Il metal entra per la prima volta alla Scala del calcio: gli Iron Maiden fanno la storia a San Siro

Per la band britannica, cinquant’anni di carriera, 130 milioni di album venduti, e una data che nessuno dimenticherà: il 17 giugno

Iron Maiden
sito ufficiale

Chiamarla semplicemente “una data italiana” sarebbe riduttivo. Quando gli Iron Maiden saliranno sul palco dello Stadio San Siro di Milano il 17 giugno, porteranno con sé il peso specifico di una storia che non ha precedenti: nessuna band metal aveva mai suonato nello stadio milanese. Per una sera, quello che i fan del rock hanno imparato a chiamare “la Scala del rock” si trasformerà in qualcosa di diverso, in qualcosa di più.

Rod Smallwood, storico manager della band, ha commentato l’appuntamento con la sobrietà di chi sa già di star guardando la storia dall’interno: “San Siro, casa del Milan e dell’Inter, dove saremo, la prima band metal di sempre a salire su quel palco. È sempre bello esplorare nuove strade, anche dopo tutti questi anni”.

Cinquant’anni e non sentirli

L’appuntamento milanese è l’unica data italiana del “Run for Your Lives World Tour”, il tour con cui gli Iron Maiden celebrano mezzo secolo di carriera. Cinquant’anni in cui il gruppo ha ridefinito i confini dell’heavy metal, venduto oltre 130 milioni di album e tenuto più di 2.400 concerti in ogni angolo del mondo, accumulando lungo la strada Grammy, Brit Awards e un’influenza culturale difficile da quantificare.

Il 2026 è anche l’anno dell’ingresso nella Rock & Roll Hall of Fame, riconoscimento che arriva a coronare un percorso leggendario. E sempre nel corso di quest’anno è uscito “Iron Maiden: Burning Ambition”, il documentario ufficiale sulla storia della band, un ritratto che racconta dall’interno ciò che il pubblico ha vissuto dall’esterno per cinque decenni.

La scaletta, un viaggio alle origini

Come già accaduto nel precedente show italiano, quello del 2025 allo Stadio Euganeo di Padova, anche a San Siro il concerto si concentrerà sui brani pubblicati tra l’esordio omonimo del 1980 e “Fear of the Dark” del 1992, un arco temporale che contiene alcuni dei pezzi più amati della storia della musica mondiale.

Steve Harris, fondatore e bassista, ha voluto sottolineare anche la dimensione umana del progetto: “Abbiamo pensato di fare altri concerti in Europa prima di partire per altre parti del mondo. Simon Dawson sarà nuovamente con noi dietro la batteria, e sia lui che l’intera band desiderano ringraziare i fan per la magnifica accoglienza ricevuta durante la prima leg”.