Dal 16 al 19 luglio la tredicesima edizione del festival trasforma cave, terme, borghi e gole naturali in altrettanti palcoscenici, mettendo in dialogo musica sperimentale e paesaggio
Da tredici anni Nextones non si limita a portare musica in un territorio, ma invita il territorio stesso a diventare parte della composizione. Succede in Val d’Ossola, tra il Verbano Cusio Ossola, dove il festival torna dal 16 al 19 luglio con un’edizione che allarga ulteriormente la propria geografia sonora, muovendosi tra l’ex cava di granito che da anni è il cuore pulsante della rassegna e una costellazione di luoghi che quest’anno si arricchisce di una new entry.
Un festival che ascolta i luoghi prima ancora della musica
Nato come piattaforma dedicata alla ricerca musicale contemporanea, Nextones ha costruito negli anni un’identità precisa: quella di dispositivo curatoriale capace di attivare il paesaggio, non semplicemente di occuparlo. Dietro la rassegna c’è la Fondazione Tones on the Stones, il cui lavoro punta da tempo a restituire vita culturale a spazi naturali e antropizzati che avevano perso la loro funzione originaria. Tones Teatro Natura, l’ex cava di granito che resta l’epicentro del festival, ne è l’esempio più riconoscibile a livello europeo, ma nel 2026 il percorso si allarga fino a comprendere le Terme di Premia, gli Orridi di Uriezzo, l’antico borgo di Ghesc e, per la prima volta, l’Oratorio di San Marco a Veglio.
Il risultato è un festival diffuso, pensato per attivare pratiche d’ascolto immersive nelle ore diurne, quando le performance site-specific dialogano direttamente con la morfologia dei luoghi che le ospitano. Un’identità che negli anni ha saputo costruirsi anche un pubblico fedele: le ultime edizioni hanno superato le 5.000 presenze complessive, con il campeggio che si conferma cuore pulsante dell’esperienza collettiva.
L’apertura tra acqua e ascolto
Il festival si apre la sera di giovedì 16 luglio alle Terme di Premia, dove l’arpista londinese Miriam Adefris firma il live di inaugurazione. Ad affiancarla, l’installazione sonora “Hydromantique”, firmata da Michela de Mattei insieme a Palm Wine e curata in collaborazione con Operativa Arte Contemporanea: un’esperienza di ascolto subacqueo che intreccia voce, narrazione e materiali sonori, pensata per restare attiva per l’intera durata del festival e trasformare così lo spazio in un ambiente sonoro permanente.
Tra hiking sonori e notti dense
Il secondo giorno si apre con l’energia diurna del NEXT Camp, curato dalla web radio torinese RBL tra dj set e talk. È però nei due percorsi di hiking che si concentra il cuore della proposta diurna del festival. Il primo conduce al borgo di Ghesc, villaggio medievale rinato grazie alla Fondazione Canova come esempio concreto di rigenerazione territoriale, dove l’artista giapponese di base a Londra Kenichi Iwasa presenta +PONERE, composizione costruita attorno a uno strumento ibrido autocostruito che intreccia fiati, registrazioni ambientali ed elettronica, integrando in tempo reale il suono del luogo.
Il secondo percorso porta agli Orridi di Uriezzo, dove la particolare conformazione geologica accoglie il live di Shane Parish, impegnato in una rilettura per chitarra acustica del repertorio degli Autechre, in un confronto diretto con le condizioni naturali del sito.
Con il calare della sera il programma si fa più denso. Alessandro Adriani collabora con l’associazione milanese e ticinese AiEP, diretta da Claudio Prati insieme alla coreografa Ariella Vidach, per Koppelia, performance che fonde suono, coreografia e tecnologia di motion capture, coprodotta dalla Fondazione Tones on the Stones. Daniel Blumberg propone un live in cui canzone e improvvisazione libera si intrecciano in dialogo con il paesaggio circostante, mentre Abdullah Miniawy e Simo Cell portano dal vivo “Dying is the Internet”, il loro album pubblicato nella serie UFO di Dekmantel. A chiudere la notte, i dj set di OK Williams e DJ Hell.
La nuova sede e le notti audiovisive
Sabato 18 luglio si riparte dal campeggio, ancora una volta animato da RBL. Nel corso della mattinata Kenichi Iwasa ripropone +PONERE al borgo di Ghesc, mentre Nextones inaugura il suo nuovo luogo, l’Oratorio di San Marco a Veglio, dove Laura Masotto presenta “The Spirit of Things”, un live in cui il linguaggio del violino si espande attraverso elettronica e strumenti rituali, tra scrittura e improvvisazione.
La notte porta con sé alcune delle proposte più attese dell’edizione. OKO Dj firma un live audiovisivo scritto in gran parte per l’occasione, che riprende alcune traiettorie narrative dell’ultimo album “As Above, So Below”, uscito nel 2025 per Stroom, accompagnato da un video realizzato su misura dal filmmaker Hajj. Carrier presenta il nuovo album “Rhythm Immortal”, pubblicato da Modern Love nell’ottobre 2025, in un live audiovisivo costruito insieme alla fotografa e videomaker giapponese Riyo Nemeth. John T. Gast porta il suo spettacolo audiovisivo dal vivo, accompagnato dal lighting design di Roo MacPhee. Chiudono la serata i dj set di Helena Hauff e Somatic Rituals.
Domenica, il saluto finale
L’edizione 2026 si chiude domenica 19 luglio con il party finale nel campeggio, ancora una volta curato da RBL, che questa volta ospita Nosedrip per l’ultimo capitolo sonoro del festival.
