Diciotto anni senza seguire le mode: per Jazz:Re:Found il Monferrato è casa

Nu Guinea, è un duo musicale italiano formatosi nel 2014 da Massimo Di Lena e Lucio Aquilina Giacomo De Caro

Dal 27 al 30 agosto il borgo UNESCO di Cella Monte si trasforma ancora una volta nel cuore pulsante di uno dei festival più identitari del panorama italiano, tra Gilles Peterson, Daddy G, Nu Genea e la chef stellata Chiara Pavan, in un programma che intreccia musica, arte contemporanea e cultura del cibo

Quest’anno per Jazz:Re:Found c’è una parola che racchiude il senso di tutto: Homecoming. Non un semplice tornare a casa, ma la scelta consapevole di riconoscere il luogo a cui si appartiene. Il festival compie diciotto anni e lo fa rivendicando con forza la propria natura di presidio culturale indipendente, lontano dalle logiche di mercato che stanno progressivamente uniformando il panorama festivaliero internazionale. In un’epoca in cui molti eventi musicali sembrano piattaforme intercambiabili, la manifestazione monferrina rilancia una visione radicale, fatta di curatela precisa, identità riconoscibile e comunità reale.

Il pubblico che ogni anno affolla Cella Monte non è mai stato descritto per numeri, ma per relazione. È un pubblico che sceglie non per moda, ma per appartenenza, ed è proprio questa dimensione empatica e partecipativa a rendere il festival un’esperienza in cui la connessione prevale sul consumo e la cultura sull’intrattenimento puro. Lo slogan che accompagna l’edizione, “Where we belong”, suona così come un patto reciproco tra il festival, la sua comunità e un territorio che negli anni è diventato casa per entrambi.

Quattro giorni, un borgo, decine di artisti

Il programma si apre giovedì 27 agosto, dalle 12 fino alle 2 di notte, con Franco CLH e con Haseeb Iqbal, tra le figure che stanno ridisegnando l’elettronica londinese anche grazie alle sue serate alla Tate Modern. Sul palco anche Fresh Mula, artista italo-senegalese paragonato a Tyler, the Creator per la capacità di scardinare i codici del rap italiano, seguito da Pale Jay, cantante e pianista jazz dall’identità volutamente nascosta, in dialogo con il duo Mind Enterprises tra Italo Disco e dance anni Ottanta. Chiude la serata Habibi Funk, dj tedesco e fondatore dell’etichetta omonima, insieme alle selezioni di Turbolenta.

Venerdì 28 agosto la giornata si allunga dalle 10 del mattino fino alle 3 di notte, con Andrea Passenger, Lorenzo Morresi, Amy True e Motor City Drum Ensemble, fino a Tom Skinner, batterista e percussionista britannico già con Sons of Kemet e gli Smile di Tom Yorke, e Aja Monet, poetessa blues e attivista statunitense. Tornano dal vivo, in formazione completa, i Nu Genea, freschi di pubblicazione del nuovo album “People of the Moon”, prima delle esibizioni di Tereza, dj e conduttrice radiofonica berlinese, e Dj Storm, pioniera storica della scena drum’n’bass britannica.

Sabato 29, dalle 10 alle 3,30, sale sul palco Nick Mazrecaj, dj zurighese dietro il progetto “Kasheme”, insieme a Jz:Rf Studio e a Mr. Scruff, musicista inglese cresciuto con la scena dei nuovi ritmi anni Novanta. Spazio poi a The Mighty Tiny & The Many Few, IAAI, Kirollus e TMRW Talk, prima delle esibizioni serali di Sami Galbi, polistrumentista e produttore svizzero-marocchino, del sassofonista londinese Venna, del collettivo Acid Arab, che fonde elettronica e sonorità magrebine, e ancora del dj olandese Tonno Disko e di Boogie.

Il gran finale, tra alba e tramonto

Domenica 30 agosto è la giornata che chiude il festival con un arco che va dall’alba al tramonto. Si parte alle 7:30 con i tappeti sonori di Ma Nu!, per arrivare alle 14,30 all’attesissimo appuntamento con Gilles Peterson, dj e conduttore britannico che ha fatto la storia della promozione internazionale di jazz, world music ed elettronica, fondando etichette come Talkin’ Loud e portando in tutto il mondo il format radiofonico Worldwide su BBC. Seguono la band polacca Omasta e il polistrumentista jazz americano Kahil El Zabar, prima dell’arrivo di un’altra leggenda assoluta, Daddy G, membro fondatore dei Massive Attack, il cui dj set accompagnerà il tramonto domenicale in un viaggio tra dub, reggae, soul, hip hop ed elettronica.

Chiude il cerchio La Niña, cantautrice napoletana capace di intrecciare tradizione popolare, lingua e sperimentazione contemporanea in una delle proposte più originali della nuova scena italiana. Con lei sul palco anche i suoni di Toy Tonics, Sicaria e Jzrf Family.

Ad arricchire il cartellone della serata finale arriva anche una sorpresa dell’ultima ora: l’ensemble ugandese Arsenal Mikebe, proveniente dalla periferia di Kampala e portato al Festival grazie alla collaborazione con Chullu Agency. Un gruppo di percussionisti d’avanguardia che fonde ritmi tradizionali ugandesi, vocalità soul e suggestioni jungle in un’esperienza sonora ipnotica.

Non solo musica: cibo, arte e continuità

Jazz:Re:Found conferma la propria vocazione multidisciplinare anche attraverso la presenza della chef stellata Chiara Pavan, tra le voci più autorevoli della cucina contemporanea internazionale, che animerà una capsule dedicata con la presentazione del suo nuovo libro e un dialogo con Raffaele Costantino, ambasciatore culturale del Festival, all’interno di Clan Acustico.

Prosegue anche il rapporto con l’arte contemporanea, grazie al progetto site specific di Rossella Filippini negli spazi di Palazzo Radicati e all’installazione partecipativa FILO firmata da Gabriele Viscovo, due interventi che trasformano ulteriormente il patrimonio storico del borgo in un laboratorio di ricerca artistica.

A tenere insieme le diverse anime del festival c’è anche la fedeltà a un gruppo di artisti che Jazz:Re:Found ha sostenuto fin dagli esordi, primi fra tutti i Nu Genea, reduci dall’annuncio del nuovo tour europeo e del disco successore di “Bar Mediterraneo”. Accanto a loro trovano spazio le energie più fresche della scena, come Fresh Mula e Pale Jay, ma anche figure storiche come Kahil El’Zabar, erede della tradizione dello spiritual jazz di Chicago, il collettivo I am an Instrument, dedito all’improvvisazione totale, e i resident JZ:RF Selectors, cuore pulsante e continuo dell’identità sonora del festival.