La stagione 2026/2027 del Teatro Stabile di Torino è un’Elisir di vita

Teatro Stabile di Torino, la stagione 2026/2027 Polly in Wonderland

In cartellone 94 titoli tra produzioni, ospitalità e Torinodanza Festival: il teatro come antidoto all’apatia, trasformazione del tempo in gioco e stupore

Non una formula magica, non una promessa di immortalità. L’Elisir che dà il titolo alla stagione 2026/2027 del Teatro Stabile di Torino racconta il potere del teatro di trasformare il tempo che passa in gioco, stupore, ironia. Novantaquattro titoli, da settembre a luglio 2027, ventuno produzioni e coproduzioni, cinquantasette ospitalità e sedici spettacoli per Torinodanza Festival: numeri che dicono la misura di un’istituzione, ma che acquistano senso solo se letti come un atto di fiducia nel pubblico e nel presente.

“Il teatro è un ambiente capace di rigenerare lo sguardo, il desiderio e la relazione con il presente”, dicono il direttore Filippo Fonsatti e il presidente Alessandro Bianchi. Non cura, non semplice intrattenimento, ma forma di energia vitale: antidoto alla ripetizione, all’apatia, all’impoverimento dell’esperienza quotidiana.

Un nucleo artistico rinnovato

Il cuore produttivo della stagione porta la firma del nucleo artistico del TST, che si rinnova con una nomina significativa: Leonardo Lidi entra come vicedirettore artistico, affiancando il direttore artistico Valerio Binasco e il direttore artistico junior Diego Pleuteri. Completano la squadra Anna Cremonini, direttrice artistica di Torinodanza, e le artiste associate Kriszta Székely e Silvia Gribaudi.

Uno dei tratti più netti di questa stagione è l’investimento nel ricambio generazionale e nei linguaggi contemporanei e multidisciplinari. Torna Energie Nove, rassegna dedicata agli artisti emergenti curata da Pleuteri, alla sua seconda edizione. Si consolida Torinodanza Extra, alla terza edizione, che insieme al festival autunnale rafforza la vocazione internazionale del TST. E la drammaturgia contemporanea occupa uno spazio sempre più largo: due terzi dei titoli in programma in ciascuna sala sono firmati da autori e autrici viventi.

Nuove produzioni

Ad aprire la stagione al Teatro Carignano, dal 5 al 25 ottobre è Valerio Binasco con una commedia di Carlo Goldoni, “Una delle ultime sere di Carnovale”: amori, matrimoni, solitudini e addii sullo sfondo di un Carnevale che finisce, con un cast corale di tredici interpreti e la coproduzione di Teatro di Roma, Teatro Stabile di Bolzano e Teatro Stabile del Veneto.

Leonardo Lidi torna a Natalia Ginzburg, a 110 anni dalla nascita: “L’inserzione”, in prima nazionale al Teatro Gobetti dal 16 al 28 febbraio 2027, mette in scena il confronto-scontro tra universo femminile e maschile, tra solitudine, gelosia e relazioni distorte. Sempre Lidi, con gli allievi della Scuola per Attori, porta alle Fonderie Limone di Moncalieri “Il taccuino di Trigorin” di Tennessee Williams, in dialogo con il “Gabbiano” di Čechov.

Kriszta Székely firma “L’evento” di Annie Ernaux, Premio Nobel 2022: in prima nazionale dal 21 gennaio al 7 febbraio 2027, in un allestimento site-specific all’interno di un appartamento in Piazza Carignano, Alice Fazzi dà voce alla storia di una studentessa costretta a cercare vie clandestine per interrompere una gravidanza nella Francia del 1963. A 800 anni dalla morte di San Francesco e nel centenario dalla nascita di Dario Fo, Matthias Martelli porta al Teatro Gobetti “Lu Santo Jullàre Françesco”, monologo a più voci tra comico e malinconico, grottesco e poesia. Lo spettacolo arriva il 4 ottobre, giorno del patrono d’Italia, e sarà poi protagonista di una tournée internazionale su cinque continenti.

Gabriele Vacis e il collettivo PoEM chiudono “La trilogia dei libri” con “Corano”, in prima nazionale alle Fonderie Limone dal 13 al 25 aprile 2027: terzo capitolo dopo “Antico testamento” e “Vangeli”, una meditazione teatrale sul divino che respira lingue diverse.

Jurij Ferrini incontra per la terza volta il drammaturgo argentino Rafael Spregelburd con “Todo”, testo commissionato dalla Schaubühne di Berlino: tre storie a ritroso nel tempo, tra assurdo, ironia e inquietudine, dal 25 maggio al 13 giugno 2027 al Teatro Gobetti. Infine, Micol Jalla dirige “Pippi Calzelunghe” per i più giovani: a 120 anni dalla nascita di Astrid Lindgren, la bambina più forte al mondo torna al Carignano da gennaio a maggio 2027.

Riprese

Valter Malosti ripropone “Se questo è un uomo” di Primo Levi al Teatro Carignano, dal 19 al 31 gennaio 2027, in coincidenza con la Giornata della Memoria e a quarant’anni dalla scomparsa dello scrittore torinese. Matthias Martelli torna invece con “Fred!”, il ritratto di Fred Buscaglione diretto da Arturo Brachetti, dal 23 al 25 marzo, con il trombettista Fabrizio Bosso e un ensemble dal vivo.

Rientra in cartellone anche “Amleto” di Shakespeare nella versione tradotta e adattata da Diego Pleuteri e diretta da Leonardo Lidi, con Mario Pirrello nel ruolo del titolo, dal 18 al 23 maggio 2027 al Carignano. Alle Fonderie Limone, dal 4 al 16 maggio, torna “Resteremo per sempre qui buone ad aspettarti”, scritto da Pleuteri e diretto da Lidi: un cane, un gatto e un pesce rosso abbandonati in casa dal loro padrone, metafora della sopraffazione in una società fintamente empatica.

Coproduzioni

Lunetta Savino è “Madre Courage e i suoi figli” di Brecht per la regia di Leo Muscato, in scena al Carignano dall’1 al 13 dicembre, con musica dal vivo dal taglio rock. Torna al Gobetti “La buona novella”, dal disco di De André ai Vangeli Apocrifi, per la regia di Ivana Ferri. Emanuele Aldrovandi porta al Gobetti dal 12 al 17 gennaio 2027 “Scusate se non siamo morti in mare”: quattro figure rinchiuse in un container, tra paura e disillusione, metafora della fragilità contemporanea.

Luca De Fusco dirige “Otello” di Shakespeare al Carignano, dal 16 al 28 febbraio 2027, coproduzione con Teatro di Roma e Teatro Biondo di Palermo. Chiude la sezione “Figli d’anima” di Simone Schinocca, sull’esperienza dell’affido familiare, al Gobetti dall’11 al 16 maggio 2027.

Ospitalità

Il cartellone delle ospitalità è tra i più ricchi e eterogenei degli ultimi anni. Alessandro Haber protagonista de “Le ultime lune” diretto da Paolo Valerio, l’Orlando Furioso di Ariosto per la regia di Davide Livermore con Laura Marinoni e Anna Della Rosa, Pierfrancesco Favino alla regia di “People, Places & Things” con Anna Ferzetti, “Baby Reindeer” con Francesco Mandelli, «Baccanti» di Euripide dirette da Theodoros Terzopoulos.

E ancora Emma Dante con “L’angelo del focolare”, Stefano Massini con “Lo zar”, il “Finale di partita” di Beckett diretto da Gabriele Russo, “Incendi” di Mouawad con Filippo Dini. Per Torinodanza Extra, tre appuntamenti di rilievo internazionale: “Rendez-vous” per la regia di James Thierrée, “The Last Hamlet” di Ben Duke e un focus interamente dedicato a Silvia Gribaudi con tre suoi lavori.