Dal 28 settembre al 4 ottobre 2026, il territorio lariano torna ad aprirsi a un’invasione di mostre, laboratori, fabbriche aperte e musica che parte dal centro cittadino per estendersi a tutto il distretto

Non è soltanto una questione di paesaggi, prospettive romantiche o grandi residenze storiche affacciate sull’acqua. Il Lago di Como è, da secoli, una complessa macchina creativa dove il saper fare manifatturiero si intreccia costantemente con la sperimentazione artistica e la ricerca tecnologica. È da questa premessa che prende vita la nuova edizione della Lake Como Creativity Week, la rassegna che dal 28 settembre al 4 ottobre 2026 trasforma la città e la sua provincia in una piattaforma culturale diffusa.
Inserita nel percorso di Como Città Creativa UNESCO e sostenuta dalle istituzioni locali, l’edizione di quest’anno amplia notevolmente i propri confini geografici. Il raggio d’azione si estende oltre il centro urbano per abbracciare un’ampia rete di comuni (da Cantù a Erba, da Cernobbio fino a Torno e Pasturo) proponendo un itinerario che mette in dialogo l’identità tessile con il design del mobile, la cultura scientifica e le arti performative.
Dal filo di seta all’architettura del legno
Al centro della narrazione rimane la storica vocazione tessile del territorio. Attraverso le attività del Museo della Seta, della Fondazione Antonio Ratti, del Setificio Paolo Carcano e del Museo d’Impresa Gentili Mosconi, la memoria industriale si confronta con le sfide della sostenibilità e con i linguaggi della contemporaneità, trovando una naturale sponda visiva anche nelle trame della trentacinquesima edizione di Miniartextil.
A questo racconto si affianca il mondo del design con il Festival del Legno di Cantù, che per il triennio 2026-2028 consolida la sua intesa con la manifestazione. Attorno al tema “Pezzi Unici”, Cantù mette in luce la dimensione manifatturiera del distretto del mobile, integrando anche sessioni di Incoming Buyer curate da Promos Italia per mettere in contatto designer e aziende brianzole con studi d’architettura internazionali.
Porte aperte nei luoghi della produzione
Uno degli elementi più riusciti della rassegna è la possibilità di addentrarsi in spazi solitamente sottratti allo sguardo del pubblico. Gli atelier di artisti come Fabrizio Musa e Nicolò Quirico apriranno le porte per mostrare i processi che guidano la creazione visiva, mentre la fotografia entrerà nei contesti della cura grazie al progetto “Manteniamo il Contatto” promosso dalla Fondazione Como Arte negli spazi dell’Ospedale Valduce.
Al tempo stesso, la creatività si fa cultura d’impresa: gli archivi storici e i laboratori attivi, dalle filiere della seta alla torrefazione Caffè Milani (che per l’occasione lancerà la prima Milani Cup dedicata agli studenti alberghieri), si offrono al visitatore come veri e propri giacimenti culturali, affiancati da percorsi di trekking urbano e itinerari alla scoperta dell’archeologia industriale.
La scienza come racconto visivo
In un territorio che guarda già al bicentenario voltiano del 2027, la scienza diventa parte integrante del palinsesto culturale. In concomitanza con la settimana della creatività, il Festival della Luce 2026 prenderà casa nella yurta di Piazza Verdi attorno al tema “Fotonica. Illuminare il futuro”. Tra le iniziative più curiose spicca la riproduzione tessile in lavorazione Jacquard di una storica cartolina dedicata ad Alessandro Volta, affiancata da uno speciale intervento sul palco del divulgatore Vincenzo Schettini.
A chiudere il cerchio sarà la programmazione del Teatro Sociale di Como, che porterà in scena un palinsesto che spazia dalla musica classica eseguita da Fabrizio Meloni, Sandro Laffranchini e Francesco Mazzonetto, fino alle esplorazioni sonore contemporanee e al nuovo progetto discografico di Alessandro Martire. Un programma fitto che trasforma un intero distretto industriale in un laboratorio a cielo aperto.
