A Palazzoirreale in mostra lo scorrere del tempo

Frammenti di durata è il progetto che anima gli spazi dove un tempo sorgevano le Cantine Bosca a Canelli, e che oggi è sede di un centro espositivo dedicato all’arte contemporanea. In mostra opere di Ludovica Carabotta e una performance di Jacopo Benassi

L'interno di Palazzoirreale con un opera di Ludovica Carbotta
Francesca Cirilli

“Voi avete gli orologi? Noi abbiamo il tempo”, recita un proverbio afghano, che ricorda il valore dell’attesa. In contrapposizione alla fomo occidentale, alla voglia del tutto e subito, c’è la capacità di sapere aspettare, di guadagnare il cambiamento. È il tempo che trasforma, che produce memoria, che modifica attraverso piccole rivoluzioni che sulla lunga distanza si traducono grandi sconvolgimenti. Come potrebbe fare una vite che, abbarbicandosi su un’intelaiatura di acciaio e intorno a una scultura, ne cambia costantemente l’aspetto.

È questo che succede con Frammenti di durata, un progetto espositivo ospitato da Palazzoirreale di Canelli (AT) fino al 25 ottobre. Qui gli interventi site-specific scultorei di Ludovica Carbotta si sviluppano parallelamente a quelli performativi di Jacopo Benassi. Linguaggi distinti, che si incontrano dove l’opera viene intesa come processo aperto e capace di trasformarsi nel tempo.

La mostra a Palazzo Irreale

Lo spiega bene Polina Bosca, che insieme a Diana Berti ha dato vita al progetto di Palazzoirreale: “Le opere in mostra non sono pensate come presenze concluse e immutabili, ma come elementi in dialogo con il contesto che le accoglie. Il loro significato si costruisce attraverso il rapporto con il luogo, con la storia della villa e con i processi naturali che nel tempo vi intervengono”.

Da un lato c’è l’intervento concepito da Ludovica Carbotta per l’antico pergolato della villa: una grande scultura candida in polistirene, resina e alluminio, che si innesta nella struttura preesistente trasformandosi in un’estensione contemporanea del luogo, in cui la crescita della vite lungo il telaio e il trascorrere delle stagioni diventano un elemento strutturale. All’interno di uno degli edifici, invece, con le performance di Jacopo Benassi si dà vita a un paesaggio sonoro aperto e in costante ridefinizione.

“Frammenti di durata indaga il tempo come una dimensione capace di attraversare la materia, gli spazi e le memorie che li abitano”, sintetizza Maria Chiara Valacchi, curatrice dell’esposizione.

Le opere di Ludovica Carbotta

Quello presentato da Ludovica Carbotta è un nucleo di tre sculture ispirate alle figure mitologiche dei Telamoni e concepite per instaurare, ciascuna in modo diverso, un dialogo con gli ambienti che le ospitano. La sua è una riflessione sul tema della famiglia e su quello della riproduzione artistica ma anche biologica. In questo senso le opere si legano alla famiglia Bosca, storica dinastia di imprenditori che guida la celebre casa spumantiera Bosca di Canelli, che aveva sede dove ora sorge Palazzoirreale. È una ricerca sulle relazioni tra individuo e spazio, che indaga i processi di costruzione, percezione e abitazione dei luoghi.

La performance di Jacopo Benassi

Parallelamente, in uno degli spazi interni della struttura, Jacopo Benassi presenta Rivoluzione (musica analfabeta). Realizzata in condivisione con il musicista Michele Lombardelli, anche questa azione performativa è stata concepita per gli spazi della mostra. Come avviene con la produzione del vino, spiega il performer, il caso e l’imprevedibilità hanno un peso determinante sul risultato finale. Durante l’esibizione infatti, l’artista si muove liberamente, alternando l’esecuzione musicale alla sua immancabile pratica fotografica portando al centro l’interazione con il pubblico in maniera unica e irripetibile. Una rigenerazione perpetua che, anche in questo caso, che trova nel tempo e nei ritmi ciclici della natura i propri modelli.

La sede di Palazzoirreale

Tutto questo prende vita a Palazzoirreale, un luogo magico tra le colline del Monferrato in cui il tempo sembra essersi fermato in un istante che racchiude passato, presente e futuro. Il passato è quello raccontato dall’edificio liberty in cui avevano sede le Cantine Bosca e dove si trovano le Cattedrali Sotterranee, riconosciute Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. Il futuro è la spinta all’innovazione, alla ricerca e alla sperimentazione, con l’obiettivo di costruire una collezione che possa valorizzare il territorio. Ed è anche la realizzazione di Archivio Futuro, il progetto fotografico in continua evoluzione curato da Benedetta Donato, che documenta i “work in progress”, gli eventi e le trasformazioni artistiche che animano gli spazi. Il presente è quello del centro espositivo, che coinvolge artisti e figure di riferimento della scena contemporanea. E ciò che succede in Frammenti di durata con l’arte è un po’ quello che accadeva nelle Cantine Bosca con il vino: visione e passione danno l’input iniziale, il tempo e l’attesa fanno il resto.