Thundercat presenta a Milano il nuovo album “Ditracted” in anteprima

Thundercat Neil Krug

Il bassista più visionario del pianeta sceglie l’Italia come prima tappa europea. Appuntamento giovedì 5 marzo all’Alcatraz

Ci sono musicisti che suonano uno strumento. E poi c’è Stephen Bruner, in arte Thundercat, che con il basso sembra avere un dialogo privato e mistico che il resto dell’umanità può solo origliare. Nato a Los Angeles nel 1984 in una famiglia dove la musica non era un hobby ma una lingua madre, è cresciuto sapendo che la tecnica è il punto di partenza, non il traguardo.

Il risultato? Uno degli artisti più trasversali, amati e inclassificabili della scena contemporanea. Un uomo che può vincere il Miles Davis Award al Montreal Jazz Festival e, la settimana dopo, far impazzire TikTok con una bassline. Un artista che sfugge a ogni categoria, amato da personaggi diversissimi come Barack Obama e Kim Kardashian.

Distracted: sei anni e vale l’attesa

A sei anni esatti da “It Is What It Is” (Grammy Best Progressive R&B Album), Thundercat torna con “Distracted”, in uscita il 3 aprile via Brainfeeder. Il disco è prodotto da Greg Kurstin, l’uomo che ha lavorato con Adele, Paul McCartney, Beyoncé, Beck e Sia, insieme a Flying Lotus, Kenny Beats e The Lemon Twigs.

Il cast delle collaborazioni è da capogiro: A$AP Rocky, Tame Impala, Lil Yachty, Channel Tres, WILLOW e il compianto Mac Miller, la cui presenza nel disco suona come una dedica silenziosa e preziosa. “Distracted” guarda verso la frenesia di “Drunk” e la malinconia solenne di “It Is What It Is”, cercando uno spazio confortevole per la propria coscienza.

Non è un disco che condanna il presente: lo attraversa, lo analizza, lo abita. Affronta i modi in cui la distrazione può essere sia un ostacolo sia una forma di guarigione e offre qualcosa di più quieto. Il permesso di essere confusi. Il permesso di essere stanchi. Il permesso di essere, appunto, distratti, e di riuscire comunque a creare qualcosa di bello. Come dice lui stesso: “Godetevelo e divertitevi, e sappiate che la fatica è reale e cambia forma, ma bisogna continuare ad andare avanti”.

Un singolo che apre la porta

Il primo assaggio di tutto questo è arrivato con “Did This To Myself”, il singolo di lancio realizzato con Lil Yachty. Un brano che è già un manifesto: autoironia dolceamara, groove che scivola via come acqua, e quella voce di Thundercat, fragile e precisa, come un filo teso sopra l’abisso.

Italia in una sola notte

Thundercat porta “Distracted” in tour prima ancora che il disco esca, e la prima tappa europea è italiana. Milano come porta d’ingresso al continente: un onore e una responsabilità. L’appuntamento è all’Alcatraz il 5 marzo. Il posto dove un concerto di questo calibro può diventare davvero un’esperienza.

Perché Thundercat è Thundercat

3,3 miliardi di stream. “Them Changes” nelle classifiche Billboard e Shazam di 30 Paesi. Collaborazioni con Kendrick Lamar, Gorillaz, Childish Gambino, Stevie Wonder, Pharrell Williams, Silk Sonic. E non solo. Un ruolo in “Star Wars: The Book of Boba Fett” per Disney. Una capsule collection con Dover Street Market. La voce di Grune the Destroyer in “ThunderCats Roar”.


In Thundercat c’è una gioia fisica in quella musica, un senso di libertà totale che attraversa i generi, jazz, funk, hip hop, soul, metal, in fondo sì, anche quello, senza mai perdere il filo di se stessa. Dal Tiny Desk Concert di NPR agli Spinal Tap al Jimmy Kimmel Live!, dai Grammy con Steve Lacy ai palchi di mezzo mondo.