Voce Triennale, tutto quello che avreste voluto sapere sul suono ma non avete mai osato chiedere

Ufficio Stampa

Da settembre a dicembre lo spazio dedicato al suono all’interno di Triennale Milano rilancia la nuova stagione con clubbing, listening session, installazioni e talk, confermando la propria natura di laboratorio aperto tra musica, arte e memoria

Quando a maggio dello scorso anno Voce ha aperto le sue porte dentro Triennale Milano, l’idea era chiara fin dal principio: costruire non un semplice club né una sala concerti ma un luogo dove l’ascolto diventasse esperienza totale, fatta di qualità sonora, luci e connessione emotiva. A distanza di più di un anno, con oltre quindicimila presenze registrate in centosessanta appuntamenti, quel progetto ha trovato la sua identità, sfuggendo continuamente a definizioni rigide. E diventando uno dei luoghi più interessanti di Milano. Il palinsesto pensato dal coordinamento curatoriale di Damiano Gullì e dalla consulenza scientifica di Carlo Antonelli si muove infatti come una mappa che si allarga di mese in mese, mettendo in discussione i confini tra generi, discipline e pubblico.

Con l’arrivo della nuova stagione, che chiude il ciclo estivo dei concerti nel Giardino di Triennale, Voce riparte confermando i format che ne hanno costruito il successo, da Matinée a Un filo di Voce, da Anatomia del Suono a Rapture, fino a SONDA e Lumina, e affiancandoli a nuove rassegne e incontri inediti. Più della metà degli eventi resta gratuita, in un programma che intreccia listening session, dj set, installazioni sonore, showcase e conversazioni. La stagione dialoga inoltre con i grandi festival che si svolgono in Triennale, da FOG Triennale Milano Performing Arts, dal 19 settembre al 15 novembre, a JazzMi tra fine ottobre e inizio novembre, fino alla seconda edizione di SLAM, Sounds Like a Movie, realizzata con CAM Sugar a dicembre.

Settembre, tra clubbing e archivi sonori

La stagione è ripartita all’insegna del clubbing, con una versione extended di Close & Slow e il ritorno di Rapture, il format nato dall’idea di Pinky Rossi e Nicola Guiducci, tra le figure che hanno segnato la storia dell’iconico Plastic e della nightlife milanese, in programma il 9 settembre. Il mese si sviluppa poi attorno alle listening session, con l’anteprima del nuovo disco di Luca Cavina, “Camera Oscura Deformata”, seguita dagli ascolti dedicati al collettivo londinese Ascension on Wax, al nuovo progetto discografico di Emiliano Colasanti, Ferrocromo, e al pianista Roberto Cacciapaglia, quest’ultimo all’interno del ciclo Anatomia del Suono curato da Lorenzo Palmeri.

Non mancano i talk, con l’esordio del nuovo format Manuale di una Hit, ideato dal musicologo Claudio Biazzetti per raccontare la scena urban attraverso i suoi giovani producer, e con l’incontro tra Francesco Bianconi dei Baustelle e Carlo Antonelli, dedicato ai tormentoni estivi. Il mese si chiude tra installazioni e nuove geografie sonore, con l’opera visiva e sonora del 2008 di Massimo Bartolini per SONDA, una puntata di Hyperlocal Club interamente dedicata alla scena polacca, il live del compositore egiziano Abdullah Miniawy per le Matinée curate da Nicola Ratti e la serata speciale Alluminio firmata dal producer Alessandro Merlo e dal suo collettivo Coriandoli.

Ottobre, il mese delle riletture

Ottobre prosegue il filone dell’ascolto ragionato, con la musicologa Angela Ida De Benedictis e il compositore Francesco Giomi che dedicano una sessione al rapporto tra Umberto Eco e Luciano Berio, seguita dagli appuntamenti con Joan Thiele e con Francesco Messina per Anatomia del Suono. Tre i concerti principali, la performance multicanale del Consorzio Ambient Italiano, il ritorno di Un filo di Voce curato da Carlo Pastore e la puntata mensile delle Matinée, che porta a Milano la sound artist peruviana Maria Chavez insieme al compositore francese Leo Dupleix.

Il clubbing torna con una nuova data di Rapture e con Lumina, format realizzato insieme a Le Cannibale, che recupera l’appuntamento con Valentina Magaletti e JASSS rimasto sospeso a marzo. Le installazioni sonore vedono protagonisti l’opera storica di Vincenzo Agnetti, NEG, e Trallallero di Luca Vitone per SONDA, mentre sul fronte dei talk arrivano il reading di Emidio Clementi, Tre monologhi, e una nuova puntata di Manuale di una Hit con il producer romano Miles.

Novembre e dicembre, memoria e futuro del suono

L’ultima parte della stagione si apre il 5 novembre con Nicolò Porcelluzzi e La Prima Musica, un viaggio tra paleontologia ed etnomusicologia alla ricerca delle origini del linguaggio musicale. Il filone delle listening session prosegue con Futuro nel passato, passato nel futuro, un percorso nella storia della sperimentazione elettroacustica che da Varèse arriva fino a Pink Floyd e Aphex Twin, e trova il suo punto più alto a dicembre con Sound Chronicles, la presentazione dell’archivio sonoro di Mario Pieroni e Dora Stiefelmeier, oltre duemilaseicento file audio raccolti in sessant’anni di storia dell’arte sonora.

A dicembre arriva anche un capitolo dedicato alla memoria della musica italiana, con “Corpo a Corpo” di Milva, realizzato in collaborazione con l’Archivio Storico Ricordi per raccontare l’album del 1985 della cantante, tra i più interessanti esempi della svolta synth-pop italiana, in una conversazione moderata da Carlo Antonelli con Fabio De Luca e Lisa La Pietra.

Le installazioni continuano a dialogare con l’arte contemporanea, grazie alla carta bianca affidata al duo Invernomuto, che presenta il progetto Triton tra scultura, suono e narrazione, e all’installazione “Retrospective” di Monica Bonvicini per SONDA. Tra i concerti, spiccano il live per chitarra elettrica ed elettronica di Stefano Pilia e l’appuntamento delle Matinée con l’artista britannica Hanne Lippard e il compositore napoletano Renato Grieco. Chiudono il ciclo dei talk il dialogo con il producer Zef e la due giorni di Otello Workout, realizzata con il Teatro alla Scala in avvicinamento alla prima del 7 dicembre.

A concludere l’anno, il 28 novembre prende avvio L’ALDIQUA’ 1976-2026, una giornata di studi dedicata all’evoluzione della vita notturna italiana, che intreccia le testimonianze di figure come Daniela Morena, musa di Andy Warhol, il Principe Maurice e la critica Laura Cherubini, per poi aprirsi la sera a una full immersion nell’attuale scena punkcore milanese under25.