Alla Fabbrica del Vapore di Milano il pane è un linguaggio culturale

Due persone distribuiscono il pane alla folla Stefano Torrione

Accanto alla mostra delle fotografie di Stefano Torrione, lo spazio ospita una serie di appuntamenti su registri diversi, dalla performance al pensiero filosofico, fino al cinema, mantenendo al centro la relazione tra gesto umano e trasformazione della materia

In un percorso che attraversa il Mediterraneo come spazio di tradizioni materiali e culturali, il pane diventa il punto di osservazione di pratiche che tengono insieme lavoro, memoria e comunità. La mostra “SACRED BREAD. Le vie del pane“, ospitata nello Spazio Messina della Fabbrica del Vapore, costruisce questo racconto attraverso la fotografia di Stefano Torrione, ma il progetto si estende anche fuori dallo spazio espositivo, con una serie di appuntamenti che ne ampliano il campo di significato. In queste giornate il tema del pane si sposta su registri diversi, dalla performance al pensiero filosofico, fino al cinema, mantenendo al centro la relazione tra gesto umano e trasformazione della materia.

Sulla soglia, filosofia e musica tra materia e relazione

Il 17 giugno lo Spazio Messina 2 della Fabbrica del Vapore ospita “Sulla soglia”, performance che intreccia intervento filosofico, musica dal vivo e azione scenica legata alla lavorazione del pane. Il progetto coinvolge Massimo Donà insieme a Chiara Quaglia e Piero Gabrieli di Petra Molino Quaglia, accompagnati da un quartetto musicale che scandisce lo sviluppo della scena.

Al centro della performance c’è la filiera del grano e del pane, raccontata attraverso parole, suoni e gesti che si svolgono simultaneamente. Il discorso filosofico si concentra sul tema dell’identità come risultato di relazioni, mentre la musica costruisce la struttura temporale dell’azione e gli interventi scenici rendono visibili i passaggi della trasformazione, dal grano alla farina fino all’impasto.

La performance alterna momenti musicali e momenti di parola a una dimensione gestuale che coinvolge direttamente la materia del pane. In scena, le azioni di manipolazione del grano, della farina e dell’impasto accompagnano lo sviluppo del ragionamento, senza funzione illustrativa, ma come parte integrante della costruzione dell’evento.

La misura del gesto, la performance di Julija Kasteluči

Il 19 giugno è la volta della performance vocale e rituale dell’artista Julija Kasteluči, prevista in due momenti della serata. L’intervento si sviluppa come una presenza continua nello spazio, costruita attorno a una grande vasca di farina che diventa centro dell’azione e punto di convergenza tra corpo e memoria.

Il lavoro si fonda su una sequenza di gesti lenti legati alla preparazione del pane, dalla manipolazione dell’impasto fino a forme di gesto che evocano pratiche di cura e di offerta. La dimensione vocale si intreccia a frammenti di canto provenienti dalla tradizione familiare dell’artista, in particolare legati alla slava, celebrazione delle comunità ortodosse balcaniche. La performance costruisce così un ambiente in cui il pane non è rappresentato, ma attraversato come esperienza fisica e sonora, mantenendo il legame tra ritualità domestica e spazio espositivo.

Mediterraneo, memoria e cinema nel racconto di Predrag Matvejević

Il 24 giugno il programma prosegue con l’incontro “Il Mediterraneo di Predrag Matvejević raccontato da Nicolò Carnimeo“, dedicato alla figura dello scrittore e al suo lavoro sullo spazio mediterraneo come sistema di relazioni culturali e umane. L’appuntamento si svolge sempre alla Fabbrica del Vapore e si inserisce nel programma di AriAnteo 2026.

Al centro dell’incontro c’è la lettura del Mediterraneo come territorio attraversato da rotte, lingue e scambi, in cui il pane diventa una delle tracce materiali di una storia condivisa. A seguire è prevista la proiezione del docufilm Approdi, che riprende la prospettiva di Matvejević e la traduce in un percorso per immagini tra coste e porti, mantenendo il riferimento a una geografia fatta di relazioni più che di confini.

“SACRED BREAD. Le vie del pane”, la mostra fino al 28 giugno

Il mosaico di eventi e riflessioni che anima la Fabbrica del Vapore trova la sua radice visiva e il suo compimento naturale nel percorso espositivo vero e proprio. La mostra “SACRED BREAD. Le vie del pane“, aperta fino al 28 giugno 2026, presenta il lavoro fotografico di Stefano Torrione costruito in oltre sei anni di ricerca lungo le sponde del Mediterraneo. Il percorso si articola in una serie di tappe che attraversano territori diversi, dalla Mesopotamia al Nord Africa, dalla penisola iberica al Medio Oriente, fino all’Europa meridionale e ai luoghi di tradizioni ancora attive legate alla produzione del pane.

Le immagini documentano pratiche quotidiane e rituali che mantengono un legame tra gesto agricolo e dimensione culturale, restituendo il pane come elemento di continuità tra comunità e territori. Il progetto si colloca in una prospettiva di fotografia documentaria che osserva il lavoro umano come forma di conoscenza del mondo materiale e sociale, senza trasformarlo in racconto simbolico separato dalla sua origine concreta.