Musica, scienza, letteratura e teatro si incontrano all’ottava edizione del festival ideato da Vittorio Cosma per sette giorni tra Scario e Bosco
Dal 6 al 12 luglio San Giovanni a Piro, con le sue frazioni di Scario e Bosco, sono i luoghi dell’ottava edizione di MicroCosmi, il festival che da anni intreccia cultura e territorio lungo la Costa del Cilento. Un progetto nato dalla visione del musicista e produttore Vittorio Cosma, curato da Annarita Masullo, che porta artisti, scienziati, scrittori e giornalisti a dialogare in spiagge, piazze e giardini di uno dei tratti più suggestivi della costa tirrenica.
Un mosaico di linguaggi e discipline
Sette giorni di programmazione fitta, in cui musica, arte contemporanea, teatro, letteratura, scienza e pensiero politico si mescolano senza gerarchie. Tra i nomi coinvolti quest’anno figurano Emma Nolde, Roberto Mercadini, Margherita Vicario, Eugenio Finardi, Malik Djoudi, Giorgio Gherarducci, oltre a voci del giornalismo e della divulgazione come Telmo Pievani, Fabrizio Barca, Annalisa Camilli e Gea Scancarello.
Concerti, performance, laboratori, mostre, proiezioni, talk e percorsi enogastronomici compongono un cartellone pensato per essere vissuto come esperienza collettiva, non come semplice sequenza di eventi.
Due comitati, un solo racconto condiviso
La particolarità di MicroCosmi sta nel metodo con cui il programma prende forma, frutto dell’incontro tra un comitato scientifico e uno territoriale, entrambi autori e protagonisti dei contenuti. Nel primo gruppo compaiono, tra gli altri, il filosofo Telmo Pievani, l’economista Fabrizio Barca, la giornalista Gea Scancarello, l’attrice e regista Susy Laude, l’astrofisico Fabio Peri e Claudio Jampaglia, direttore dell’informazione di Radio Popolare.
Accanto a loro, un board territoriale che raccoglie realtà locali come il Comitato Provinciale ANPI Salerno, la libreria La Bella Estate, l’artista cilentano Cesare Siboni e la cosiddetta “preside ecologista” Maria De Biase. Un’alleanza che punta a radicare il festival nel tessuto sociale del paese, evitando che resti un evento calato dall’alto.
Le giornate clou del festival
Si parte lunedì 6 luglio con incontri e laboratori dedicati a grandi e piccoli, mentre da mercoledì 8 prendono forma le installazioni artistiche firmate da Max Magaldi. Giovedì 9, al panoramico Pianoro di Ciolandrea, da cui lo sguardo spazia fino alle Eolie, va in scena Capital Jam: il format che celebra i trent’anni di Radio Capital tra musica live e talk-show, condotto da Luca De Gennaro insieme a Vittorio Cosma e alla sua band, con Margherita Vicario, Eugenio Finardi e Malik Djoudi protagonisti della serata. È l’unico appuntamento a pagamento della rassegna, con incasso interamente destinato a Emergency.
Venerdì 10 luglio è la volta di Emma Nolde e Roberto Mercadini con “Tu che ti senti ai fianchi l’uragano”, un progetto raro che unisce musica e poesia scegliendo pochissime tappe italiane. Sabato 11 arriva lo spettacolo-lettura “Lolita a Teheran”, ispirato al libro di Azar Nafisi, interpretato da Cinzia Spanò con la musica dal vivo di Roberta Di Mario, un testo di trent’anni fa che continua a parlare al presente. La chiusura, domenica 12, è affidata allo scrittore e architetto Gianni Biondillo, che accompagna il pubblico in un racconto dei luoghi accompagnato dalla musica cilentana.
Non solo palco: osservazioni, letture e cammini
Nell’arco della settimana il festival si arricchisce di appuntamenti più intimi: le osservazioni astronomiche guidate da Fabio Peri, la rassegna stampa mattutina curata da Claudio Jampaglia in un bar del paese, la mostra “Le Madri Costituenti” promossa dall’ANPI di Salerno e il laboratorio di pittura dedicato all’artista José Ortega, condotto da Cesare Siboni. Non mancano le presentazioni editoriali curate da Valentina Farinaccio, tra cui quella di “Divieto di protestare” di Annalisa Camilli edito da Einaudi, gli interventi di Telmo Pievani, il simposio guidato da Emanuele Bevilacqua e persino un tour in barca condotto da Maria De Biase.
La cultura come strumento di comunità
“Vogliamo ripartire dalla sostanza, dal contenuto, da quello di cui un luogo può avere bisogno”, spiega Vittorio Cosma, ideatore del festival, sottolineando come l’idea di fondo sia tanto semplice quanto radicale: fare della cultura uno strumento politico capace di generare comunità e partecipazione. Nel disegno di MicroCosmi le diverse arti non restano compartimenti separati, ma dialogano orizzontalmente con i luoghi e con le persone che li abitano. Anche la scelta di San Giovanni a Piro risponde a questa logica: non un dettaglio geografico, ma un tassello del messaggio, in un territorio che ha fatto dell’accoglienza una pratica concreta prima ancora che uno slogan.
