Arte e scienza si incontrano a Roma: Mischa Kuball rilegge Newton, Goethe e Galileo

Un'opera di Misha Kuball Andrea Veneri

Dal al 30 aprile al 4 ottobre 2026 al Museo Casa di Goethe le installazioni luminose dell’artista tedesco mettono a confronto alcuni dei più affascianti capitoli della storia della ricerca scientifica

Arte e scienza non sono mai state tanto vicine quanto nella mostra “NEWTON | GOETHE | GALILEO. Riflessioni di Mischa Kuball”, dal 30 aprile al 4 ottobre 2026 al Museo Casa di Goethe di Roma. Installazioni fatte di luce attraverso cui Kuball mette a confronto alcuni dei più affascianti capitoli della storia della ricerca scientifica: dai diversi esiti a cui sono giunti Isaac Newton e Johan Wolfgang von Goethe a proposito della teoria dei colori, alle osservazioni sulle macchie solari di Galileo Galilei, che lo portarono al conflitto aperto con la chiesa Cattolica. Un pretesto per affrontare temi sociali e politici, neuroscienze e antropologia.

La luce nera e il dibattito tra Newton e Goethe

Nell’opera “luce nera“, realizzata appositamente per la mostra, Misha Kuball riprende il dibattito storico sulla teoria dei colori e la rifrazione della luce che aveva visto sostenitori di due tesi contrapposte Newton e Goethe. Il primo nella seconda metà del Seicento teorizzava il colore come proprietà intrinseca della luce, reputandolo il risultato della scomposizione della luce bianca; il secondo un secolo e mezzo dopo invece poneva al centro la percezione umana ritenendo i colori indissolubilmente legati al soggetto che vede. Kuball riprende entrambe le tesi, trasformandole in un’installazione in cui attraverso un movimento continuo si creano costellazioni cromatiche instabili che sfuggono a una comprensione univoca. La percezione dello spettatore è messa alla prova, tra analisi scientifica ed esperienza.

I cinque soli di Galileo

Le osservazioni di Galileo Galilei sulle macchie solari sono esplorate da Misha Kuball attraverso l’installazione five suns / after Galileo. L’astronomo seicentesco osservò le macchie solari in movimento e in mutamento, vedendo in esse la conferma della visione copernicana del mondo in contrapposizione ai dogmi eliocentrici della Chiesa dell’epoca. Nell’opera di Kuball, presentata a Roma grazie al prestito della Monika Schnetkamp Collection di Düsseldorf, si allude ai rapporti di potere che stanno dietro la “versione autorizzata” della conoscenza.

Chi è Mischa Kuball interpreta

Mischa Kuball, nato nel 1954, vive e lavora a Düsseldorf. Fin dagli anni Ottanta porta avanti una ricerca basata su interventi site-specific che esplorano il rapporto tra luce, spazio e percezione collettiva. La luce, elemento centrale del suo lavoro, diventa uno strumento capace di trasformare ambienti urbani e istituzionali, creando nuove modalità di relazione tra le persone e lo spazio pubblico.

Attraverso installazioni e proiezioni, Kuball riflette sui temi della visibilità, dell’inclusione e delle dinamiche sociali che influenzano il modo in cui gli spazi vengono vissuti. Accanto alla pratica artistica, ha svolto anche un’intensa attività accademica: dal 2007 al 2026 è stato professore alla Kunsthochschule für Medien di Colonia, dove ha fondato l’Experimental Lab MinusEins.