Sulla facciata della piscina Cozzi di Milano un’installazione site-specific dell’artista francese, presenta i volti di chi dà forma alle cose manualmente (i cui lavori sono esposti all’interno)

C’è qualcosa di inaspettato fuori dalla Piscina Cozzi di Milano fino al 26 aprile: decine di volti giganti che fissano gli astanti dalla facciata razionalista firmata da Luigi Secchi negli anni Trenta. È la firma inconfondibile di JR, artista francese che da anni declina il suo Inside Out Project sulle superfici urbane di tutto il mondo, trasformando muri, facciate e piazze in gallerie a cielo aperto.
Non è la prima volta che Milano lo accoglie: nel 2024 il suo trompe-l’œil sulla Stazione Centrale aveva lasciato la città a bocca aperta. Per il Fuorisalone 2026, però, il messaggio è ancora più intimo.
Settantanove volti, un Paese intero
Chi sono le persone ritratte in quei maxi-fototessere? Artigiani. Settantanove artigiani, provenienti da dodici aziende sparse in tutta Italia, le cui mani plasmano ogni giorno un patrimonio di saperi che rende unico il nostro Paese.
JR li porta in facciata, letteralmente, come atto di riconoscimento e di rispetto. L’installazione è effimera per definizione: dura pochi giorni, il tempo di una settimana del design, poi scompare. Ma l’impressione che lascia è tutt’altro che passeggera visto che si sviluppa come una riflessione su un lavoro umano che abitualmente resta ai margini dello sguardo.
Dentro la piscina: benvenuti in INSIEME
Mentre la facciata racconta i volti, l’interno racconta le mani. INSIEME è il progetto curatoriale ideato da Sabato De Sarno in occasione della Milano Design Week 2026.
Una mostra che attraversa sei materie prime dell’artigianato (vetro, ceramica, metallo, pietra, legno e tessile) con due aziende d’eccellenza per ciascuna categoria, ognuna chiamata a presentare un progetto inedito sviluppato in dialogo con De Sarno stesso. Tappeti intessuti a mano, ferro battuto, superfici lavorate con pazienza e maestria: un viaggio dentro il cuore pulsante del made in Italy.
Giallo, suoni e meraviglia
Lo spazio espositivo, curato da Tipstudio, non è un allestimento qualunque. Il giallo corre come un filo conduttore tra le sezioni, accendendo i dettagli più preziosi di ogni opera. Vista e udito vengono coinvolti insieme, in un’esperienza multisensoriale pensata per rallentare il passo e il pensiero.
È proprio questo l’invito di De Sarno: fermarsi, guardare davvero, riscoprire il valore profondo di ciò che è fatto con le mani in un’epoca dominata dalla produzione industriale di massa.
