Da ottobre a maggio a La Spezia la stagione internazionale di teatro e arti contemporanee compie sedici anni e continua a puntare sul tempo lungo: dieci spettacoli, laboratori per la città, partnership europee e un ponte con l’Albania
Si è aperta sabato 17 ottobre al Dialma di La Spezia e si chiuderà a maggio con una prima nazionale. Ma la sedicesima stagione di Fuori Luogo ha un orizzonte che va ben oltre il calendario. Guarda al festival Fisiko, a Sarzana nel luglio 2027, e a un lavoro che nel 2028 verrà presentato a Scutari, in Albania. È un modo di contare il tempo che dice molto del progetto: qui le cose si preparano con anni di anticipo e si lasciano maturare.
Sedici anni di lavoro paziente
Sedici anni bastano per capire se un’idea ha messo radici. Fuori Luogo ci è riuscita crescendo insieme a chi l’ha immaginata: una generazione di giovani diventata adulta senza smettere di credere che la cultura si costruisca lentamente, mettendo in relazione artisti, pubblico e città. Il risultato è una visione ambiziosa e di lungo respiro, tenuta ferma mentre il contesto spinge nella direzione opposta, verso progetti rapidi da realizzare e ancora più rapidi da raccontare.
Fuori Luogo risponde con la profondità, che chiede anni per lasciare un segno e un dialogo continuo con il territorio per far nascere una comunità vera. Il progetto è di SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione, con il contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo e il sostegno di Ministero della Cultura e Regione Liguria, insieme a Balletto Civile, all’APS Fuori Luogo con Il D!alma Cantiere Creativo Urbano e al Teatro degli Impavidi di Sarzana, che ospita alcune date. La direttrice generale Giulia Moretti la definisce una stagione di consolidamento: spettacoli già rodati e accolti con calore, nuovi progetti, e artisti molto amati dal pubblico spezzino come Michela Lucenti, Frosini/Timpano, Beatrice Schiros e Rita Frongia.
Autunno: memoria e responsabilità
L’inizio è affidato a “Atomica” dei Muta Imago, un viaggio onirico e visivo dentro la mente di Claude Eatherly, il meteorologo e aviatore texano che diede il via libera al bombardamento atomico. Con il pensiero di Günther Anders sullo sfondo, lo spettacolo interroga la responsabilità del singolo davanti alla storia e il confine sottile tra creare e distruggere.
Il 30 e 31 ottobre arriva “La Tempesta”, firmata da Antonio Viganò con Teatro La Ribalta Kunst der Vielfalt e prodotta da SCARTI: sull’isola di Shakespeare i personaggi si inventano un mondo per vivere, la finzione è dichiarata e i trucchi del teatro restano sotto gli occhi di chi guarda. Il 14 novembre Beatrice Schiros porta “Metaforicamente Schiros”, un rito psicomagico di ritorno alla scena che diventa monologo di vita, ironico e amaro, in cui l’attrice, a metà del cammino, tira le somme della propria esistenza. Il 12 e 13 novembre, al Teatro degli Impavidi, Fabiana Iacozzilli presenta “Oltre”, teatro di figura che parte dall’incidente del volo 571 dell’aeronautica uruguaiana per attraversare una delle vicende più sconvolgenti del Novecento.
Inverno: amore, potere, trauma
Il 12 dicembre Michela Lucenti e Balletto Civile propongono “Giocasta”. La madre della tragedia greca diventa una donna anonima e contemporanea, e la fine di una storia d’amore il punto da cui raccontare quanto possa segnare un’intera generazione, con “La voce umana” di Cocteau come ispirazione. Il 22 e 23 gennaio la parte internazionale ritrova Werner Waas e Lea Barletti con “L’ultima parola”, un confronto tra Beckett e Handke: due monologhi lontani, recitati uno dopo l’altro come in un dialogo o in un’eco, per ragionare su potere e memoria.
Il 5 febbraio Rita Frongia firma regia e drammaturgia di “Nervo vago” per Drama Teatro, liberamente tratto da “Dimensions” di Alice Munro. Flora incontra l’uomo responsabile della tragedia che le ha stravolto la vita, e in scena si indaga il legame tra trauma e corpo, dove anche il gesto più piccolo può pesare. Nei giorni precedenti Frongia terrà un laboratorio di teatro per la cittadinanza. Il 25 e 26 febbraio, agli Impavidi, c’è “A place of safety. Viaggio nel Mediterraneo centrale” di Kepler-452, Premio Ubu 2025 come miglior spettacolo di teatro, nato dall’esperienza diretta a bordo di una nave di soccorso.
A marzo tocca a Frosini/Timpano. Il 12, presentano “Ottantanove”, testo edito da Einaudi Teatro, e a seguire Daniele Timpano porta “Poemi Focomelici”, reading performativo dalla sua raccolta pubblicata da CuePress nel 2025, con musiche originali di Marco Maurizi: dalla letterina natalizia del 1980 ai genitori fino al 2024, tra rabbia politica e scrittura compulsiva. Il 13 marzo, con “Sì, l’ammore no”, i due attraversano l’amore dell’immaginario collettivo, tra cliché, misoginia, sdolcinatezze e romanzi Harmony, da Little Tony a Carla Lonzi, da Goethe a Mahler.
Primavera: club, illusioni, camaleonti
Il 25 e 26 marzo Babilonia Teatri presenta agli Impavidi “Abracadabra”, in cui teatro e illusionismo si misurano con vita e morte, memoria e assenza. Il 17 aprile debutta “GHOST TRACK, tecno-racconti da una provincia fantasma”, di Daniele Turconi con musiche e sound design di Gianluca Agostini: cinque storie da ascoltare e da ballare, in cui il teatro incontra la club culture tra techno, electro, rap e hardcore e il confine fra palco e platea si dissolve.
La stagione si chiude il 7 maggio con la prima nazionale di “Camaleonti, Trilogia” di Jonathan Lazzini, già Premio Testori 2023, sostenuto dal MiC e da SIAE nell’ambito di “Per Chi Crea”. Tre figure feroci e fragili del Novecento, il pugile Monzón, l’attore Kinski e il poeta Victor Cavallo, in un ring di luci dove un corpo alle strette oscilla tra poesia e violenza.
Oltre il palcoscenico
Accanto agli spettacoli, Fuori Luogo costruisce relazioni con la città. Ci sono La Scena Inclusa, festival di teatro e disabilità, i laboratori di visione e di critica teatrale Play the Critic, i laboratori di teatro e scenografia per under 18 e i progetti dedicati al territorio. Dietro c’è l’idea, ripetuta con convinzione da chi dirige, che il pubblico sia parte attiva dell’opera dal vivo. Agli Impavidi, prima delle serate, nel ridotto, torna “Espresso“, un’introduzione allo spettacolo a cura di Francesca Lombardi per La Fabrique d’Expériences, con un rinfresco del Caffè del Teatro.
Uno sguardo oltre confine
“Espresso” nasce dalla partnership con il Théâtre du Maillon di Strasburgo, una delle collaborazioni internazionali che prendono forma quest’anno. L’altra è Profeti in Patria x Art House: una open call per artisti albanesi under 35 residenti tra La Spezia, Sarzana, Lunigiana, Apuane e Val di Magra. Il lavoro dell’artista selezionato sarà presentato nel 2028 a Scutari, con Art House, diretta da Adrian Paci, Tea Paci e Melisa Ballata. Sono semi, nelle parole di Moretti, piantati oggi per un raccolto che si vedrà tra qualche anno. Tra questi c’è anche Fisiko, che torna dal 15 al 18 luglio 2027 a Sarzana, tra il Teatro degli Impavidi e la Cittadella.
