Nove appuntamenti da novembre ad aprile, tra maestri della scena, teatro civile, classici rivisitati e teatro di figura, in un cartellone ideato dal Comune insieme a SCARTI
Il cartellone 2026/2027 del Teatro degli Impavidi nasce da un’idea che guarda al presente: in un tempo in cui sembrano mancare le parole giuste, il teatro prova a restituirle. La nuova stagione del teatro di Sarzana si costruisce attorno a questo interrogativo e lo attraversa da prospettive diverse, dalla storia politica alla memoria personale, dalla cronaca del Mediterraneo alla commedia.
Il progetto è realizzato da SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione insieme al Comune di Sarzana, con il sostegno del Ministero della Cultura, della Fondazione Compagnia di San Paolo, della Fondazione Carispezia e dei partner del teatro. La direttrice generale Giulia Moretti parla di continuità con il percorso costruito negli anni da Andrea Cerri e di una squadra che lavora con passione, nell’intento di rendere la sala sempre più accogliente.
Il tempo e i suoi fantasmi
Il primo filo è quello della memoria. Si parte il 3 novembre, con Umberto Orsini e Massimo Popolizio in “Prima del Temporale”, in scena anche il 4: un attore anziano, in attesa di salire sul palco per Strindberg, ripassa frammenti della propria vita e dialoga con le presenze del passato. È un ritratto d’artista che, attraverso una biografia, racconta l’Italia dal dopoguerra a oggi.
Sullo stesso versante si colloca il 25 e 26 marzo “Abracadabra” di Babilonia Teatri, dove teatro e illusionismo si incontrano, grazie al prestigiatore Francesco Scimemi, per parlare di vita e morte, di ricordo e assenza, in un luogo in cui l’impossibile sembra accadere davvero.
Il teatro che si fa responsabilità civile
Il secondo nucleo è il più politico. Il 14 e 15 gennaio 2027 Ottavia Piccolo e Stefano Massini portano “Matteotti, anatomia di un fascismo”, accompagnati dai solisti dell’Orchestra Multietnica di Arezzo: a oltre cento anni dal delitto, ripercorrono l’ascesa del regime attraverso chi ne vide il pericolo quando pochi erano disposti a guardarlo.
Il 25 e 26 febbraio arriva “A place of safety. Viaggio nel Mediterraneo centrale” di Kepler-452, spettacolo che ha vinto il Premio Ubu 2025 come migliore produzione teatrale. Nato da un’esperienza vissuta a bordo di una nave di soccorso, dà voce a operatori e soccorritori e trasforma la sala in uno spazio di ascolto.
Il 10 e 11 marzo Tindaro Granata propone “Vorrei una voce”, monologo ispirato al laboratorio da lui condotto nel carcere di Messina: le canzoni di Mina e le storie delle detenute diventano il modo per ragionare sul sogno come bisogno vitale e sulla possibilità di immaginare ancora un futuro.
Figure, pupazzi e sopravvissuti
Un posto a parte spetta a Fabiana Iacozzilli, che il 12 e 13 novembre debutta agli Impavidi con “Oltre”, firmato insieme a Linda Dalisi. È un lavoro di teatro di figura costruito sulle testimonianze di sopravvissuti e familiari delle vittime del volo 571 dell’aeronautica uruguaiana, caduto sulle Ande nel 1972. Lo spettacolo evita la retorica dell’eroismo e sceglie invece di sostare nel mistero, nel dolore e nella sopravvivenza, affidando a un linguaggio delicato e poetico una delle vicende più sconvolgenti del Novecento.
La risata come strumento di precisione
Il comico, qui, non è una pausa ma un modo di leggere il mondo. Il 10 e 11 dicembre Michele Sinisi rilegge “Tartufo” di Molière: sotto il gioco farsesco affiora il lato inquietante di un personaggio ambiguo, che dopo secoli resta vicinissimo a noi. L’11 e 12 febbraio Massimiliano Gallo, che dirige e interpreta, porta in scena l’avvocato Vincenzo Malinconico nato dai romanzi di Diego De Silva, con “MALINCONICO. Moderatamente felice”: uno sguardo ironico e disincantato su lavoro, sentimenti e famiglia, già amato dal pubblico televisivo.
La stagione si chiude l’8 e 9 aprile 2027 con “Lu santo Jullare Francesco” di Dario Fo e Franca Rame, interpretato da Ugo Dighero e diretto da Giorgio Gallione, racconto giocoso e irriverente su un santo che continua a parlare di pace, fraternità e vicinanza agli ultimi.
I Piccoli Impavidi, il teatro che cresce con chi lo guarda
Accanto al cartellone di prosa, il teatro sarzanese rinnova la rassegna dedicata a bambine, bambini e ragazzi. Si parte domenica 8 novembre con otto spettacoli, ciascuno in doppia replica: la domenica pomeriggio per le famiglie e il lunedì mattina per le scuole. Il percorso, curato da Francesca Lateana per SCARTI, attraversa marionette, ombre, danza, teatro d’attore e musica, e copre un’età che va dai primissimi mesi di vita fino ai tredici anni. Lateana ricorda che le fasce d’età sono una semplice indicazione e che l’invito è rivolto a tutti, perché questi spettacoli insegnano a guardare il mondo con occhi nuovi.
L’inizio è affidato al teatro di figura. L’8 e 9 novembre arriva “Ti vedo! La leggenda del Basilisco”, di Emanuela Dall’Aglio con Teatro del Buratto e CSS Teatro Stabile d’Innovazione del Friuli Venezia Giulia, consigliato dai 5 anni e premiato agli Eolo Awards 2025: una strega, un Basilisco e un piccolo eroe rileggono con ironia una leggenda antica. Il 22 e 23 novembre tocca ad “Amarbarì” di Unterwasser, pensato per chi ha tra i 2 e i 5 anni, una casa incantata fatta di ombre, luci e suoni che accompagna i più piccoli alla prima volta in teatro. Il 13 e 14 dicembre il Teatro del Drago porta “Fagiolino Asino d’Oro”, dai 4 anni, un circo ottocentesco tra metamorfosi ed equivoci dove racconto popolare e arte di strada si incontrano.
Dopo la pausa natalizia la rassegna si fa più riflessiva. Il 17 e 18 gennaio Marta e Diego Dalla Via, con La Piccionaia, presentano “SBUM! Yes we cake”, dagli 11 anni, che mescola dati reali e fantasie sul futuro per interrogarsi sull’egoismo e sulle alternative possibili per i cittadini di domani. Il 14 e 15 febbraio Campsirago Residenza propone “STÜCK pezzipazzi”, per chi ha da 0 a 5 anni: un piede, un occhio, un naso si cercano, si scompongono e si ricompongono in un piccolo rito di teatro danza e d’oggetti. Il 21 e 22 febbraio Kronoteatro porta “Galassia Annika”, dagli 8 anni, dove un reparto d’ospedale diventa base spaziale e la storia di una futura astronauta si intreccia con quella di chi parte e di chi resta, a dire quanto l’immaginazione possa trasformare la realtà.
Il tempo, la perdita e l’ascolto tornano nel finale. Il 14 e 15 marzo Claudio Milani ritorna agli Impavidi dopo due anni con “Racconto alla rovescia”, dai 3 anni: Arturo incontra la Morte e riceve sette doni, ognuno con un conto alla rovescia e una lezione per diventare grandi, tra musiche originali e una scenotecnica innovativa. A chiudere, l’11 e 12 aprile, il Coro De André Kids con “Elementare Watson!”, da 6 a 13 anni, liberamente ispirato ai racconti di Sherlock Holmes: Watson apre una scuola per giovani detective e insegna a osservare, ascoltare e sorridere dei propri limiti.
