Nelle 31 camere della struttura ricettiva sono disseminate le opere di Giuseppe Stampone che formano la mostra “L’ospite inatteso”: un modo nuovo di abitare l’arte proposto dalla Fondazione Pistoletto

La visita a un museo o a una galleria è fugace per definizione. Si arriva, si osserva (per qualche decina di minuti, o al massimo per qualche ora) e poi si parte. Viverci all’interno è un concetto diverso. Si ha tutto il tempo per assaporare, per tornare sui dettagli, per farsi colpire dalle opere in maniera diversa a seconda del momento in cui le si incontra. Al nuovo Hotel Cittadellarte, inaugurato a Biella dentro la Cittadellarte Fondazione Pistoletto, è possibile farlo. Non è solo una struttura ricettiva con qualche opera d’arte alle pareti, ma un luogo in cui con l’arte si convive durante tutto il soggiorno. Le opere diventano in questo senso uno strumento di trasformazione sociale, esattamente in linea con la visione di Michelangelo Pistoletto.
L’hotel ospita l’arte
Disseminate tra le 31 camere dell’Hotel Cittadellarte si trovano le opere di Giuseppe Stampone che insieme formano la mostra “L’ospite inatteso“. Ogni stanza ne accoglie una diversa, che accompagna l’ospite in tutto il suo soggiorno. “L’opera veglia sull’ospite anche di notte”, ha spiegato la curatrice Ilaria Bernardi. Un modo per opporsi alla fruizione rapida e distratta e invece concedersi tutto il tempo dell’osservazione, anche in momento non convenzionali. Il visitatore, che per forza di cose deve alloggiare nella struttura, non si trova ad attraversare le sale espositive distratto o preso dalla fretta della quotidianità, ma può prendersi il tempo di osservare con calma nel momento dedicato alla quiete.
Quello di abitare l’arte è un concetto molto presente nell’indagine artistica contemporanea, vedi ad esempio la Kunsthaus Paradiso di Caroline Corbetta nelle prime settimane della Biennale di Venezia. Ma se quello era un progetto temporaneo abitato dal curatore, nel progetto Cittadellarte è l’ospitalità stessa a diventare un dispositivo curatoriale, ad attivare le opere in maniera inedita attraverso l’esperienza della quotidianità.
All’Hotel Cittadellarte la mostra “L’ospite inatteso” di Giuseppe Stampone
Le opere di Giuseppe Stampone con cui si entra in contatto all’Hotel Cittadellarte parlano di migrazione, appartenenza, memoria e responsabilità collettiva. Il titolo, che riprende quello del film di Tom McCarthy del 2007, apre a più livelli di interpretazione: l’ospite a cui si riferisce è il visitatore che prende possesso della camera, ma è anche il migrante che arriva senza essere invitato, ed è infine l’opera stessa che entra nella stanza d’hotel depositando un messaggio che non ci si aspettava di trovare. Ci sono le celebri Fotocopie intelligenti (disegni realizzati a penna bic, fotografati digitalmente e stampati), grandi arazzi, i materassi con disegni a penna Bic della serie Golden Residencer e gli “abecedari“, dedicati a Pistoletto, che (analogamente all’“Alphabet pour Adultes” di Man Ray) scardina la natura elementare e infantile del sillabario per trasformarlo in un sofisticato dispositivo linguistico e visivo.
Se le camere accolgono i lavori di Stampone in momtra temporanea, negli spazi comuni dell’hotel sono esposte fotografie provenienti dagli archivi di di Cittadellarte che raccontano le ventotto edizioni di Arte al Centro. Anche l’edificio, un tempo abitato in condizioni di forte precarietà, è stato recuperato attraverso un progetto interno di architettura sostenibile, partecipando in qualche modo a questa idea di rigenerazione.
Rigenerare la mente alle Terme Culturali
Accanto all’Hotel Cittadellarte, le Terme Culturali ideate da Armona Pistoletto sono ispirate dall’idea di rigenerazione mentale e sociale attraverso l’arte. Tra percorsi immersivi, laboratori artistici e pratiche relazionali sono spazi in cui rallentare, osservare, entrare in contatto e disintossicarsi dalla digitalizzazione.
Arte al Centro 2026
L’Hotel Cittadellarte e le Terme Culturali sono stati presentati il 15 maggio durante l’inaugurazione di Arte al Centro 2026, promossa dalla la Fondazione Pistoletto e inserita nel Festival dello Sviluppo Sostenibile dell’ASviS. Giunta alla ventottesima edizione, l’iniziativa ha messo al centro i temi dell’accoglienza e del turismo responsabile attraverso talk e attività partecipative.
Durante la giornata è stato anche assegnato il Minimum Prize 2026 a Giorgio de Finis e al MAAM di Roma, celebrato come modello d’avanguardia europea per la sua capacità di trasformare un ex salumificio occupato in uno spazio di coabitazione e co-progettazione culturale.
Ma è attorno all’hotel che si è sviluppato l’intero programma espositivo, confermando la natura multidisciplinare della fondazione: la mostra “Dans les plis”, curata da Ilaria Bernardi, ha esplorato il legame tra moda e identità partendo dall’abito tradizionale di Scanno; la piattaforma CirculART 4.0, in collaborazione con il Material Innovation Lab di Kering, ha unito arte e industria tessile sostenibile; infine, Ecosystems as Living Communities vol. II ha affrontato il cambiamento climatico negli ecosistemi alpini attraverso le opere sonore di Eliza Collin ed Emma Zerial, consolidando l’hotel come luogo in cui l’arte invade la dimensione quotidiana.
