“Scream 7” al cinema, Sidney Prescott ritorna nella saga che ha reinventato l’horror

Ghostface in Scream 7 Paramount

Arriva in sala il settimo capitolo della saga horror, e Neve Campbell torna ad essere protagonista. Con la regia di Kevin Williamson, il film recupera la propria eredità e fa i conti con il passato

Ci sono storie, soprattutto quelle traumatiche, che sembrano concluse e risolte e poi tornano a bussare alla porta (o a chiamare al telefono). Lo sa bene Sidney Prescott che, dopo essersi rifatta faticosamente una vita si trova ancora una volta a dover fare i con Ghostface.

“Scream 7” è uscito al cinema il 25 febbraio e ha riportato sullo schermo Neve Campbell nei panni della protagonista, di ritorno a Woodsboro dove tutto è iniziato 30 anni fa per chiudere una volta per tutte con il proprio passato. La posta in gioco è alta, perché stavolta il killer ha messo gli occhi su sua figlia.

Scream ha scritto le nuove regole dell’horror

Sono trascorsi 30 anni da quando il primo “Scream” ha debuttato al cinema. Nel 1996 Wes Craven e Kevin Williamson smontarono il genere dall’interno, trasformando le regole dello slasher in materia narrativa. I personaggi svelavano le convenzioni dei film horror, anticipando le mosse dell’assassino e rendendo il pubblico complice.

C’era la suspence, certo. Ma non era solo quello. A fare davvero la differenza e a rendere il primo film iconico era soprattutto il commento meta-cinematorgrafico, la riflessione sul genere horror, sui suoi meccanismi a volte troppo prevedibili, e sul rapporto con lo spettatore. Anche Ghostface non era solo un assassino: era un simulacro del cinema stesso che dialogava con il pubblico e ne svelava le paure.

Regia e cast tra new entry e ritorni

Il fatto che Kevin Williamson diriga per la prima volta un film della saga riallaccia i nodi con il passato. La sceneggiatura del primo capitolo, diretto da Wes Craven, porta infatti la sua firma, confermando il legame tra origini ed evoluzione narrativa.

In quest’ottica il ritorno di Neve Campbell segna un filo conduttore tra passato e presente. L’attrice, dopo l’assenza dal sesto capitolo della saga (per motivi di budget, non narrativi), torna a interpretare Sydney Prescott in un film che sembra voler prima di tutto omaggiare ciò che “Scream” è stato al suo debutto.

Il cast: ritorni e novità

Accanto alla protagonista tornano altri volti noti come quello di Courteney Cox, che continua a interpretare Gale Weathers, e David Arquette nei panni di Dewey Riley.

Tra le new entry più importanti spiccano volti giovani già noti per altri successi televisivi e cinematografici. Tra loro Anna Camp, Joel McHale e Mark Consuelos. Ma soprattutto Isabel May. La giovane attrice interpreta Tatum Evans, la figlia di Sidney Prescott, nuovo fulcro emotivo della storia.

“Scream 7”, la trama

Al centro della storia raccontata in “Scream 7” c’è proprio Tatum Evans, principale vittima designata dal killer. Sidney Prescott si è rifatta una vita, e vive pacificamente con il marito e la figlia. Ma l’orrore non è scomparso e la serenità è solo una facciata.

Ghostface torna a mietere vittime, e stavolta il pericolo non è solo fisico: “Scream 7” porta in scena anche le paure contemporanee, il senso di vulnerabilità e il peso del passato che riaffiora inevitabilmente.

L’eredità di Scream

Con “Scream 7” la saga recupera le proprie origini e si specchia in esse. Si ritorna in provincia, alle case isolate, alle storie che hanno appassionato i fan sin dall’inizio. E quelli di sempre sono anche il ritmo incalzante e la violenza efferata.

Giunto al settimo capitolo, il film si confronta con la propria eredità e non se ne discosta, anzi la omaggia con riferimenti continui al passato. Ma non si limita a questo. Offre anche un punto di osservazione sulle trasformazioni avvenute dal 1996 a oggi e che riguardano le persone, la società, ma anche il modo di fare e di guardare l’horror.

Le nuove paure

Se il primo capitolo ha ridefinito lo slasher movie e imposto un modello, il settimo riprende il concetto ma aggiornando le paure e i conflitti ai tempi contemporanei. La tecnologia entra in campo e diventa uno strumento del terrore.

“Scream 7” recupera la propria identità e interroga di nuovo il pubblico, ma lo fa con domande nuove. Cosa significa fare horror in un’epoca di reboot e franchise? Cosa spaventa davvero quando tutti i meccanismi sono svelati? Fino a che punto è giusto restare fedele alla tradizione per accontentare i fan, e quando è il caso di rompere col passato per reinventarsi? E forse confrontarsi con la propria età e con i segni che lascia il passare del tempo è la cosa che oggi fa più paura.