Milano, in scena la stagione del Carcano: Lella Costa in rosa e Ambra Angiolini in giallo

Lella Costa vestita di blu sul palco Stefano Spinelli

Dalle donne di Dante al mistero del Coniglio scomparso, dalle tragedie greche ai romanzi fantastici, al teatro di Porta Romana il teatro diventa sogno e fantasia, ma anche denuncia e impegno civile

Le donne di Dante Alighieri e l’amore oggi sono i due spettacoli di Lella Costa con cui il Teatro Carcano di Milano inaugura la sua ricca stagione. Tra classici rivisitati e storie dei nostri giorni, la sala di Porta Romana propone un ventaglio di spettacoli per far ridere, sorridere, riflettere, sognare e divertirsi. Da Shakespare a Saint-Exupery, dal teatro greco a quello “cinematografico”, il palcoscenico milanese si animerà con compagnie più o meno conosciute, volti noti o debuttanti, storie antiche e moderne.

Dante, amori e tradimenti

Si comincia con “Intelletto d’amore-Dante e le donne”, che Lella Costa mette in scena fino al 15 ottobre. Con la regia di Gabriele Vacis, l’attrice dà voce e volto alla Musa ispiratrice di Alighieri, Beatrice, che lo accompagna nel suo viaggio nel terzo regno dell’Aldilà, il Paradiso. Ma accanto a lei, la Costa farà rivivere anche la straordinaria figura di Francesca da Rimini, la donna che si innamorò di Paolo Malatesta, fratello del marito, e che per questo è condannata alla pena eterna nel girone dei lussuriosi. In una galleria delle “donne del poeta”, avrà diritto di parola anche la moglie di Dante, Gemma Donati, che racconterà l’autore della Commedia da un punto di vista decisamente inedito.

Storie, sogni e Shakespeare

Con il suo “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni” in un appuntamento unico nella serata di domenica 18, a “recitare” sarà lo storyteller di Radio 24 Matteo Caccia, che si cimenterà con un racconto di storie che evocano il teatro andando a scovare tutti i “palcoscenici” segreti che accompagnano la vita quotidiana di tutti noi. Perchè, come scrisse Shakespeare più di 400 anni fa,  “tutto il mondo è un palcoscenico e tutti gli uomini e le donne non sono che attori: essi hanno le loro uscite e le loro entrate; e un uomo, nel suo tempo, compie diverse parti”.

Il 22 ottobre (fino al 25) ancora protagonista Lella Costa con “Questioni di cuore” per mettere in scena, tra ironia e satira, le pene d’amore della Posta del cuore di Natalia Aspesi sul “Venerdì di Repubblica”. Le storie di amore e passione narrate nelle lettere diventano uno spaccato per raccontare la vita sentimentale e sessuale degli italiani negli ultimi 30 anni, fra tradimenti e trasgressioni, paure e pregiudizi. E la penna della Aspesi è il contraltare tagliente e sarcastico alle sofferenze dei tanti innamorati che hanno voluto mettersi a nudo sulle sue pagine.

La magia del “Piccolo Principe”

Si cambia completamente registro con “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupery, che va in scena dal 29 ottobre al 15 novembre, per la regia di Stefano Genovese e con l’interpretazione di Paolo Ruffini e Nicholas Ori. Il racconto della straordinaria avventura del Piccolo principe viene affidato all’immaginazione e l’allestimento onirico dà vita a una storia che si snoda tra la leggerezza della musica e del canto e la magia del circo: tutti elementi che fanno da ambientazione e da accompagnamento alla straordinaria esperienza del giovanissimo protagonista e dell’Aviatore scomparso nel deserto.

Ambra e il mistero del Coniglio

Una riflessione su passato e infanzia, sull’Io e sul Noi, sul tempo e sullo spazio è lo spettacolo di Ambra Angiolini, che interpreta “La misteriosa scomparsa di W” di Stefano Benni, in scena dal 17 al 22 novembre. In una sorta di gioco e di favola, l’attrice racconta la sua “esplosione”: il suo corpo che si ritrova rotto in mille pezzi fuori dal suo “coniglio” giocattolo. O prigione? In una ricomposizione del puzzle Ambra si cerca e si ritrova in tutti quei pezzi e si ricostruisce per rivivere fuori dal pazzo coniglio di plastica.

Donne e vagina

Appuntamento unico, il 24 novembre, per “I monologhi della vagina”, raccontati in uno spettacolo corale da Lella Costa, Angela Finocchiaro, Viola Marietti, Rita Pelusio, Beatrice Schiros. Il testo ormai storico (la prima pubblicazione risale al 1999 in America e al 2000 in Italia) raccoglie le testimonianze di oltre 200 donne su temi come violenza, sessualità, desiderio e piacere con un linguaggio diretto e disinibito, ironico e lucido. Attraverso le parole di Eve Ensler, autrice del testo, emergono storie di violenze e mutilazioni, di sesso buono e cattivo, di orgasmi veri e simulati, in un itinerario in cui la vagina diventa strumento di emancipazione, liberazione, espressione.

Boni, il femminicida e il patriarcato

Il 25 novembre Alessio Boni e Omar Pedrini interpretano un tema più attuale che mai nel loro spettacolo “Uomini si diventa – Nella mente di un femminicida”. Nelle sue note di regia Boni scrive che “il femminicida non è un malato, è un figlio sano del patriarcato. Uno di noi, cresciuto come noi, che pensa come noi. Che in maniera più o meno consapevole considera la donna un essere inferiore”. E via con la cronaca quotidiana di stupri, uccisioni, violenze. Che a volte arrivano sulle pagine dei giornali ma spesso anche no. Boni ripropone questo suo spettacolo, progetto, viaggio, nella giornata internazionale contro la violenza di genere, per raccontare ancora una volta tante tragedie quotidiane al femminile.

Murgia tra sessismo e società

Dalla violenza contro le donne agli stereotipi, al linguaggio sessista, allo “Stai zitta”: ancora un momento di riflessione sulla discriminazione sarà quello proposto nello spettacolo tratto dall’omonimo libro di Michela Murgia dal 28 al 29 novembre. In scena tre attrici, Antonella Questa, Valentina Melis e Letizia Bravi, che a stare zitte non cono mai riuscite e che in questo show a tre affrontano con ironia e intelligenza tematiche sociali, sessiste e femministe. Dalle “frasi che non vogliamo più sentirci dire” (“brava e pure mamma” oppure “sei una donna con le palle”), in scena si racconta la società contemporanea attraverso i mille dettagli che ancora oggi testimoniano come lei sia ancora troppo spesso “mamma di” e “moglie di” in un mondo su misura per i maschi.

Dal blues al Viale del Tramonto

Dal 4 al 6 dicembre Mariangela D’Abbraccio sarà Lady Day – Billie Holiday, grande cantante statunitense di jazz e blues. Interpretando il testo scritto per lei Maurizio De Giovanni, l’attrice dà vita all’artista in un’atmosfera sospesa di note malinconiche di un locale notturno desolatamente vuoto, in cui la voce di Mariangela-Lady Day ripercorre la vita tumultuosa della cantante.

Iaia Forte racconta la storia di una diva dimenticata nel suo “Viale del tramonto” (10-13 dicembre), mentre dal 17 al 20 lo scrittore e autore Riccardo Pedicone rilegge i “Promessi sposi” nel suo “C’è chi dice no – Renzo, Lucia, i giovani”. Notte del Gospel il 21 dicembre, quando sul palcoscenico salirà Vincent Bohanan con i suoi artisti della “Victorious Army”. La notte di Capodanno al Carcano sarà celebrata con Gioele Dix nel suo “Late Night show” mentre il 9 e 10 gennaio il Tam Ballet metterà in scena “La fille mal gardée”.

Una donna ancora in primo piano dal 13 al 17 gennaio, quando Lunetta Savino interpreta “Madre Courage e i suoi figli”, seguito da “Network – Quinto potere” dal 19 al 24 gennaio con Elisabetta Pozzi e Graziano Piazza. Giacomo Giorgio e Giorgio Pasotti propongono “Otello” di Shakespeare dal 26 al 31 gennaio ed Elena Sofia Ricci va in scena dal 2 al 7 febbraio con Arturo Cirillo nel classico “Le false confidenze” di Marivaux.

Il processo in sala

La manipolazione dell’informazione, scontri di potere e conflitti di interessi sono al centro dello spettacolo di Alessandro Gassman “Stato contro Nolan” di Stefano Massini (dal 10 al 14 febbraio) e in “Scheda bianca” (dal 16 al 21) Rocco Papaleo intreccia una caustica metafora delle nostre democrazie. “Tre variazioni della vita” (25-28 febbraio) è il testo in cui Ugo Dighero immagini una serata raccontata tre volte in un gioco di specchi, emozioni e personaggi diversi che si intrecciano.

Danza, “rumori fuori scena” e “don Chisciotte”

Le coreografie dei Kataklò stupiranno tutti dal 4 al 7 marzo nello show “Seasons – Oltre le stagioni” e il fascino della tragedia greca rivivrà nelle “Eumenidi” di Eschilo dal 9 al 14 marzo, in un allestimento di Serena Sinigaglia. Anna Bonaiuto propone un ritorno alla “Casa di bambola” di Ibsen nel suo “Too late” (18-21 marzo). “La rivolta della gioia” (dal 2 al 4 aprile) è il no alla guerra cantato e ballato da Silvia Gallerano nella nuova opera di Cristian Ceresoli. Pamela Villoresi è “Elettra 1944”, in una reinterpretazione dell’Orestea ambientata nella Roma in guerra. La commedia agrodolce “Le nostre donne” (dal 13 al 18 aprile) viene messa in scena da Luca Bizzarri, Enzo Paci e Antonio Zavatteri per raccontare un’amicizia al maschile tutta fondata sulla bellezza e sul fascino femminile.

La comicità esilarante di “Rumori fuori scena” di Michael Frayn (dal 20 al 25 aprile) viene interpretata da The Kitchen Company, mentre ancora Lella Costa propone il suo “Lisistrata” (4-9 maggio) per raccontare lo sciopero del sesso delle donne per dire no alla guerra, narrato da Aristofane nel V secolo avanti Cristo. La struggente storia del “Ragazzo dai pantaloni rosa” (dal 18 al 23 maggio). La stagione chiude con “Chi vuol essere don Chisciotte?” (28 e 29 maggio), presentato in prima nazionale per la regia di Davide Iacobone con il corpo di ballo Formazione Tam.