Lo spazio culturale appena aperto a Narni ospita fino al 28 settembre una mostra che coinvolge oltre 20 artisti per riflettere sul concetto di utilità dell’arte
A cosa serve l’arte? Deve far riflettere, insegnare qualcosa, porre interrogativi? Qual è il suo scopo, quale la sua funzione? Ma ne ha davvero una? Interrogativi a cui da secoli filosofi, artisti e critici cercano di rispondere. Molti hanno dato un contributo, nessuno la sentenza definitiva. E infatti il dibattito è ancora aperto.
Allora diciamolo una volta per tutte. L’arte è “Inutile”, o almeno lo è quella in mostra a Narni, nello spazio OFF ur, che per la prima esposizione che ospita sceglie un titolo ironico e provocatorio. Un percorso attraverso le opere di oltre 20 artisti, che vuole far riflettere sull’effettiva utilità pratica dell’arte. Loro mettono le domande, sta al visitatore darsi le risposte.
Oltre 20 artisti per la mostra “Inutile”
Fino al 28 settembre, “Inutile” ospita dipinti, sculture, video installazioni, fotografie. Un dialogo aperto fatto di voci diverse e linguaggi distanti, punti di vista lontani, proposte, racconti, emozioni, suggestioni.
Lo fa attraverso pratiche disparate tra pittura, scultura, video, fotografia. Sono oltre venti gli artisti coinvolti. Tra loro Ema Stokholma con i suoi dipinti: facciate di case solo all’apparenza silenziose ma che raccontano storie dalle mille sfumature emotive. E poi Danilo Fatur, ex CCCP, con i suoi lavori tra il punk e l’avanguardia. In mostra anche le istallazioni luminose di Marco Lodola con la galleria ternana GC2, e la street art di E.P.V.S. e quella di Flash.
E poi, ovviamente, David Pompili e Antonio Maria Catalani, e ancora Olmo, Leonardo Crudi, Piergiuseppe Pesce e Andriana Dejana. Trovano poi spazio Eleonora Sernicola, Walter Paradiso, Melissa Marchetti, Francesco Costanza, Cristiano Petrucci, Marco Diamanti, Piero Pompili, Tatiana Morbidi, Martina Corvi, Alessandra Mosca Mapola, Luca Russo e 3D Lab Oratec.
OFF ur, il nuovo spazio espositivo a Narni
Con la mostra “Inutile” prendono il via le attività di OFF ur, uno spazio espositivo nuovo, e non solo perché aperto di recente ma perché propone un modello di mostra d’arte che supera quello tradizionale. Non la solita galleria, insomma, ma uno spazio vivo in cui alle esposizioni si affiancano le degustazioni, in cui l’arte si unisce alla convivialità.
David Pompili e Antonio Maria Catalani l’hanno immaginato come un progetto culturale dinamico, in cui convivono linguaggi artistici diversi, retto sulle chiavi di volta della contaminazione, della ricerca e della sperimentazione.
Caratteristiche che già osservando la location appaiono chiare. Un edificio dalla vocazione spiccatamente industriale nel cuore del borgo medievale. Duemila metri quadri affacciati sulle colline della Valnerina: al piano terra la Cantina Marchesi Ruffo della Scaletta, al primo piano lo spazio espositivo, con una sala dedicata alla collezione permanente e tre alle mostre contemporanee.
“La natura dello spazio sospesa tra memoria produttiva e tensione estetica contribuisce a costruire un’identità che mette in dialogo passato e presente, materia e visione“, spiegano i promotori. Un’identità che, a Narni, ha trovato la forma perfetta per esistere: inutile quanto basta per essere necessaria.
