Mi Ami Festival, vent’anni e non sentirli

Nu Genea Giacomo DeCaro

Torna il rituale del Festival della Musica Bella e dei Baci, che si terrà all’Idroscalo di Milano dal 21 al 23 maggio. Ecco la line-up

Il Mi Ami Festival festeggia vent’anni con un’edizione che offre un cartellone con oltre ottanta artisti distribuiti su cinque palchi e lungo quattro giorni. Dal 21 al 24 maggio il Festival della Musica Bella e dei Baci torna all’Idroscalo di Milano con la stessa testardaggine indipendente con cui è nato nel 2005.

Un anniversario che guarda avanti

La ventesima edizione, organizzata come sempre dall’agenzia creativa Better Days, non vuole essere una celebrazione compiaciuta di se stessa. Lo dice chiaramente il direttore artistico Carlo Pastore: ai venti di guerra, di propaganda e di violenza si risponde con i propri venti, i vent’anni del festival, appunto. “È più di un semplice messaggio, di uno slogan. È la dimostrazione sul campo, rilanciata dal 2005 ad oggi attraversando cambiamenti tecnologici e sociali vertiginosi, che l’immaginazione sia un motore energetico e potentissimo che può cambiare il mondo”.

Per il direttore Stefano Bottura il Mi Ami è un rituale nel senso antropologico del termine: qualcosa che serve a scandire il tempo, a tramandare ciò che conta, ad affrontare l’ignoto senza venirne sopraffatti. “La paura inchioda, non genera, non cura, non regala sogni” dice. Il festival esiste proprio per questo: per attraversare quella soglia insieme.

Una line up “senza nessun tesserino d’accesso di genere”

Carlo Pastore è stato esplicito sulla filosofia di selezione: nessun artista è stato scelto guardando i numeri dello streaming. Il risultato è una line up che attraversa generazioni e geografie con una coerenza tutta sua.

Il respiro internazionale arriva con il cantautore brasiliano Zé Ibarra (già vincitore di Grammy), la collaboratrice di Nathy Peluso Lua De Santana, la dj messicana Coco Maria, i francesi Dov’è Liana e Myd (al suo primo live con band in Italia), le argentine Pacifica e gli irlandesi Basht. Accanto a loro, la scena italiana nei suoi nomi più radicati, Nu Genea, Tutti Fenomeni, Mecna, Motta, e una nuova generazione con Lamante, Birthh, Francamente, faccianuvola e molti altri.

Giorno per giorno

Giovedì 21 maggio si parte con il cosiddetto Day 0, una serata di raccordo tra chi il Mi Ami lo ha costruito e chi lo sta scoprendo. Tornano i Ministri e il progetto comune di Maria Antonietta & Colombre, insieme ai Brucherò nei pascoli. Aprono la festa il rapper Pepeta con la sua live band, l’art pop dei Santamarea e l’arab pop di TÄRA.

Venerdì 22 maggio è la giornata più densa. La Niña porta in anteprima il suo nuovo tour; Tutti Fenomeni presenta “Lunedì”, il disco prodotto da Giorgio Poi; Mecna debutta con uno show audio-video inedito. Silent Bob & Sick Budd arrivano in formazione live band. Spazio anche agli internazionali Pacifica, Basht., Coco Maria e Lua De Santana, ai busker I Patagarri. Ma anche alla rivelazione faccianuvola, all’intimismo di Altea, al rap di Visino Bianco, e a quello cantautorale di Dutch Nazari.

Sabato 23 maggio è probabilmente il giorno più atteso. Nu Genea arrivano in formazione live band con il nuovo “People of the Moon”; Motta celebra i dieci anni di “La fine dei vent’anni” suonando il disco per intero; Marco Castello porta il suo “Quaglia Sovversiva”; debuttano live Fausto Lama (metà dei Coma_Cose) e il progetto Il Nemico. Poi Francamente, Lamante, l’emo dei Gazebo Penguins e il primo Mi Ami di Labadessa. E poi ancora la super band Si! Boom! Voilà!, gli infiniti Altro, gli stranieri Myd e Zé Ibarra.

Domenica 24 maggio, giornata conclusiva, cambia registro. Le rive dell’Idroscalo diventano un dancefloor all’aperto per il matinée con Cosmo e il suo nuovo progetto “La Fonte”, pensato apposta come commiato collettivo per questo ventennale.

Perché conta ancora

Il Mi Ami è rimasto l’unico festival multi-palco di Milano e il primo appuntamento musicale dell’estate cittadina. In un settore sempre più dominato dalla logica dell’headliner e del cachet, esiste ancora uno spazio che seleziona per qualità e curiosità. Vent’anni dopo, è ancora lì a dimostrare che si può fare.