Nelle sedi del Museo Villa Bassi Rathgeb di Abano Terme (Padova) e del Museo Storico Navale di Venezia trovano spazio gli scatti di uno dei principali interpreti del linguaggio fotogiornalistico del secolo scorso
Un’immagine che abbiamo visto tutti, il bacio dato all’improvviso da un marinaio a un’infermiera durante i festeggiamenti per la fine della Seconda guerra mondiale. Un attimo che racchiude la gioia e il sollievo per la fine della Seconda Guerra Mondiale colto, o forse più probabilmente orchestrato, in Times Square a New York alle 17 e 51 minuti del il 14 agosto 1945 dal fotografo Alfred Eisenstaedt: uno dei principali interpreti del linguaggio fotogiornalistico del secolo scorso, che rivoluzionato la fotografia di strada con la sua capacità di cogliere la forza narrativa di un gesto semplice solo in apparenza.
Attivo tra l’Europa degli anni Venti e gli Stati Uniti degli anni Trenta, Eisenstaedt è stato determinante nella costruzione dell’immaginario visivo del Novecento. “La fotografia era nell’aria” ha detto riflettendo sul clima di fermento che si respirava in Germania nel primo dopoguerra. E proprio da questo commento prende il titolo la mostra a cura di Monica Poggi, che si sviluppa tra il Museo Villa Bassi Rathgeb di Abano Terme (Padova) fino al 20 settembre e il Museo Storico Navale di Venezia fino al 22 novembre.
Un artista che ha ridefinito il fotogiornalismo
È un progetto che invita il pubblico a riscoprire un autore che è stato decisivo per la definizione del linguaggio del fotogiornalismo. Per oltre 30 anni è stato uno dei più autorevoli della rivista Life, per la quale ha realizzato oltre 2.500 servizi fotografici e più di 90 copertine: una posizione privilegiata dalla quale osservare e descrivere il mondo.
Lungo tutta la sua carriera Alfred Eisenstaedt ha costruito un racconto visivo che attraversa i principali snodi storici e culturali del secolo, affrontando un’ampia varietà di temi. Non si ferma alla documentazione lucida dell’Europa tra le due guerre, come fa con il celebre ritratto di Joseph Goebbels nel momento di massima tensione che precede l’ascesa del nazismo. Il suo obiettivo cattura anche soggetti più intimi e lirici, come la danza e il teatro, che osserva con una sensibilità quasi pittorica. Dopo il trasferimento negli Usa nel 1935 si concentra sulla società contemporanea, che restituisce crescente ironia e dinamismo. Con i reportage scattati durante i viaggi Etiopia e Giappone, la sua ricerca arriva a un nuovo livello in cui si confronta con conflitti, ricostruzioni e profonde trasformazioni.
Non mancano i ritratti di protagonisti della politica, della scienza e dello spettacolo: da Albert Einstein a Sophia Loren, da J. Robert Oppenheimer fino a Marilyn Monroe. Sono immagini che testimoniano la capacità di Eisenstaedt di instaurare un rapporto diretto e immediato con i soggetti.
La doppia sede
“La fotografia era nell’aria” è un viaggio attraverso tutta la produzione di Alfred Eisenstaedt. Le tappe sono quelle di Villa Bassi Rathgeb ad Abano Terme, elegante dimora del Cinquecento che oggi ospita un museo civico in cui è raccolta una collezione che spazia dal Rinascimento al Novecento
La seconda tappa è al Museo Storico Navale di Venezia, dove gli ampi spazi e la lunga tradizione legata alla storia marittima italiana, offrono un contesto suggestivo e carico di memoria.
