Il teatro romano presenta un cartellone che intreccia la prosa d’autore alle passioni estreme, la commedia brillante al cabaret epico e alla grande musica dal vivo
Un cartellone che sceglie di abbandonare le zone di comfort per addentrarsi senza sconti nelle pieghe dell’animo umano, esplorandone le pulsioni più oscure, i conflitti morali e le insospettabili fragilità. La stagione 2026/2027 della Sala Umberto di Roma ruota attorno a una riflessione profonda sui grandi dilemmi dell’uomo contemporaneo: la fame insaziabile di potere, la natura distruttiva delle passioni, la costante ricerca di fuga dalla realtà e la difficile gestione dei legami affettivi.
Nella programmazione del teatro romano, la prosa di grande respiro e la drammaturgia contemporanea dialogano con l’energia liberatoria della commedia d’autore, le suggestioni del teatro canzone e la raffinatezza della grande musica dal vivo. Un mosaico ricco ed eterogeneo, capace di alternare maestri riconosciuti della scena a giovani realtà emergenti, offrendo al pubblico uno spazio di riflessione critica che non rinuncia mai alla forza del coinvolgimento emotivo e dello spettacolo.
La prosa d’autore e l’esplorazione del potere
A inaugurare il nuovo cartellone il 6 ottobre è Francesco Montanari con “Storia di un cinghiale – Qualcosa su Riccardo III”, scritto e diretto dal drammaturgo Gabriel Calderón. L’opera si fonda sul parallelismo tra la sete di potere e la brutalità di Riccardo III e le frustrazioni e l’ambizione di un attore che per tutta la vita ha desiderato un ruolo da protagonista, offrendo un omaggio e una critica al mondo del teatro e alle sue dinamiche di potere.
Per quanto riguarda la drammaturgia classica, il 1 dicembre va in scena il capolavoro di Molière “Tartufo”, nella rielaborazione di Michele Sinisi con un cast di 8 attori: uno spettacolo che riflette su come, perdendo di vista la complessità della vita per rifugiarci nelle illusioni, finiamo per assomigliare al celebre personaggio molieriano.
I drammi della passione e i caratteri “borderline”
Il cuore della stagione batte attorno al tema delle passioni devastanti e dei caratteri al limite. Il 20 ottobre debutta l’adattamento teatrale di “Cime Tempestose” curato da Gianni Clementi dal capolavoro di Emily Brontë, con Giulio Corso e Federica De Benedittis diretti da Carmine De Amicis e Francesco Bellomo. Una storia d’amore assoluta e “tossica” tra Heathcliff e Catherine che disegna un mondo primordiale e aspro, denso di rabbia e scontro con le convenzioni sociali dell’epoca.
Questa stessa urgenza espressiva si ritrova dal 2 marzo in “Io, Charles – Omaggio a Bukowski”, con Marco Bocci nel ruolo di Henry Chinaski e Pia Lanciotti: un affresco umano disperato e grottesco tra ossessione erotica e delirio alcolico. Il ciclo dei caratteri “borderline” si completa dal 6 aprile con “L’ultima domenica di agosto”, scritto e diretto da Fulvio Pepe e tratto da Tolstoj, che racconta l’amore inatteso tra una donna matura e un giovane edonista incapace di assumersi responsabilità.
Teatro canzone, cabaret epico e satira
Dal 13 gennaio Gianfranco Gallo porta in scena “Captivo”, un one man show accompagnato da quattro musicisti dal vivo. Definita dall’autore una “Pancronic Opera”, la pièce spazia da Raffaele Viviani a Shakespeare ed Eduardo, interrogandosi sui confini sempre più sfumati tra vittime e carnefici in un viaggio musicale e teatrale sulla natura della violenza.
Il cabaret d’autore trova la sua massima espressione dal 26 novembre in “Breaking Brecht sing’n’song cabaret – Lo strano caso di Bertolt Brecht”, scritto e diretto da Giovanna Gra. Sul palco Veronica Pivetti, Manuela Mandracchia e Lucia Vasini ripercorrono le battaglie artistiche del drammaturgo tedesco, intrecciando la lezione di Kurt Weill alle sonorità pop e alla lirica in uno spettacolo dal taglio satirico ed epico.
Il filone della commedia brillante d’Autore
Ampio spazio è accordato alla risata d’autore e alla grande tradizione popolare. A Natale torna Carlo Buccirosso con la sua nuova commedia “L’esorcismo di Don Tonino”, mentre dal 27 febbraio Giampiero Ingrassia, Paolo Triestino e Claudia Campagnola sono i protagonisti di “Ciò che vide il maggiordomo di Joe Orton“, irresistibile farsa ambientata in una clinica diretta da Giovanni Anfuso.
Il valore della tradizione popolare rivive dal 3 dicembre con la compagnia Stivalaccio Teatro in “Arlecchino muto per lo spavento”, per la regia di Marco Zoppello: un omaggio colto e accessibile alla Commedia dell’Arte. A completare il filone brillante sono gli sguardi sull’attualità e sui rapporti familiari: la giovane compagnia I Centouno firma “Figli maschi” (dal 16 febbraio) con la regia di Leonardo Buttaroni, mentre Paolo Kessisoglu affronta il tema dell’incomunicabilità tra genitori e figli in “Sfidati di me” (dal 1 aprile), con la regia di Gioele Dix.
I concerti in programma
A impreziosire il cartellone della Sala Umberto sono alcuni appuntamenti dedicati alla grande musica dal vivo. Dal 27 ottobre il teatro ospita Francesco De Gregori nel suo residency show “Nevergreen (Perfette Sconosciute)”, affiancato da una formazione ricca di talenti coordinata da Guido Guglielminetti e Primiano Di Biase.
Il panorama musicale si arricchisce il 11 gennaio con Federico Mecozzi in “Traiettorie impercettibili“, un raffinato tributo all’opera di Franco Battiato, e il 23 marzo con il concerto del pianista siciliano Raffaele Magliuolo, che fa tappa a Roma con il suo “The Origins Live Tour”.
