Dal 27 ottobre al 15 novembre Milano ospita la ventottesima edizione del festival di Teatro delle Moire: venti spettacoli in dieci spazi della città, e un’idea di rovina che guarda a ciò che resiste più che a ciò che crolla
Danae Festival ha cominciato a farsi sentire a settembre, con tre giorni di anteprima all’ADI Design Museum, e dal 27 ottobre al 15 novembre si allarga a tutta Milano per la sua ventottesima edizione. Teatro delle Moire porta avanti questa ricerca da quasi trent’anni, e anche stavolta ha scelto di partire da una parola che arriva dal momento che stiamo vivendo: rovina. Non per indugiare su ciò che si spezza, ma per capire che cosa, dopo la rottura, trova ancora il modo di restare.
Una parola per il presente
Alessandra De Santis e Attilio Nicoli Cristiani, direttori artistici di Teatro delle Moire, partono da “The Waste Land” di T. S. Eliot. Il poema, scritto nel dopoguerra della Grande Guerra, racconta un mondo svuotato che il poeta tiene in piedi con frammenti di letteratura, miti e lingue antiche. Quel paesaggio, dicono, risuona con forza oggi. Una rovina testimonia ciò che è stato distrutto, ma anche ciò che è riuscito a durare, e non chiede di essere restaurata, chiede di essere attraversata e ascoltata.
Da qui una lettura dei temi del festival come rovine contemporanee: tutto ciò che la società mette ai margini perché non produce, non rende, non serve. Morte, dolore, disabilità, solitudine, fragilità, desiderio di relazioni vere diventano zone di abbandono da abitare. E accanto a questa gravità, molti artisti hanno scelto l’ironia e una leggerezza che non vuole essere fuga, ma modo di sopravvivere e, in fondo, gesto politico.
Una città come palcoscenico
Il programma conta quindici compagnie italiane e internazionali, venti spettacoli, sette prime nazionali, tre progetti speciali nati per l’occasione e un laboratorio. Si muove in dieci luoghi: tornano il Teatro Out Off, che accoglie l’inaugurazione, Zona K e le sale della Fabbrica del Vapore, insieme agli spazi urbani dell’area Monumentale e Garibaldi. Si aggiungono la Ex-Piscina del Parco Trotter e il piazzale del Beccaria.
Per Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune, e per Francesca Caruso, assessore alla Cultura di Regione Lombardia, il valore di Danae sta anche in questo: portare la ricerca fuori dai luoghi convenzionali, dare spazio alle compagnie emergenti accanto ai nomi affermati e costruire occasioni di incontro con le università e gli istituti di formazione.
I corpi, tra comicità e resistenza
Ad aprire, il 27 e 28 ottobre all’Out Off, è Silvia Gribaudi con “SUSPENDED CHORUS“, ultimo capitolo di una ricerca che da anni indaga l’impatto sociale del corpo passando per la comicità e per il rapporto diretto con la platea. Il 30 ottobre, sempre all’Out Off, Trickster presenta “OPERABIANCO“: il giovane Luca Piomponi attraversa citazioni che vanno da Francis Bacon a Buster Keaton, in un percorso fra danza, cinema, pittura e clownerie.
Il 31 ottobre, alla Fabbrica del Vapore, Lucia Guarino propone “CONTENGO MOLTITUDINI”, studio sulla figura di Pulcinella, emblema di chi resiste attraverso la pratica artistica. Il 1° novembre Miranda Secondari firma con Nicola Ratti, voce di punta della sperimentazione sonora, “Gherminella” all’Out Off, mentre alle Sale Cisterne Silvia Mai porta “OIKOS“, Premio Tuttoteatro Dante Cappelletti 2024: nato dopo la sua esperienza da pastora, lo spettacolo la vede in scena con il cane Eco, sul confine tra animale e umano. Il 4 novembre Nicolò Porcelluzzi presenta “Flussi d’amore“, omaggio all’ultimo film di John Cassavetes tra narrazione, cinema e musica dal vivo.
Sguardi dall’estero
Il 31 ottobre la svizzera Ernestyna Orlowska porta per la prima volta in Italia un trittico di lavori site specific, dove performance, video, moda e design costruiscono set che mettono in discussione con ironia i meccanismi della società neoliberista. Il 7 e 8 novembre Solène Weinachter, danzatrice e coreografa francese di base in Scozia, affronta il lutto e la fine della vita con i codici della stand-up comedy in “After All”; la sua presenza nasce da una rete con Gender Bender di Bologna, Wonderland Festival di Brescia e Teatro di Verona.
L’8 novembre, a Zona K, arriva in prima nazionale lo scozzese Jack Hunter, autore, drammaturgo, poeta e campione di poetry slam, che vive con una paralisi cerebrale infantile: “Curvature of the Soul” è uno spettacolo di spoken word comico e surreale. Il 7 e 8 novembre Sara Vilardo, regista e performer italo-danese, guida il pubblico in “Sirene“, percorso partecipativo ispirato all’Odissea e al tema della casa, che si snoda fra le strade intorno alla Fabbrica del Vapore.
Ascoltare ai margini
Due progetti speciali portano il suono in periferia. Il 28 e 29 ottobre “Scala”, ideato per Danae Festival dal sound designer Attila Faravelli con il gruppo Astri Nascenti, composto da osservatori di pianeti e costellazioni, propone sessioni per piccoli gruppi che uniscono ascolto e osservazione astronomica, tra lo studio Non-Environment e la Ex-Piscina del Parco Trotter.
Il 6 novembre “Piani di Scavo” di Davide Tidoni affida la parola a Beppe Battaglia, tra i detenuti che nel 1975 tentarono la fuga da Favignana. Il suo racconto in prima persona diventa un invito a riflettere sulla privazione della libertà e sul desiderio di cercare la propria. Segue, al Teatro Puntozero Beccaria, un incontro con Battaglia, Luigi Pagano, garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Milano, e Luca Villa, procuratore presso il Tribunale per i Minorenni.
Laterale e Danae InOnda
La sezione LATERALE, che raccoglie progetti in divenire e condivisioni di esperienze di vita in dialogo con l’arte, va quest’anno a due realtà giovani. Il 7 novembre Melania Pallini porta alle Sale Cisterne “@bruttomavero”, danza dal vivo in dialogo con le improvvisazioni urbane che dal 2017 pubblica sul proprio canale YouTube. ALOT, collettivo nato nel 2022 e formato da tredici giovani, si muove tra performance e concerto polifonico: con “Su questi testi o, se volete, su questi resti” mostra materiali della nuova creazione KVIRIA e la documentazione dei viaggi in Georgia, dove ha incontrato cori locali e studiato i loro canti.
Resta lo spazio digitale Danae InOnda, nato nel 2020 come approfondimento che non sostituisce la scena dal vivo. Ospita la seconda edizione di Impronte, progetto audio consultabile sul sito per tutta la durata del festival, che raccoglie le testimonianze di chi ha abitato LachesiLAB, la residenza artistica di Teatro delle Moire: un archivio vivo, che cresce di anno in anno.
