Dal 24 aprile al 2 maggio a Udine nove giorni tra star internazionali e scoperte con 52 in gara, 23 fuori concorso, con 8 anteprime mondiali

Tutto cominciò nella primavera del 1998, quando un piccolo centro culturale di Udine decise di puntare tutto su una monografia dedicata al cinema di Hong Kong. Una scelta che sembrava stravagante, quasi bizzarra. Invece fu il primo passo di una storia straordinaria: quella del Far East Film Festival, cresciuto edizione dopo edizione fino a diventare uno degli appuntamenti più amati d’Europa per chi vuole capire davvero cosa batte nel cuore del cinema asiatico.
Settantacinque titoli in arrivo da 12 Paesi, 52 in gara, 23 fuori concorso, con 8 anteprime mondiali, 18 internazionali, 21 europee e 20 italiane. Dal 24 aprile al 2 maggio, il Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” e il Visionario si trasformeranno in una finestra spalancata sull’Asia: proiezioni mattina e sera, red carpet, talk, rassegna stampa quotidiana, itinerari industry con Focus Asia e molto altro. Il centro città diventa un’Asian Zone con oltre cento eventi collaterali.
L’immagine di quest’anno: insieme, nonostante tutto
Per la sua ventottesima edizione, il FEFF ha scelto di affidarsi alla fantasia dell’illustratore americano Andy Rementer per disegnare l’anima del festival: una galleria vivace di volti, storie e radici diverse che si ritrovano sotto lo stesso schermo. Un inno alla condivisione, in un’epoca in cui il mondo sembra sempre più frammentato. Il motion designer Ernesto Zanotti ne ha ricavato una sigla che è già un piccolo film nel film.
Le star: due leggende sul palco
I riflettori più luminosi brilleranno su due ospiti d’eccezione, entrambi insigniti del Golden Mulberry for Outstanding Achievement. Da una parte la diva cinese Fan Bingbing, presenza cara al festival fin dal 2004. Dall’altra Yakusho Koji, volto del cinema giapponese degli ultimi quarant’anni, miglior attore a Cannes 2023 con “Perfect Days” di Wim Wenders, che arriverà a Udine per consegnare il premio. Per lui una monografia completa, Perfect Roles, realizzata in collaborazione con l’Istituto Giapponese di Cultura: sette film a Udine, cinque poi a Roma.
Il Giappone: fra kabuki e celebrity
Apre e chiude in bellezza il capitolo nipponico. “Kokuho – Il maestro di kabuki”, firmato da Lee Sang-il e tratto dal romanzo di Yoshida Shuichi, è il kolossal dell’anno: cinquant’anni di arte, amicizia e ambizione raccontati con la grandiosità visiva di un’epopea. La critica internazionale lo ha già acclamato, e dal 30 aprile arriverà anche nei cinema italiani grazie a Tucker Film. Tornano anche la celebrity Megumi con la sua Japan Night e la prima mondiale del dramma femminile “Fujiko”.
La Corea del Sud: il ritorno del kolossal
Dopo un 2025 non esaltante, il cinema coreano si rifà sotto con “The King’s Warden” di Jang Hang-jun: quindici milioni di spettatori già conquistati, un protagonista, Yoo Hae-jin, che sarà presente a Udine, e la forza di un grande film in costume che non si dimentica. E poi c’è “The Seoul Guardians”, documentario sulla dichiarazione della legge marziale del 3 dicembre 2024: la prima volta in assoluto che un doc entra nella sezione competitiva del festival.
Il Vietnam: la sorpresa dell’anno
Ecco il vero colpo di scena del FEFF 28. Grazie a una progressiva apertura del mercato, il Vietnam ha visto il numero delle sale passare da 90 a oltre mille, con un box office in piena esplosione. Udine è pronta a raccontarlo con quattro titoli: il malinconico dramma storico “Ky Nam Inn”, l’adrenalinico “Hijacked”, il visionario “Tunnels” (che ribalta il punto di vista sulla guerra con gli Usa) e “Blood Moon Rite 8”, remake del cult “One Cut of the Dead” scelto come film di chiusura.
Grande cinema da Singapore
Tre film in programma per Singapore, la città-stato più futurista d’Asia: il dramma familiare “We Are All Strangers” di Anthony Chen apre il festival il 24 aprile, con la protagonista Yeo Yann Yann sul palco del Giovanni da Udine. A fare compagnia, “Ah Girl” e “The Old Man and his Car”. Una presenza triplice che non si era mai vista in una sola edizione.
La grande novità in concorso: l’animazione entra in gara
Per la prima volta nella storia del festival, tre film d’animazione accedono alla sezione competitiva: “Another World” e “A Mighty Adventure” da Hong Kong (quest’ultimo coproduzione con Taiwan), e il giapponese “The Last Blossom”.
I premi: la parola al pubblico e agli esperti
Come da tradizione, il cuore pulsante del FEFF sono gli Audience Awards: nessuna giuria di addetti ai lavori decide i vincitori, ma le persone in sala. Saranno loro ad assegnare il Gelso d’Oro, il Gelso d’Argento e il Gelso di Cristallo, decretando i tre film che hanno fatto vibrare di più la platea. Una democrazia del cinema, purissima e senza filtri.
Ma quest’anno il sistema dei riconoscimenti si arricchisce con due premi affidati a giurie specializzate. Il Gelso Bianco per la migliore opera prima (con ben dodici titoli in corsa) sarà valutato da un terzetto di peso: la regista hongkonghese Mabel Cheung, il produttore e distributore Jeffrey Chan (operativo tra Hong Kong e Taiwan) e Michael Werner, produttore e consulente di stanza a Hong Kong. Tre sguardi diversi, un unico obiettivo: scovare la voce nuova più promettente dell’anno.
