“Persempremai”: al Museo Bagatti Valsecchi il teatro si prende il suo tempo

Un monologo interpretato da Nika Perrone che riflette su azione, comprensione, sofferenza, desiderio e memoria

Nikita Perrone
Michela Piccinini

Persempremai” è un monologo interpretato da Nika Perrone, in scena al Museo Bagatti Valsecchi il 13 maggio. Un testo, firmato da Perrone insieme a Michele Di Mauro che ha curato anche la regia, che riflette su azione, comprensione, sofferenza, desiderio e memoria. La protagonista è una donna che attraversa epoche e miti. È Orfeo e Euridice, Maria e la Maddalena, Teresa d’Avila e Frida Kahlo, Amy Winehouse e la Signora delle Camelie: un coro di “She” che chiede di vedere e farsi vedere.

In scena il tema del tempo

Un monologo a struttura complessa, che gioca con il tempo trasformandolo in protagonista del racconto scenico. Si apre uno spazio sospeso, una soglia in cui lo spettatore è chiamato a scegliere: restare, esporsi, o sottrarsi. In questo intervallo, la protagonista attraversa identità, fede, desiderio e memoria come territori vivi e in continuo movimento. La parola si fa luogo di incontro e di conflitto, intrecciando immaginari culturali lontani, esperienze personali e storie collettive. Il linguaggio scorre libero tra registri diversi, dal quotidiano all’assurdo, dal poetico al comico, dal sacro al profano, costruendo una scrittura aperta, capace di accogliere tanto i riferimenti colti quanto quelli popolari.

L’interprete è un soggetto in transito, una donna che attraversa epoche, miti e memorie senza appartenervi del tutto. Lo spettacolo si propone come una riflessione laica sul rapporto tra vita quotidiana e trascendenza, e rivolge allo spettatore un invito semplice quanto essenziale: riconoscere il tempo, abitarlo consapevolmente, prima che sia lui a prevalere su di noi.

“Stasera al Museo” tra arte e teatro

“Persempremai” è il quinto spettacolo teatrale prodotto dal Museo Bagatti Valsecchi nell’ambito di “Stasera al Museo”, un viaggio tra teatro, arte, musica e danza che anima le sale neorinascimentali del palazzetto in via del Gesù. L’edizione di quest’anno è intitolata “Lasciami mezz’ora per vedere”, un’espressione usata da Fortunato Depero negli anni Quaranta del Novecento, che invita il pubblico a concedersi il tempo necessario per osservare, comprendere la realtà e lasciarsi sorprendere dall’arte. Si ricollega direttamente alla mostra “Depero Space To Space“, in programma fino al 2 agosto.

Prima di entrare in sala, c’è tempo di prendersi quella mezz’ora che chiede di essere vissuta in un momento di accoglienza conviviale: un aperitivo offerto da Altemasi Trentodoc, Amaro Alpino e Valverde. Non un preludio mondano, ma il primo gesto dello spettacolo: fermarsi, stare insieme, prima che il sipario si apra.