Dal 26 giugno al 4 luglio a Trieste la ventisettesima edizione della rassegna con una nuova sezione dedicata al genere horror e i premi a Saul Nanni e Giuseppe Battiston
Trieste si conferma ancora una volta una delle capitali europee del cinema di frontiera ospitando l’edizione 2026 dello ShorTS International Film Festival. Dal 27 giugno al 4 luglio, i palcoscenici storici del Politeama Rossetti e del Cinema Ariston, insieme a diverse arene all’aperto sparse per la città, faranno da sfondo a una manifestazione che ha fatto della contaminazione culturale il proprio marchio di fabbrica.
L’appuntamento di quest’anno si concentra sulle urgenze del presente, esplorando attraverso lo sguardo dei registi emergenti i temi dell’identità, della transizione digitale e del rapporto uomo-natura. Il festival si propone come un osservatorio privilegiato sui formati brevi, capaci di intercettare i mutamenti sociali con una rapidità e una libertà espressiva spesso precluse alle grandi produzioni industriali.
L’identità visiva della rassegna è rappresentata quest’anno dal gabbiano, un animale fortemente legato al territorio triestino e scelto da Laura Gorlato di La Furia Studio per simboleggiare l’insieme delle narrazioni e le molteplici angolazioni visive che il festival offre al suo pubblico.
Ventisette edizioni di evoluzione nel cuore di Trieste
Arrivare alla ventisettesima edizione significa aver attraversato quasi trent’anni di mutamenti tecnologici e culturali, mantenendo intatta la capacità di intercettare il futuro dello schermo. Il festival ha saputo trasformarsi nel corso del tempo da piccola realtà legata al territorio a solida istituzione dal respiro internazionale, capace di attrarre ogni anno opere da tutto il mondo.
La forza di questo percorso risiede nella costanza con cui la manifestazione ha difeso lo statuto artistico del cortometraggio, considerato non come un semplice trampolino di lancio per i registi esordienti, ma come un linguaggio autonomo, libero e immediato. Il consolidamento della kermesse nel panorama europeo dimostra come Trieste sia diventata uno snodo cruciale per l’industria del cinema indipendente, un luogo dove la ricerca stilistica si unisce alla volontà di formare e incuriosire nuove generazioni di spettatori.
Le sezioni della mostra: un mosaico di generi e formati
Il programma della ventisettesima edizione si articola in una struttura ramificata che copre l’intero spettro del cinema breve e del lungometraggio d’autore. Massimiliano Nardulli cura le sezioni Italia in ShorTS, che presenta dieci cortometraggi della recente produzione nazionale tra cui spiccano i lavori di Alessandro Rak, Nicola Eddy e Alessandro Capitani. ShorTS Express è una ricognizione internazionale di ventitre opere della durata fulminea compresa tra uno e cinque minuti mentre Eco-ShorTS apre una finestra su nove titoli focalizzata sul significato attuale dei concetti ecologici e ambientali.
Torna anche la storica sezione competitiva Maremetraggio e lo spazio d’avanguardia ShorTS Immersive, dedicato alle opere in realtà virtuale e mista. Un ruolo centrale è rivestito da Shorter Kids’n’Teens, il “festival nel festival” curato da Manuela Morana: venti cortometraggi internazionali selezionati da giovani giurati tra i 6 e i 15 anni, proiettati al Cinema Ariston il 29 e 30 giugno.
L’esplorazione del genere: arriva ShorTS Horror Picture Show
La principale novità del palinsesto del 2026 è l’introduzione di ShorTS Horror Picture Show, una sezione interamente dedicata al cinema horror, fantastico, grottesco e gotico in formato breve, anch’essa curata da Massimiliano Nardulli. Questa scelta nasce dalla volontà di celebrare l’immaginazione e il mondo creativo degli incubi e delle ossessioni, in contrasto e in aperta resistenza rispetto agli orrori più insidiosi e inquietanti della quotidianità.
La selezione comprende dieci cortometraggi in gara per il premio del pubblico, tra cui spiccano gli italiani Cristina di Giulio Golfieri e Kràlik di Alessandro Marchiori Rocca, accanto a opere internazionali come il turco Otel e il senegalese Borom Baax, offrendo una panoramica di come i registi contemporanei utilizzino il perturbante per raccontare le ansie collettive della modernità.
I riconoscimenti dell’anno: i premi a Saul Nanni e Giuseppe Battiston
I riflettori della kermesse sono puntati anche sui grandi protagonisti del cinema italiano contemporaneo, celebrati attraverso i prestigiosi riconoscimenti che la direzione artistica assegna ogni anno. A Saul Nanni viene conferito il Premio Prospettiva 2026 viene conferito, un riconoscimento che dal 2009 valorizza i giovani talenti.
Il Premio Interprete del Presente 2026 va invece a Giuseppe Battiston, celebrando la sua nitida capacità umana e artistica di dare vita a personaggi complessi tra commedia e dramma.
La scelta di queste due figure distinte per generazione e percorso evidenzia la volontà della rassegna di non limitarsi alla pura celebrazione, ma di stimolare un confronto generazionale concreto sulle direzioni che il lavoro attoriale sta intraprendendo nel panorama nazionale.
