Il gruppo islandese porta dal vivo il suo settimo album in estate a Bologna e Milano

Il titolo dell’ultimo lavoro dei Múm, “History of Silence”, non parla di assenza, ma di presenza: quella sottile, sospesa, che si apre tra una nota e l’altra e trasforma l’aria in materia. È questo il cuore pulsante del nuovo disco del collettivo islandese, pubblicato nel settembre 2025, e sarà proprio questo universo sonoro a prendere vita sui palchi italiani in estate.
La musica dei Múm è quell’incontro raro e prezioso tra il rigore dell’elettronica di scuola berlinese e la dolcezza disarmante di melodie che sembrano venire da un altrove senza nome. Un pop sperimentale che non smette mai di stupire: voci morbide come seta, ritmi glitch che scattano nell’ombra, campionamenti sorprendenti ed effetti quasi alieni si mescolano con naturalezza a una famiglia allargata di strumenti. Il tutto con la sensazione che ogni suono sia esattamente al posto giusto, anche quando sembra sul punto di sgretolarsi.
Due notti, due città
Le date italiane sono due, entrambe a giugno. Il 23, i Múm salgono sul palco del BOtanique a Bologna, la suggestiva arena all’aperto che ogni estate trasforma i giardini del Cavaticcio in un piccolo festival. Il 24, tappa milanese al Circolo Magnolia, versione estiva.
Chi sono i Múm
Nati nel 1997 a Reykjavík, i Múm hanno costruito nel tempo una delle identità più originali e riconoscibili del panorama elettronico europeo. La loro musica abita una zona di confine difficile da etichettare: beat glitch e campionamenti digitali si intrecciano con archi, fisarmonica, chitarre e pianoforte, mentre voci eteree fluttuano sopra trame quasi impalpabili. Il risultato è un suono che evoca ninnananne per adulti smemorati, paesaggi nordici e sogni a occhi aperti.
Nel corso della loro carriera hanno firmato sei album in studio, collaborato con artisti come Kylie Minogue, il Kronos Quartet, il compositore Jóhann Jóhannsson e il pianista Hauschka, e persino con l’Orchestra Sinfonica MDR di Lipsia. Nel 2019 hanno celebrato i vent’anni del loro album di debutto, “Yesterday Was Dramatic, Today Is OK”, con una ristampa speciale e un lungo tour.
La formazione attuale
Sul palco italiano saliranno i fondatori Gunnar Örn Tynes e Örvar Þóreyjarson Smárason, affiancati dalla cantante Sigurlaug Gísladóttir (conosciuta anche come Mr. Silla) e dal percussionista e compositore finlandese Samuli Kosminen. A completare il quadro, spesso presenti anche la violoncellista Gyða Valtýsdóttir (che insieme alla sorella Kristin faceva parte del primo nucleo della formazione) e la chitarrista Róberta Andersen, capaci di aggiungere nuove sfumature a ogni concerto.
“History of Silence”: il suono dello spazio tra le note
Il nuovo album che segna il ritorno della band a 12 anni di distanza dal precedente lavoro, “Smilewound”, è forse il loro lavoro più maturo. Tra archi e sintetizzatori analogici, pianoforte e percussioni, i Múm costruiscono una partitura in cui il silenzio non è vuoto ma struttura, un’architettura invisibile che sostiene ogni suono e gli dà senso. La musica si muove con fluidità tra ambient, pop e elettronica, senza mai cedere alla tentazione di definirsi.
Ogni strumento trova il proprio percorso, come se la composizione stessa fosse un invito alla libertà. Ascoltare “History of Silence” è un po’ come camminare dentro una cattedrale di vetro: tutto risuona, tutto respira, e il tempo si dilata in modo quasi fisico.
Il disco è stato registrato in parte in Puglia, unendo la ricerca sonora del collettivo di Reykjavík con l’ambiente del Sudestudio di Guagnano (Lecce). Le sessioni hanno fatto parte di un lungo processo creativo durato due anni, che ha coinvolto diverse location internazionali tra cui Reykjavík, Berlino, Atene, Helsinki, New York e Praga.
