Cao Fei racconta come la tecnologia trasforma l’agricoltura (e il mondo)

Un progetto multimediale dell’artista cinese in mostra dal 9 aprile al 28 settembre alla Fondazione Prada a Milano, che interroga il pubblico sull’ecologia, l’occupazione e la continuità culturale

Un'immagine del progetto di Cao Fei
Ufficio Stampa

In che modo, e in che misura, gli algoritmi stanno sostituendo il sapere tradizionale? Con “Dash”, l’artista cinese Cao Fei prova a dare la sua risposta a questa domanda. Un progetto multimediale concepito per la sede di Milano della Fondazione Prada, dove sarà esposto dal 9 aprile al 28 settembre, attraverso il quale l’artista pome importanti interrogativi a proposito dell’ecologia, l’occupazione e la continuità culturale.

Tecnologia e agricoltura: un nuovo equilibrio

Negli ultimi tre anni Cao Fei si è dedicata allo studio delle campagne coltivate della Cina meridionale e nordoccidentale, oltre che del Sud-Est asiatico, osservando e interpretando lo sviluppo dell’agricoltura intelligente (smart agriculture).

Quello che ha osservato è come settore agricolo a livello globale, in particolare quello cinese, stia affrontando una serie di importanti sfide tra cambiamento climatico, scarsità d’acqua che provoca un calo nel rendimento delle coltivazioni di cereali, e la crescente carenza di manodopera agricola causata dallo spopolamento delle campagne.

Nel suo intervento Cao Fei combina diversi linguaggi artistici che spaziano dalla fotografia alla videoinstallazione, dalla realtà virtuale al documentario, fino ai materiali d’archivio. In questo modo l’artista delinea un ritratto della rivoluzione tecnologica nel settore agricolo a livello globale: una situazione complessa, nella quale non mancano le contraddizioni.

L’obiettivo di Cao Fei

Come spiega Cao Fei: “Questa mostra invita il pubblico a entrare in un sito archeologico dedicato all’agricoltura contemporanea, dove si intrecciano molteplici dimensioni temporali. Non si tratta di un idillio pastorale della tecnologia, ma di uno sguardo archeologico sull’agricoltura intesa come ‘ingegneria geologica’”.

Il progetto mette il luce le due facce della stessa medaglia. Da un lato riflette sul modo in cui la tecnologia aumenta l’efficienza, riduce il lavoro fisico e salvaguarda la sicurezza alimentare, dall’altro esplora il modo in cui gli algoritmi prendono il posto del sapere tradizionale ridefinendo il rapporto tra persone e territorio viene e quello tra aree rurali e urbane.

La mostra alla Fondazione Prada di Milano

Alla Fondazione Prada di Milano, la mostra di Cao Fei esplora il rapporto tra tecnologia e agricoltura attraverso il caso di studio di XAG, azienda cinese leader nella robotica agricola. Un’installazione immersiva al piano terra ricrea ambienti rurali reali abitati da video e realtà virtuale, mentre al primo piano documenti storici e materiali d’archivio raccontano l’evoluzione dell’agricoltura cinese dalla fondazione della Repubblica Popolare fino agli anni Ottanta.

“Dash” segna un punto di svolta dell’indagine di Cao Fei sulla condizione umana nel contesto della trasformazione tecnologica, spostando l’attenzione dagli spazi industriali e logistici delle opere precedenti, all’agricoltura come fondamento della civiltà umana.

Il progetto invita il pubblico a riflettere su questioni urgenti che riguardano la contemporaneità: come si ridefinisce il valore del lavoro nell’era dell’intelligenza artificiale? Quali possibilità esistono per la coesistenza fra tecnologia ed essere umano e fra tecnologia e natura? Come possiamo ricostruire i legami spirituali più antichi dell’umanità con la terra, la tradizione e il credo su scala globale? Ora che la tecnologia è profondamente radicata nelle esperienze della vita, possiamo immaginare una nuova forma contemporanea di unità tra Cosmo, Umanità e Tecnologia?