Fino al 15 aprile l’Istituto Italiano di Cultura di Berlino ospita una ricognizione sull’immagine in movimento nell’arte italiana dagli anni Settanta a oggi con opere, tra gli altri, di Masbedo, Gianfranco Baruchello e Claire Fontaine
Gli anni Settanta sono stati un periodo di fermento artistico, caratterizzato da sperimentazioni, rotture con la tradizione e un forte legame con i cambiamenti sociali e politici. Molti artisti si sono avvicinati all’arte concettuale, altri hanno scelto il proprio corpo come veicolo espressivo, spesso con forte contenuto politico. Da un lato c’è stato una riscoperta di materiali “quotidiani”, elementi spesso considerati quasi insignificanti che con l’arte povera diventano capolavori. Dall’altro c’è stata una spinta propulsiva verso i nuovi media. Video e installazioni sono diventati centrali nella produzione, e i risultati delle sperimentazioni di allora arrivano ancora oggi.
Proprio a quest’ultima tendenza è dedicata la mostra “VIDEO-VITALITY. Sconfinamenti nell’arte italiana” che l’Istituto Italiano di Cultura di Berlino ospita fino al 15 aprile. Ideata e curata da Giacomo Zaza, l’esposizione raccoglie una selezione che indaga l’uso del video e della pellicola filmica attraverso lavori realizzati a partire dagli anni Settanta che spaziano tra linguaggio cinematografico, found footage, montaggio e composizione digitale.
La mostra
Attraverso le opere di artisti come Gianfranco Baruchello, Luca Maria Patella, Eva Marisaldi, Agnese Purgatorio, Claire Fontaine e Masbedo, fino a giovani autori come Filippo Berta, Giovanni Giaretta, Nicoletta Grillo e Benedetta Fioravanti, “VIDEO-VITALITY. Sconfinamenti nell’arte italiana” mette in luce il superamento delle barriere disciplinari e la reinvenzione dei linguaggi visivi.
Quelle in mostra sono alcune delle sperimentazioni italiane più interessanti, anche se poco conosciute. Parte delle opere proposte giocano con il confine tra finzione e realtà, mostrando come il significato delle immagini sia sempre in movimento. Altre invece raccontano non solo la natura e i sentimenti umani, ma anche storie documentarie o inventate, con l’obiettivo di rappresentare e dare nuova forma alle esperienze.
L’obiettivo di “VIDEO-VITALITY. Sconfinamenti nell’arte italiana”
La mostra è un invito al pubblico a riflettere sulla vitalità e sulla continua trasformazione dell’immagine in movimento nella ricerca artistica contemporanea.
“Il titolo del progetto VIDEO-VITALITY porta con sé le sperimentazioni italiane più significative e poco conosciute a Berlino, considerando il video come un’esperienza vitalistica sinestetica di relazione con il mondo, interno ed esterno”, spiega il curatore Giacomo Zaza.
Il progetto vuole essere un viaggio collettivo ai confini dell’esperienza umana, tra desideri, pulsioni e possibilità oltre i limiti. Non si tratta solo di racconti lineari, ma di continui spostamenti di immagini e significati: quelli che l’artista Hito Steyerl chiama travelling images.
L’obiettivo in definitiva è quello di rappresentare e dare nuova forma alle esperienze poiché le narrazioni, di qualsiasi tipo, aprono nuovi modi di percepire e capire il mondo.
