Fino all’1 novembre a Palazzo Baldeschi a Perugia una rilettura dell’eredità spirituale francescana nelle opere di grandi artisti come Alberto Burri, Maurizio Cattelan e Marina Abramovich
Sono passati ottocento anni dalla morte di San Francesco, eppure la voce del poverello di Assisi continua a farsi sentire forte e chiara. Mai come in questo momento il suo insegnamento suona attuale, quando parla di rispetto della natura e delle sue creature, di cura, di attenzione verso gli ultimi e di pace.
Nel corso dei secoli, innumerevoli artisti hanno trovato ispirazione nel suo esempio e con le loro opere lo hanno fatto proprio, interpretandolo e trasformandolo in pittura, scultura, fotografia. Alcuni di questi lavori sono esposti nella mostra “San Francesco nostro contemporaneo tra arte e spiritualità” fino al 1 novembre a Palazzo Baldeschi a Perugia: una rilettura dell’eredità spirituale francescana, che va oltre le tradizionali vicende agiografiche per far risaltare invece l’attualità del messaggio.
L’attualità del messaggio francescano
Mentre la Galleria Nazionale dell’Umbria ospita una mostra dedicata a San Francesco e al suo ruolo nella pittura di Giotto, nelle sale di Palazzo Baldeschi l’attenzione è puntata su quanto del suo lascito si sia riverberato fino al XX secolo, influenzando tutte le pratiche artistiche.
“In occasione degli ottocento anni dalla morte di San Francesco, abbiamo voluto offrire al pubblico una prospettiva nuova su una figura centrale per l’Umbria e per la cultura universale”, spiega Alcide Casini, presidente della Fondazione Perugia. Un obiettivo reso raggiungibile grazie a prestiti di importanti istituzioni.
Il percorso espositivo
In occasione della mostra curata da Costantino D’Orazio, Palazzo Baldeschi ospita così alcuni degli artisti contemporanei più importanti. Da Alberto Burri con i suo combusti alle sculture evocative di Mimmo Paladino; dalle cancellature di Emilio Isgrò alla tensione spirituale delle opere di William Congdon. “La Venere degli stracci” di Michelangelo Pistoletto si affianca a “Mother” di Maurizio Cattelan, le installazioni di Jannis Kounellis alle grafiche di Paul Cezanne. E poi le opere di Marina Abramović, Luigi Serafini, Kiki Smith, Gino De Dominicis, Gerardo Dottori, Jean Cocteau, Alberto Giacometti, Mario Sironi, Marc Chagall, Paul Gauguin, Pablo Picasso e molti altri artisti che mostrano come la lezione di San Francesco sia radicata profondamente nella sensibilità attuale. E come l’arte contemporanea sia, consapevolmente o meno, pronta a farsene portavoce.
