Micro-drammi personali e trasformazioni inattese in “Circle Mirror Transformation”

Foto prove Circle Mirror Transformation Virginia Brown / Ufficio Stampa

Lo spettacolo, per la regia di Valerio Binasco, porta in scena il testo della drammaturga americana Annie Baker: il 7 aprile debutta a Torino

Le cose, è una di quelle leggi non scritte che regolano l’esistenza, succedono quando meno te le aspetti. Per esempio quando decidi di partecipare a un laboratorio teatrale in una sala anonima di provincia e proprio lì, insieme ad altri sconosciuti, prendono il via micro-drammi e trasformazioni inattese che segnano una svolta.

Accade anche ai cinque protagonisti di “Circle Mirror Transformation” della drammaturga americana Annie Baker e portato in scena da Valerio Binasco, che debutterà al Teatro Carignano il 7 aprile. Un racconto delle fragilità e dei desideri che si nascondono nell’animo umano.

La trama di Circle Mirror Transformation

“Circle Mirror Transformation” prende il via quando cinque estranei di mezz’età si ritrovano per caso (o forse per destino?) a partecipare allo stesso corso di recitazione per dilettanti. Personaggi, racconta il regista, “arrivati lì perché la loro vita è piena di emozione, ma anche di vuoto. Un vuoto umano: manca loro qualcuno.” Il primo giorno stanno tutti fermi a guardare, sospesi, in attesa di poter capire cosa potrebbe succedere.

Niente, inizialmente. Ma piano piano qualcosa si muove. E infatti nel corso delle sei settimane di esercizi i protagonisti scoprono legami inaspettati, tra momenti comici e toccanti raccontati con delicatezza e ironia.

L’opera di Annie Baker

“Circle Mirror Transformation” è una delle opere più celebri di Annie Baker, vincitrice del premio Pulitzer 2013. È un testo tenero, sorprendente e intensamente vero: una riflessione sul teatro, sulla vita e il tempo che ci attraversa tra dialoghi realistici e silenzi carichi di significato.

Un inno sottovoce alle imperfezioni, alla connessione e alla potenza del non detto, temi cardine dell’intero corpus della drammaturga.

La messa in scena di Valerio Binasco

Il testo, proposto nella traduzione di Monica Capuani e Cristina Spina, è portato in scena da Valerio Binasco. Con lo stesso Binasco, Pamela Villoresi, Alessia Giuliani, Andrea Di Casa e Maria Trenta, dopo la tappa di Roma lo spettacolo proseguirà a Milano, Genova, Bologna e Osimo (AN) per concludere con gli appuntamenti dal 2 al 14 giugno a Roma.

“Da cosa fuggiamo quando sentiamo in noi stessi un vuoto così grande da spingerci a entrare in una scuola di recitazione anche se non siamo attori? È veramente vuoto quel che sentiamo?”, si domanda il regista. “In ogni caso – prosegue – questi personaggi hanno ragione: è proprio stando così che ci si deve avvicinare a un processo creativo, professionale o no che sia. Con quel vuoto affettivo e quelle emozioni che non puoi definire, ma con cui senti di poter fare qualcosa di buono per te”.