“Prodigi”, un viaggio nel passato per rivivere storie incredibili

Lo spettacolo di e con Vanni De Luca riporta sul palco storie di mnemonisti, calcolatori umani, fachiri e menti straordinarie di inizio Novecento, con le voci di Arturo Brachetti e Raoul Cremona

La locandina di Prodigi con vanni De Luca di spalle sul palco
Ufficio Stampa

Un tempo il teatro era il luogo dello stupore. Un posto magico dal quale lasciare fuori la routine e le angosce quotidiane e in cui trovavano spazio la magia e la poesia, nel quale farsi incantare da personaggi straordinari: veri e propri prodigi.

A inizio Novecento i fenomeni umani attiravano curiosità e clamore. Sul palco si alternavano mnemonisti, calcolatori umani, fachiri e menti straordinarie che lasciavano il pubblico a bocca aperta.

Alle loro storie è ispirato “Prodigi”, lo spettacolo di e con Vanni De Luca e diretto da Andrea Rizzolini e con le voci di Arturo Brachetti e Raul Cremona. Dopo l’anteprima di Monza, lo show è pronto a debuttare ufficialmente il 27 febbraio al teatro Alfieri di Asti.

Cosa aspettarsi

“Prodigi” è un one man show in cui Vanni De Luca fa rivivere sul palco sette storie incredibili. Quella del calcolatore umano Giacomo Inaudi e dell’invulnerabile Mirin Dajo. E poi il genio degli scacchi George Koltanowski e il prodigio del pianoforte Blind Tom, capace riprodurre perfettamente qualsiasi melodia dopo averla ascoltata una sola volta senza aver mai studiato musica.

Riprendono vita sul palco anche il “calendario umano” Datas, capace di ricordare la data di qualsiasi avvenimento storico e Thea Alba, nota come “la donna dai dieci cervelli”, che riesce a scrivere contemporaneamente con mani, piedi e bocca parole diverse.

Un colpo di scena dietro l’altro fino a Le Meraviglie Multiple, un omaggio al multitasker Harry Kahnein cui Vanni risolve un cubo di Rubik mentre esegue complessi calcoli matematici e recita a memoria un canto della Divina Commedia scelto dal pubblico.

Uno spettacolo che parla di lavoro, memoria e intelligenza umana

“Anche se hanno vissuto in un’epoca lontana dalla nostra, i loro insegnamenti sono incredibilmente attuali: parlano di metodo, di lavoro, di elogio dell’errore, di rispetto per il tempo e per l’intelligenza umana. Questo spettacolo nasce dal desiderio di far vivere al pubblico proprio questa scoperta: che chiunque può migliorare, anche molto, se trova il giusto metodo e ha la determinazione di applicarlo con costanza” spiega Vanni De Luca.

Gli fa eco Andrea Rizzolini: “Sin dall’inizio della riscrittura di ‘Prodigi’, ci siamo imposti una regola chiara e non negoziabile: non presentare al pubblico nulla di finto. Ciò che Vanni compie in scena lo fa davvero, senza trucchi e senza inganni. ‘Prodigi’ è uno spettacolo che parla di memoria. Interroga il senso del ricordare, del tenere a mente chi ci ha preceduto, per non dimenticare chi ci ha permesso di diventare ciò che siamo”.