Fino al 14 aprile va in scena la tredicesima edizione dell’evento dedicato al panorama teatrale e performativo contemporaneo tra prime assolute, compagnie pluripremiate, creazioni site-specific e progetti speciali con opere in LIS
Il teatro nasce nell’antica Grecia come luogo accessibile, politico, condiviso. Era un rito collettivo, destinato a tutta la comunità, che non lasciava indietro nessuna e nessuno. Materia Prima Festival, giunto alla sua 13esima edizione, recupera questo significato originario con oltre un mese di spettacoli raccolti sotto la stessa parola d’ordine: accessibilità.
Oltre un mese di spettacoli tra prime assolute, compagnie pluripremiate, creazioni site-specific e progetti speciali con opere in Lingua dei segni italiana (LIS): una selezione di titoli che vuole prima di tutto sostenere l’idea di un teatro senza barriere.
Fino al 14 aprile, l’evento dedicato al panorama teatrale e performativo contemporaneo porta a Firenze alcune delle produzioni più interessanti e innovative. Ospite d’eccezione Eugenio Barba, iconico fondatore dell’Odin Teatret, che al festival celebra sul palcoscenico i suoi 90 anni.
Tanti livelli di accessibilità
Il cartellone di Materia Prima Festival è rivolto a ogni tipologia di spettatori e spettatrici. “Il teatro esiste se è di tutte e di tutti. L’abbattimento delle barriere architettoniche e sensoriali è il punto di partenza imprescindibile” commenta l’assessore alla Cultura del Comune di Firenze Giovanni Bettarini, che aggiunge: “ma non dobbiamo dimenticare gli ostacoli fatti di pregiudizi, distanze economiche e confini simbolici che rendono il teatro un luogo spesso percepito come elitario”.
Un concetto sottolineato anche da Murmuris, curatori del festival, per i quali il termine accessibilità assume un significato molto ampio: “Significa lavorare sui contenuti, sui linguaggi, sulle storie. Significa credere che la complessità non debba mai trasformarsi in chiusura, che la qualità non faccia rima con élite, e che la profondità possa parlare a chiunque, senza semplificazioni banali né barriere invisibili”.
Tutto questo si traduce in concreto in opere in LIS, ma anche in spazi non convenzionali come la Torre Ex Centrale Termica Fiat, il Bar delle Baracche Verdi, il Museo Stefano Bardini e la Libreria L’Ornitorinco, oltre al Teatro Niccolini e al Teatro Cantiere Florida, dove ha sede il cuore pulsante del festival.
Il cartellone di Materia Prima Festival
Proprio nell’ottica di instaurare un dialogo aperto con la città e con il presente, i nomi e i titoli in cartellone al Materia Prima Festival sono così variegati. Oltre a Eugenio Barba, spiccano la formazione premiata agli Ubu Muta Imago con “Atomica”; la compagnia Leone d’Argento a Venezia Babilonia Teatri che con “Foresto” rilegge in LIS “La notte poco prima delle foreste” di Bernard-Marie Koltès; l’attivista LGBTQIA+ volto di SKAM Italia Pietro Turano, che con Pietro Angelini porta in scena in “Several Love’s Request” le videochat per uomini; il duo premio Hystrio Cuocolo/Bosetti con l’installazione in movimento “Exhibition”, la sound artist Gaia Ginevra Giorgi che presenta la prima italiana di “Je suis radio”; i Sacchi di Sabbia che con “La prima e l’ultima” fondono insieme la prima e l’ultima commedia di Aristofane, generando un ibrido tempestoso.
E poi “Primo Amore”, nuova produzione firmata Sotterraneo con Fabio Mascagni su testo della drammaturga premio Ubu Letizia Russo; “Quattro Quarti”, nuovo lavoro di Alessandro Averone che unisce quattro testi brevi di Samuel Beckett; “Kamikaze. Spero vada meglio dell’ultima volta” spettacoli in LIS di e con Giulio Santolini, “Molto dolore per nulla” di e con Luisa Borini. Controcanto Collettivo porta in scena il paradosso della ricchezza con “Seconda Classe” mentre il Teatrino dei Fondi con Il Lavoratorio ha prodotto la “Batracomiomachia”, spettacolo adatto anche ai più piccoli.
I progetti speciali
Sempre nell’ottica dell’inclusività e dell’accessibilità, Materia Prima Festival propone alcuni progetti speciali, pensati per la formazione di spettatori consapevoli e per rafforzare il legame tra teatro e comunità.
Tra le novità di questa edizione il workshop di LIS a cura di Alessandra Biagianti, dedicato all’acquisizione delle basi della comunicazione visivo-gestuale propedeutica all’apprendimento della lingua dei segni. In programma anche “Non ci resta che scrivere”, laboratorio guidato da Alessandro Toppi pensato per avvicinare i partecipanti alla critica teatrale e contribuire alla formazione dei critici di domani.
Il festival ospita inoltre “Open Door”, progetto internazionale nato nell’ambito del programma Erasmus+ in collaborazione con il Théâtre Les Tanneurs di Bruxelles, che porterà a tavole rotonde dedicate alla creazione di strumenti per coinvolgere nel teatro il pubblico più giovane, anche proveniente da contesti svantaggiati.
Prosegue poi “Casateatro”, percorso decennale sostenuto da Unicoop Firenze che favorisce l’incontro diretto tra il teatro e i suoi spettatori.
A completare il quadro, la collaborazione con Accademia Italiana: gli studenti del triennio di Fotografia, guidati dal docente Gabriel Provvedi, e quelli del corso di Graphic Design, coordinato dalla docente Francesca Ulivari, realizzeranno i materiali visivi e comunicativi dedicati agli spettacoli del festival.
Il tributo a Eugenio Barba
La chiusura di Materia Prima Festival è affidata a Eugenio Barba, tra i grandi maestri del teatro del Novecento, ospite dell’evento per celebrare i suoi 90 anni nel segno dell’arte, in collaborazione con l’Università degli Studi di Firenze. Il 13 aprile è in programma un talk in dialogo con il collettivo Sotterraneo, tre volte premio Ubu, per una riflessione intergenerazionale sull’aspettativa di vita del teatro dal titolo emblematico “Lo scandalo della durata”, accompagnato da un intervento performativo della compagnia universitaria Binario di Scambio, ideato da Teresa Megale.
Martedì 14 aprile si prosegue con la presentazione dell’autobiografia curata da Lluís Masgrau “Le mie vite nel Terzo Teatro. Differenza, mestiere, rivolta”, moderata dal critico Alessandro Toppi, seguita dallo spettacolo “Compassione“, produzione Odin Teatret interpretata da Julia Varley, che esplora il mito di Eros.
Il progetto extra
Lunedì 27 aprile è in programma un evento extra: nel cortile del Liceo Scientifico Niccolò Rodolico, andrà in scena “Speeed”, spettacolo dell’imprevedibile formazione Parini Secondo che conclude “NOI 2026_Teenager a teatro”. Definito “uno schiaffo a 160 bpm”, il lavoro catapulta lo spettatore nell’universo del Para Para, stile di danza nato nei club di Tokyo negli anni Novanta, tra estetica ipercolorata e ritmi Eurobeat.
