN 28/09
h 20.30 Auditorium San Fedele
SYNTAX ENSEMBLE
musiche di Steve Reich e Ivan Fedele
BEN FROST
Nuova opera in residenza – premiere
LUN 05/10
h 20.30 Auditorium San Fedele
MOR ELIAN
Solid Space
CARMEN VILLAIN
Memoria – prima italiana
LUN 19/10
h 20.30 Auditorium San Fedele
AHO SSAN
The Sun Turned Black
TIM EXILE
Nuova opera – premiere
LUN 26/10
h 20.30 Auditorium San Fedele
HÉLÈNE VOGELSINGER
USTAD WASIFUDDIN DAGAR (dhrupad), MOHAN SHYAM SHARMA (Pakhawaj)
LUN 09/11
h 20.30 Auditorium San Fedele
ELIANE RADIGUE – ANDREW QUINN
Jetsun Mila 2
ANTICO (Alfio Antico, Colapesce, Mario Conte)
LUN 16/11
h 20.30 Auditorium San Fedele
COLLECTIF G: MAROUSSIA GENTET, MATVEY ZHELEZNYAKOV
George Crumb: Makrokosmos IV – Celestial Mechanics
Maurice Ravel: Rhapsodie espagnole
ANDY STOTT
LUN 30/11
h 20.30 Chiesa di San Fedele
Sacra rappresentazione
Il Canto di Orfeo, dir. Gianluca Capuano
musiche di Arvo Pärt
ROBERT LIPPOK
ARS DISCANTICA
LUN 14/12
h 20.30 Auditorium San Fedele
LUIGI TOZZI presenta DEEP BLUE LIVE
POLE (STEFAN BETKE)
