“La Medium” di Marta Cuscunà è un’ode alle donne invisibili che sono state fatte sparire

Marta Cuscunà dirige e interpreta "La Medium" Alessandro_Ruzzier

Al Teatro Vascello di Roma debutta lo spettacolo che riporta alla luce Hersilie Rouy, figlia di un illusionista e internata in manicomio, tra guarattelle napoletane e sedute spiritiche

C’è un trucco che i grandi illusionisti dell’Ottocento amavano più di ogni altro: far sparire una donna. Intera, a pezzi, dentro una scatola o dietro uno specchio, il suo corpo serviva a dimostrare il potere di un uomo. Charles Rouy aveva fatto fortuna con “La Donna Invisibile”. Sua figlia Hersilie, nata a Milano, avrebbe scoperto sulla propria pelle che cosa significa sparire davvero.

Dal 28 ottobre, debutta al Teatro Vascello di Roma, nell’ambito del REF Roma Europa Festival, “La Medium”, il nuovo lavoro di Marta Cuscunà. Poi inizierà un tour che attraverserà l’Italia fino alla primavera del 2027, tra Udine, Milano e Bolzano.

Hersilie, la figlia del mago

Compositrice e maestra di musica, donna indipendente in un’epoca che ne tollerava poche, Hersilie Rouy si interessava di sonnambulismo e magnetismo animale. Fu il pretesto per farla rinchiudere in manicomio, ingiustamente, nella Francia dell’Ottocento. Ci rimase quattordici anni, tra le mura della Salpêtrière, il luogo in cui nascevano gli studi sull’isteria femminile.

In quegli anni scrisse un diario di denuncia, usando il proprio sangue come inchiostro. Per sopravvivere mise a frutto ciò che il padre le aveva trasmesso: messaggi segreti, identità inventate, astuzie da palcoscenico. Si firmava con nomi simbolici, tra cui “Madame Pulcinella”, e diventò guida e voce delle altre internate. Una volta libera, ottenne che la legge francese del 1838 sull’internamento psichiatrico venisse modificata. Una pioniera della critica al sistema manicomiale, rimasta a lungo ai margini della memoria.

Il lavoro di una vita, in una direzione precisa

Il progetto si ispira a “Incantagioni”, il saggio di Mariano Tomatis che rilegge la storia della magia come una lunga teoria di corpi femminili usati e fatti scomparire. Marta Cuscunà, artista friulana, prende quell’idea e la rovescia: restituire a quelle donne invisibili nuovi corpi in cui materializzarsi.

Non è un territorio nuovo per lei. Autrice e performer di teatro visuale, ha costruito il suo percorso intrecciando attivismo e drammaturgia per figure. Nel 2009 ha vinto il Premio Scenario per Ustica con “È bello vivere liberi!”, primo capitolo di una trilogia sulle resistenze femminili completata da “La semplicità ingannata” e “Sorry, boys”. Poi è arrivata la stagione dell’animatronica e dello sguardo ecofemminista, con “Il canto della caduta”, “Earthbound”, ispirato a Donna Haraway, “Corvidae. Sguardi di specie” e “Bucolica”, pensato per il Parco di Porto di Mare, a Milano, insieme a un gregge di pecore e a sette fischiatori delle Canarie. Nel 2025 questi lavori sono confluiti nel volume “Sguardi di specie”, una trilogia ecofemminista pubblicata con saggi e narrazioni non antropocentriche. Dal 2021 è artista associata al Piccolo Teatro di Milano.

Pulcinella contro il potere

Il cuore di “La Medium” è un incontro tra mondi lontani. Quando Hersilie diventa Madame Pulcinella, la sua rivolta prende la forma di una scena di guarattelle, i burattini a guanto della tradizione napoletana, tramandati a voce da oltre cinquecento anni.

Pulcinella è l’anima di questi spettacoli: un essere libero che con la sua voce rinnova lo scontro tra bene e male. Le guarattelle sono, per loro natura, anarchiche, votate a smascherare le ingiustizie e a capovolgere i rapporti di forza. Qui diventano uno strumento di denuncia della violenza patriarcale, lontano da ogni idea di reperto da museo.

Le medium, star dimenticate dei salotti

Lo spettacolo evoca anche l’immaginario degli ambienti esoterici europei tra Ottocento e Novecento, con le sedute spiritiche e le donne che ne erano protagoniste. Un pubblico per lo più maschile e borghese, a cui si univano scienziati chiamati a certificarne i poteri, osservava quei corpi studiandoli fin nell’intimità. Eusapia Palladino, la più celebre medium italiana, fu una vera star. Il suo caso mostra come, in un mondo di illusionisti uomini, alcune donne si siano ritagliate uno spazio proprio. Erano artiste e performer a tutti gli effetti, esattamente come i loro colleghi.

La tecnologia come nuova illusione

L’impianto scenografico nasce dall’incontro tra teatro di figura, tecnologie emergenti e ricerca accademica. Il desiderio di inserire forme di automazione risale al 2022, quando Marta Cuscunà ha cominciato a dialogare con Federico Espositi, allora dottorando all’AIRLab, il laboratorio di intelligenza artificiale e robotica del Politecnico di Milano coordinato da Andrea Bonarini. Espositi lavorava a dispositivi aptici pensati per far percepire a una performer l’incarnazione del proprio corpo dentro una stanza, quasi un avatar a forma di spazio chiuso.

Da quel confronto nasce la domanda che attraversa lo spettacolo: che cosa possono offrire realtà virtuale e metaverso al teatro di figura, per inventare illusioni nuove e ripensarne i linguaggi?

Un’eredità che arriva fino a Basaglia

La storia di Hersilie Rouy, in clamoroso anticipo sui tempi, parla anche all’oggi. La legge Basaglia che nel 1978 ha sancito la chiusura dei manicomi è relativamente recente, e “La Medium” si colloca esattamente in questo spazio: una vicenda in cui la magia non serve a stupire ma a sopravvivere.

Le date della tournée

Dopo il debutto al Teatro Vascello di Roma, dove “La Medium” resta in scena il 28 e 29 ottobre nell’ambito del REF Roma Europa Festival, lo spettacolo prende la strada del Nord. Il 7 e 8 novembre sarà a Udine, al Teatro Palamostre, ospite del CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, quindi nella regione d’origine di Marta Cuscunà.

A dicembre arriva a Milano, città in cui Hersilie Rouy era nata: dal 10 al 20 sarà al Teatro Studio Melato del Piccolo Teatro di Milano, Teatro d’Europa, istituzione con cui l’artista ha un legame stretto, essendone associata dal 2021.

La tournée riprende nel 2027. Dall’11 al 14 marzo lo spettacolo è al Teatro Borsoni di Brescia, con il Centro Teatrale Bresciano, e il 23 marzo al Teatro Cuminetti di Trento. Chiude il percorso, il 5 maggio, il Teatro Studio di Bolzano.