SI Fest alla 35esima edizione: la fotografia come spazio di resistenza e di condivisione

Lars Tunbjork, Vinter Ufficio stampa

Il festival di fotografia più longevo d’Italia torna a Savignano sul Rubicone dall’11 al 27 settembre, con un titolo (Still Standing) che è anche un manifesto: restare in piedi, continuare a guardare

Il festival di fotografia più antico d’Italia sceglie per il suo trentacinquesimo compleanno un titolo che parla di resistenza. SI Fest, la rassegna nata nel 1992 a Savignano sul Rubicone, arriva nel 2026 a un’edizione che si presenta come un punto fermo in un panorama culturale spesso incline all’effimero. L’appuntamento è fissato per il weekend inaugurale dell’11, 12 e 13 settembre, con le mostre che resteranno visitabili anche nei due fine settimana successivi, il 19 e 20, il 26 e 27 settembre.

Organizzata da Savignano Immagini, la manifestazione conferma la propria natura di laboratorio critico, un luogo dove la fotografia non è mai semplice documentazione ma strumento per interrogare la realtà, per scardinare le letture superficiali del presente.

Il senso di Still Standing

Il titolo scelto per questa edizione, Still Standing, si traduce letteralmente come “ancora in piedi” e racchiude in due parole l’intera filosofia del festival 2026. Non si tratta di uno slogan, quanto piuttosto di una dichiarazione d’intenti, un invito rivolto al pubblico e agli autori a riscoprire la fotografia come gesto di resistenza, come spazio condiviso in cui il presente possa essere osservato senza fughe.

In un momento storico segnato da cambiamenti veloci e spesso destabilizzanti, l’atto di fotografare diventa un modo per restare ancorati a ciò che accade, senza distogliere lo sguardo. Il festival volge l’attenzione verso le zone più marginali del pianeta, verso le vite di chi non cerca i riflettori ma pratica, giorno dopo giorno, una forma discreta e ostinata di resistenza. È un’esistenza vissuta in piedi, senza piegarsi alle logiche del potere, e la mostra vuole raccontarla in tutta la sua dignità.

La direzione artistica e il filo che lega le ultime due edizioni

Sotto la guida artistica di Manila Camarini, SI Fest 2026 sceglie di proseguire il cammino intrapreso l’anno precedente. Se l’edizione passata aveva offerto uno sguardo ampio e globale sul mondo contemporaneo, quest’anno il festival decide di scavare più a fondo, di entrare nelle pieghe di quelle stesse tensioni geopolitiche, climatiche, sociali e identitarie già esplorate, questa volta seguendo da vicino le persone che quelle tensioni le vivono sulla propria pelle.

Sono storie di individui comuni che nella loro quotidianità dimostrano una tenacia straordinaria, capaci di affrontare le difficoltà del presente con una dignità che il festival intende restituire attraverso le immagini.

Il coraggio di dire “ci sono anche io”

Still Standing è anche la voce di chi trova la forza di affermare la propria presenza nel mondo, un atto che può sembrare semplice ma che nasconde una carica quasi eversiva. Dichiararsi ancora presenti, ancora in piedi, significa opporsi silenziosamente alla logica dell’invisibilità a cui troppe esistenze vengono relegate.

E chi compie questo gesto, ricorda il festival, non è mai davvero solo. Anche la fotografia, del resto, continua a resistere nonostante le trasformazioni del mezzo e del mercato, e i fotografi restano al loro posto, testimoni ostinati pronti a rendere visibile ciò che altrimenti scomparirebbe. I confini si spostano, gli equilibri vacillano, ma lo sguardo fotografico tiene la posizione. E tenere la posizione, in fondo, significa continuare a guardare.

I protagonisti in mostra

Il programma di questa edizione porta a Savignano un gruppo di autori capaci di raccontare l’urgenza del presente senza rinunciare a uno sguardo aperto sulla speranza. Tra i nomi in cartellone figurano Robin de Puy, Christopher Anderson, Mario Cresci, Andi Gáldi Vinkó, Olga Sokal, Alba Zari e Robbie Lawrence, accanto al lavoro del compianto Lars Tunbjörk.

Le loro opere compongono un percorso fatto di comunità diverse, di resistenze silenziose, di storie personali di sopravvivenza vissute nella dimensione più intima. È qui che la fotografia mostra la propria forza autentica, quella di emozionare, di aprire un confronto reale tra chi guarda e chi è stato guardato.

Una novità per i più giovani

L’ultimo fine settimana di apertura delle mostre, tra venerdì 25 e domenica 27 settembre, porta con sé una novità pensata per i visitatori più piccoli. Nasce infatti SI FEST KIDS, un festival dedicato alla fotografia e alla foto illustrazione per bambini e ragazzi, ideato da Sabir Editore sotto la direzione artistica di Giorgio Arcari.

Ospitato a Palazzo Vendemini, nella biblioteca comunale, SI FEST KIDS proporrà un calendario ricco di mostre, laboratori, incontri e conferenze, riuniti sotto il titolo “Hic sunt Leones. Fuori dalle mappe, in cerca di bellezza”, un invito a esplorare l’ignoto con la curiosità e la meraviglia tipiche dello sguardo infantile.