EXPOSED Torino Photo Festival invita a “Mettersi a nudo”

in una stanza rossa la testa di un elefante e due persone in un angolo @Dean Chalkley / Ufficio Stampa

Diciotto mostre, incontri, proiezioni e altri eventi invadono la città, non solo negli spazi deputati all’arte ma anche strade e portici, invitando a liberarsi delle sovrastrutture per osservare l’altro senza filtri

Un invito a guardare dentro di sé e oltre le apparenze, interrogando la relazione tra identità e rappresentazione, corpo e immagine, visibile e invisibile. In poche parole: “Mettersi a nudo“.

È questo il titolo della terza edizione di EXPOSED Torino Photo Festival, che dal 9 aprile al 2 giugno trasformerà Torino nell’epicentro della ricerca fotografica con mostre ed eventi in cui il mondo è raccontato attraverso gli sguardi di autori e autrici celebri e sconosciuti, di giovani emergenti e di maestri storicizzati.

La fotografia invade la città

Con la direzione artistica di Walter Guadagnini, una delle voci più autorevoli della fotografia contemporanea, EXPOSED Torino Photo Festival non vuole essere un semplice festival di fotografia ma un dispositivo che possa orientare contenuti, linguaggi e relazioni.

Un dialogo aperto tra luoghi, autori e pubblico che non si svolge solo negli spazi comunemente dedicati all’arte come musei e gallerie, ma si allarga ad occupare spazi inusuali ma vivi: le strade, i portici, una cancellata, un’edicola, persino un parcheggio.

Il programma del Torino Photo Festival

Il festival si articola in due grandi sezioni: una 18 mostre tra quelle indoor distribuite tra le principali istituzioni culturali della città lungo un vero e proprio “miglio della fotografia”, e quelle outdoor che trasformano Torino stessa in uno spazio espositivo diffuso.

Gli highlights del programma indoor

Tra le mostre al chiuso, spiccano quella dedicata al regista Yorgos Lanthimos (il cui ultimo film, “Bugonia”, era tra i candidati agli Oscar) ospitata dalla Cripta di San Michele Arcangelo, dove la sua produzione fotografica dialoga con i film “Poor Things” e “Kinds of Kindness” esplorando il corpo e lo spazio come teatro psicologico.

“Replaced”, la mostra di Diana Markosian alle Gallerie d’Italia presentata in anteprima mondiale, è un lavoro intimo sulla memoria del primo amore che mescola autofinzione e rievocazione scenografica.

Al Circolo del Design “Back in Ibiza e altre storie” di Dean Chalkley riunisce tre serie del fotografo inglese tra ritratti di icone musicali come Amy Winehouse e gli Oasis, un reportage sulle coste di Norfolk e uno sguardo dall’interno sull’euforia della Ibiza a cavallo del Duemila.

All’Archivio di Stato, invece, “Self Exposed” di Ralph Gibson propone un percorso attraverso cinquant’anni di carriera di uno dei grandi maestri del Novecento.

Le mostre outdoor

Sul fronte outdoor, i portici di Piazza San Carlo ospitano “Acrobati” di Paolo Ventura, immagini sospese tra pittura e fotografia ispirate a un archivio di acrobati degli anni Trenta, mentre sulla cancellata della Mole Antonelliana il Museo Nazionale del Cinema presenta “FUORICAMPO“, venti fotografie di grande formato che svelano i retroscena del cinema del Novecento.

Oltre alle mostre sono in programma incontri, proiezioni e altri eventi dedicati sia agli addetti ai lavori che agli appassionati.

Il tema di EXPOSED Torino Photo Festival

Con il titolo “Mettersi a nudo”, EXPOSED Torino Photo Festival invita a liberarsi dalle sovrastrutture, mostrarsi per ciò che si è, osservare sé stessi e gli altri senza filtri. Non solo uno svelamento fisico, ma un gesto simbolico di autenticità. Una tensione che la fotografia, nella verità di un volto, di un paesaggio, di un corpo, e nella pluralità degli sguardi che li attraversano, sa rendere concreta più di ogni altro linguaggio.