Robot Festival 2026: a Bologna l’elettronica racconta la nostra condizione come “Syntax Error”

Gli Autechre, Rob Brown e Sean Booth Facebook

Dall’8 al 10 ottobre, tra DumBO, Ex Ospedale dei Bastardini, Estragon e Palazzo Re Enzo, la diciassettesima edizione del festival bolognese mette in scena il presente nel momento esatto in cui si incrina

Questa edizione di Robot Festival ha scelto come titolo “Syntax Error” non per raccontare un fallimento, ma piuttosto la condizione in cui viviamo da tempo: un presente fatto di codici che cambiano più in fretta della nostra capacità di leggerli, di confini che si dissolvono nel momento stesso in cui proviamo a tracciarli di nuovo.

Il festival bolognese arriva alla diciassettesima edizione portando questa domanda dentro cinque spazi diversi, dagli ambienti industriali del DumBO alle sale storiche dell’Ex Ospedale dei Bastardini, fino al Parco Archeologico di Marzabotto, Palazzo Re Enzo e l’Estragon. Una geografia che si muove tra club e ricerca, tra ritmo e ascolto, restando fedele allo spirito con cui Robot ha sempre attraversato i linguaggi dell’elettronica contemporanea.

Il cuore pulsante: DumBO e Estragon

Il DumBO tiene insieme due notti che raccontano la storia e il presente della cultura club. Venerdì 9 ottobre si alternano Blawan, che presenta dal vivo le tinte techno-industrial del suo “SickElixir”, Boys Noize, Mykki Blanco con l’anteprima italiana di “Cafe Paradiso”, Space Afrika con il nuovo album in uscita che amplia le sonorità e la portata del precedente lavoro “Honest Labour” e il debutto insieme di upsammy e Valentina Magaletti, sincresia nata da una commissione del Rijksmuseum di Amsterdam. Sabato 10 lo spazio si trasforma in un omaggio a Detroit, con Moodymann, DJ Stingray in b2b con Mell G, Actress che presenta “Radical Frame” nella sua unica data italiana, Marina Herlop con l’anteprima di “Dja Dja” e la chiusura affidata a Mace con un dj set senza barriere di genere.

Sabato 10 ottobre, all’Estragon, arriva l’appuntamento che più di ogni altro segna questa edizione: il ritorno in Italia degli Autechre. Sean Booth e Rob Brown porteranno il loro flusso di suoni digitali generati in tempo reale, un’esperienza in cui ogni riferimento spaziale sembra sgretolarsi per lasciare spazio a nuove geografie mentali. Ad aprire la serata sarà Bochum Welt, alias storico di Gianluigi Di Costanzo, seguito dal dj set di MDX, fondatore della Skam di Manchester.

Ex Ospedale dei Bastardini, laboratorio della ricerca

L’Ex Ospedale dei Bastardini si conferma lo spazio dedicato alle esplorazioni più radicali del Robot Festival. Giovedì 8 ottobre la serata inaugurale porta la premiere italiana di “The Rest Is My Ghost” di Lawrence English, insieme a feeo e al progetto di Suz con Giuseppe Franchellucci, in anteprima live a un mese dall’uscita del loro disco.

Venerdì 9 ottobre arrivano invece Aho Ssan con “The Sun Turned Black” e Front de Cadeaux in versione hybrid con Gabor, mentre negli stessi spazi torna il Baronato Quattro Bellezze con la sua forma nomade e site-specific, insieme al live audiovisivo “Nessun cielo è senza luce” di Luca Maria Baldini e Salvatore Insana.

Anteprima con le confessioni di Carla Dal Forno

Prima dell’apertura ufficiale, venerdì 25 settembre, a Palazzo Re Enzo, il festival ospita per la prima volta Carla dal Forno, che presenta in anteprima italiana il suo album “Confession”, accompagnata da Ana Roxanne, dal dj set di Sam Ruffillo e da Memoryman aka Uovo. Nella stessa serata Kratu porta “Luteotropina”, un lavoro costruito su field recording e voci ritrovate, mentre nella Sala degli Atti va in scena URË, progetto del Conservatorio Luisa D’Annunzio di Pescara realizzato con l’Istituto di cultura italiana di Tirana, un’installazione partecipativa che chiede al pubblico di cercare i performer tra trenta radio FM sparse nello spazio.