Gli Xiu Xiu rincontrano David Lynch: disco e tour italiano ispirati a “Eraserhead”

Xiu Xiu, duo formato da Jamie Stewart e Angela Seo Eva Luise Hoppe

Dopo il tributo a “Twin Peaks”, il duo di Jamie Stewart e Angela Seo si immerge nell’incubo sonoro del debutto cinematografico del regista scomparso nel gennaio 2025. Due le tappe italiane, il 10 dicembre a Bologna e il 12 a Brescia

David Lynch è scomparso nel gennaio 2025, lasciando dietro di sé un immaginario che continua a essere esplorato e reinterpretato da chi lo ha amato. Tra questi ci sono gli Xiu Xiu, il duo formato da Jamie Stewart e Angela Seo, che a Lynch guarda da anni e che proprio a lui ha voluto dedicare un nuovo capitolo del proprio percorso. Lo stesso Stewart nutre una profonda ammirazione per il regista: “Senza di lui non sarei mai diventato un artista. Per tutta la vita ho fatto affidamento su di lui affinché continuasse a guidarmi. La sua ricerca intransigente degli estremi emotivi, dell’immaginazione, dell’esplorazione, del significato e del coraggio più puro è sempre stata il mio metro di misura per capire cosa può essere l’arte”.

Il legame tra la band e il regista nasce nel 2016, con la benedizione diretta di Lynch e del compositore Angelo Badalamenti: gli Xiu Xiu avevano dato vita a “Plays the Music of Twin Peaks”, un progetto discografico e live che aveva conosciuto un successo insperato, tanto da restare in tour fino al 2018, quando la band decise di chiudere l’esperienza.

Da allora le richieste di rimettere in piedi quello spettacolo non sono mai mancate, complice anche l’affetto crescente verso l’opera di David Lynch dopo la sua morte. Ma invece di ripescare il vecchio repertorio, Jamie Stewart ha scelto una strada più scomoda e più coerente con lo spirito del loro omaggio: invece di ripetersi, hanno voluto spingersi più a fondo, reinterpretando radicalmente un’altra opera della filmografia di Lynch, “Eraserhead”. Se quello dedicato a “Twin Peaks” si muoveva ancora dentro una tradizione orchestrale più riconoscibile, l’universo sonoro del primo film del regista cult segue regole del tutto diverse, più estreme e meno addomesticabili.

Il nuovo album, tra field recording e musica concreta

Il risultato di questo affondo si chiama “Eraserhead Xiu Xiu”, pubblicato a luglio per l’etichetta Polyvinyl e nato prima ancora come spettacolo dal vivo, pensato per accompagnare la proiezione del film. Sette i brani che compongono il disco, tra cui “Viento”, “Sleep Synth”, “Tetra” e “Steampipe”, costruiti attraverso field recording, strumenti costruiti a mano appositamente per il progetto, organo, sintetizzatori modulari, torce elettriche e interferenze elettroniche, in un impasto che richiama da vicino la musica concreta.

A chiudere il disco è “In Heaven”, la canzone scritta da Peter Ivers su testo dello stesso Lynch, diventata negli anni uno dei momenti più iconici e perturbanti del film. È anche l’unico brano in cui la voce di Stewart emerge in primo piano, delicata e sottile, sopra un tappeto di organi ovattati: un punto di respiro, quasi di grazia, dentro un lavoro che per il resto resta prevalentemente strumentale e sperimentale.

Il progetto non è pensato come una semplice rilettura della colonna sonora originale, firmata da Alan Splet insieme allo stesso Lynch, quanto piuttosto come un’esplorazione parallela del suo universo sonoro e visivo, un tentativo di restituire in musica la sessualità conflittuale, il senso di oscurità costante e il paesaggio lunare e desolato che attraversano l’intero film.

“Eraserhead”, l’incubo che ha aperto il percorso artistico di Lynch

Per capire cosa stanno facendo gli Xiu Xiu bisogna tornare al 1977, anno in cui “Eraserhead” segna l’esordio alla regia di David Lynch dopo anni di lavorazione travagliata, girato perlopiù di notte e con un budget ridottissimo. È la storia di Henry Spencer, un uomo che si ritrova a crescere da solo un figlio deforme e piagnucolante, in un mondo industriale fatto di tubature che sibilano, stanze anguste e presenze inquietanti, la più celebre delle quali è la Lady in the Radiator, che canta proprio “In Heaven” in una delle sequenze più oniriche e disturbanti dell’intero cinema americano.

Il film diventa in breve tempo un caso di culto nei circuiti delle proiezioni di mezzanotte, e getta le basi per tutto ciò che verrà dopo nella filmografia di Lynch, dall‘ossessione per i suoni industriali fino al gusto per l’ambiguità onirica che tornerà, amplificata, proprio in “Twin Peaks”. Il sound design curato insieme ad Alan Splet è probabilmente l’elemento più radicale del film, un tessuto continuo di ronzii, sibili e distorsioni che pesa quanto e più delle immagini nel costruire il senso di angoscia che lo attraversa.

È proprio da quel tessuto sonoro, più che dalla trama, che gli Xiu Xiu dichiarano di essere partiti per costruire il loro omaggio, non un semplice remake musicale ma una dichiarazione di debito artistico verso un film che, quasi cinquant’anni dopo, continua a inquietare come il primo giorno.

Le date italiane degli Xiu Xiu

Lo spettacolo “Eraserhead Xiu Xiu” arriva in Italia con due appuntamenti fissati per il mese di dicembre: il 10 dicembre al Teatro Cinema Perla di Bologna e il 12 dicembre al Teatro Borsoni di Brescia. Le due date fanno parte di un tour europeo più ampio che porterà il duo anche in altri Paesi nei mesi successivi, e rappresentano l’occasione per ascoltare dal vivo l’intero progetto nella sua forma più completa.