Alfa Mist in Italia: notti per un viaggio tra jazz, hip hop e futuri distopici

Dal jazz neoclassico alla fantascienza distopica: il pianista e producer londinese porta in Italia il suo ultimo concept album, “Roulette”, in tre date tra Bologna, Roma e Milano

Alfa Mist
Ufficio stampa

Una presenza densa, raccolta, come quella di chi ha moltissimo da dire e sa esattamente come dirlo. A marzo la presenza di Alfa Mist arriverà in Italia con tre date. Il 3 marzo sarà al Locomotiv Club di Bologna, il 4 marzo al Monk di Roma e il 5 marzo chiuderà il tour a Milano, sul palco di Santeria Toscana 31. Tre città, tre serate, un unico filo conduttore: la musica di uno degli artisti più originali e inclassificabili emersi dalla scena britannica degli ultimi dieci anni.

Chi è Alfa Mist

Produttore, rapper, pianista. Le etichette funzionano fino a un certo punto. Alfa Mist, nome d’arte di Alfa Sekitoleko, londinese, è uno di quei musicisti che sembrano esistere appositamente per rendere inutili le categorie. La sua musica vive in uno spazio sospeso tra il jazz più intimista e le architetture dell’hip hop, tra orchestrazioni ampie e respiri quasi cameristici, tra la poesia urbana del rap britannico e le atmosfere rarefatte della musica contemporanea.

Ha collaborato con Jordan Rakei e Tom Misch, ha lavorato con il rapper Loyle Carner, ha composto per la London Contemporary Orchestra, ha remixato brani di Ólafur Arnalds e della leggendaria Blue Note Records. Un curriculum che racconta, meglio di qualsiasi descrizione, la vastità del suo immaginario sonoro. Eppure, al centro di tutto, c’è sempre qualcosa di profondamente personale. Una voce che non assomiglia a nessun’altra.

Il percorso di Alfa Mist

Per capire dove sta andando Alfa Mist, vale la pena ripercorrere da dove è venuto. Tutto inizia nel 2015 con “Nocturne”, il suo primo progetto completo: un esordio che già conteneva in germe tutto ciò che sarebbe venuto dopo, la produzione soffusa, il piano come bussola emotiva, i testi che cercano senso nelle pieghe della quotidianità urbana.

Con “Antiphon” (2017) il suono si fa più definito, il linguaggio più sicuro. Il disco segna il momento in cui la scena jazz-rap britannica inizia a guardarsi attorno e a riconoscere in lui uno dei suoi protagonisti più lucidi.

“Structuralism” (2019) è forse il lavoro in cui le ambizioni crescono più visibilmente. L’architettura musicale si complica nel senso migliore del termine, le collaborazioni si moltiplicano, e Alfa Mist dimostra di saper tenere insieme complessità e accessibilità senza che l’una sacrifichi l’altra.

“Bring Backs” (2021) porta una leggerezza nuova, quasi sorprendente. C’è più calore, più gioia nel suono, un disco che sembra voler abbracciare chi lo ascolta. È uno dei momenti in cui la sua musica tocca il grande pubblico nel modo più diretto. “Variables” (2023) rappresenta un’ulteriore svolta verso la sperimentazione: i confini si fanno più porosi, i generi ancora più difficili da nominare. Un disco che premia l’ascolto attento e paziente. E poi arriva Roulette.

Roulette: sci-fi, reincarnazione e futuro distopico

Uscito nell’ottobre 2025 per Sekito Records, “Roulette” è il disco che Alfa Mist porterà nelle tre città italiane. Si tratta di un concept album con un’idea narrativa ambiziosa e affascinante: un futuro distopico in cui la reincarnazione è scientificamente dimostrata. Non è la prima volta che la musica incontra la fantascienza, ma raramente lo fa con questa grazia, con questa capacità di far convivere il peso di un’idea speculativa con la leggerezza emotiva di canzoni che sai già che ti resteranno in testa.


Il disco è concepito, scritto e prodotto interamente da Alfa Mist. Ma non è un lavoro solitario: accanto a lui ci sono il rapper newyorkese Homeboy Sandman, la soul singer britannica Tawiah e la cantante e polistrumentista Kaya Thomas-Dyke, voci e strumenti che abitano quel futuro immaginato senza mai sembrare fuori posto. Il risultato è un album che funziona sia come esperienza narrativa sia come pura musica, e che dal vivo, si può immaginare, acquisterà ancora un’altra dimensione.